Renato Chisso ha incontrato il sindaco. L’assessore regionale: «Presto eliminate le situazioni anomale» Alcuni nuovi servizi per la portualità verranno affidati a privati

Gli ormeggi abusivi smuovono Venezia

08/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Garda

L’abusivismo por­tuale è spina nel fian­co delle Ammin­is­trazioni che si affac­ciano diret­ta­mente sul Gar­da. Da anni non man­cano prog­et­ti, indagi­ni e con­trol­li, il tut­to con­trasseg­na­to da proteste a non finire, ma con i posti bar­ca abu­sivi in con­tin­ua espan­sione tan­to che lun­go la sola riv­iera veronese del Gar­da se ne con­tano più di trem­i­la. Prob­lem­atiche, quelle legate alla por­tu­al­ità nel­la sua com­p­lessità, che sono state al cen­tro di un incon­tro con pre­sente, ieri mat­ti­na in munici­pio, l’assessore regionale Rena­to Chisso accom­pa­g­na­to dai con­siglieri region­ali verone­si Gior­gio Ceri­oni e Remo Seran­giot­to. Accolti dal sin­da­co Davide Bendinel­li e dall’assessore Anto­nio Pasot­ti, gli ammin­is­tra­tori region­ali sono sta­ti infor­mati del­la grav­ità del­la situ­azione, acuitasi soprat­tut­to nel cor­so di quest’ultima sta­gione tur­is­ti­ca che va grad­ual­mente speg­nen­dosi. Prob­lem­atiche legate all’immobilismo che per­du­ra da anni nel cam­po del poten­zi­a­men­to delle strut­ture por­tu­ali, alla caot­i­ca dis­ci­plina degli ormeg­gi in con­ces­sione e alle dif­fi­coltà che incon­tra l’Ispettorato di por­to nell’intervenire sul­la rimozione dei natan­ti abu­si­va­mente ormeg­giati. Ma soprat­tut­to all’evoluzione del­la nau­ti­ca da dipor­to, risul­ta­ta molto con­sis­tente e che ha deter­mi­na­to la sat­u­razione dei posti bar­ca pub­bli­ci disponi­bili che sono non più di 1.200. La caren­za di appro­di quin­di con influen­ze neg­a­tive sul tur­is­mo spe­cial­iz­za­to. «Ritar­di notevoli», ha ammes­so Chisso, «rispet­to ad altre zone e quin­di un gap dif­fi­cile da recu­per­are». Ma con la neces­sità di arti­co­lare gli inter­ven­ti con Comu­ni e Provin­cia «in modo da orga­niz­zare tut­ta una serie di servizi, alcu­ni dei quali da dare in ges­tione ad esterni». Non man­cano infat­ti le istanze che arrivano dai Comu­ni lacus­tri inten­zionati a vol­er gestire diret­ta­mente i por­ti, come già per­al­tro sta avve­nen­do e stan­no facen­do i Comu­ni del­la riv­iera bres­ciana, cre­an­do nel­lo stes­so tem­po una vera e pro­pria attiv­ità di con­trol­lo, in modo da rego­la­mentare l’uso degli attrac­chi e curare la pulizia dei baci­ni. «Ma anche la disponi­bil­ità», come ave­va antic­i­pa­to il sin­da­co Bendinel­li, «di posti in tran­si­to e per gli ospi­ti degli alberghi». La pre­sen­za di Ceri­oni e Seran­giot­to ha invece offer­to lo spun­to per una car­rel­la­ta sulle con­dizioni e la qual­ità dell’assistenza sociale e san­i­taria del­la zona. Con­sid­er­a­ta «sod­dis­facente» dai due con­siglieri del­la Com­mis­sione regionale del­la San­ità, ma che va adegua­ta alle esi­gen­ze dell’utenza che ha asso­lu­to bisog­no di «certez­za e sicurez­za». Com­mis­sione, quel­la del­la San­ità, impeg­na­ta a fon­do nei prossi­mi giorni nell’affrontare la ristrut­turazione ospedaliera del­la provin­cia di Verona.