Lo conferma l’Istituto nazionale della fauna selvatica. Il ripopolamento sta dando risultati, segnalate altre presenze

Gli orsi in Valvestino sono ormai di casa

05/07/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Pecore uccise in più pun­ti delle alpi bres­ciane. In segui­to a questi assalti ci si è chi­esti per giorni se fos­se un orso solo o più di uno: ora la con­fer­ma uffi­ciosa che in Valvesti­no si sarebbe trasferi­ta una pic­co­la colo­nia di orsi bruni. Arri­va dall’Istituto nazionale fau­na sel­vat­i­ca che sta seguen­do gli sposta­men­ti di cir­ca ven­ti esem­plari. Gli orsi si ripro­ducono con una cresci­ta annua di 3–4 esem­plari; con questo rit­mo tra una deci­na d’an­ni potreb­bero diventare poco più di una cinquan­ti­na. A monte del ripopo­la­men­to c’è il prog­et­to Life Ursus avvi­a­to nel par­co del­l’Adamel­lo Brenta alla fine degli anni ’90: furono introdot­ti orsi bruni prove­ni­en­ti dal­la vic­i­na Slove­nia. Ma la cresci­ta demografi­ca sta anche sus­ci­tan­do qualche protes­ta, soprat­tut­to da parte di all­e­va­tori ed agri­coltori. I più arrab­biati sono quel­li del­l’al­to Gar­da bres­ciano e del­la Valvesti­no dove l’altra notte sono sta­ti avvis­ta­ti addirit­tura due orsi: domeni­ca mat­ti­na gli agri­coltori di Aer han­no trova­to i resti di due pecore. Va tut­tavia ricor­date che la legge prevede forme di ris­arci­men­to. Il prog­et­to prevede di arrivare ad una popo­lazione di 40/60 orsi, dis­tribuiti tra le Alpi Cen­trali com­pren­den­ti le province di Bolzano, Tren­to, Verona, Bres­cia e Son­drio. Ecco quin­di che il ritorno in pianta sta­bile di questo planti­gra­do sulle nos­tre mon­tagne potrebbe diventare una realtà nel giro di pochi anni.

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