Al Centro Fiera di Montichiari

Gli orti comunali alla Fiera di Vita in Campagna

20/03/2014 in Fiere
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Di Luigi Del Pozzo

Alla Fiera di Vita in Cam­pagna ten­den­ze, numeri e prospet­tive di svilup­po per le nuove “reti” cit­ta­dine ded­i­cate all’ che, in base all’opinione degli esper­ti, stan­no diven­tan­do pic­cole comu­nità di rifer­i­men­to e di sup­por­to a liv­el­lo cit­tadi­no.

Negli ulti­mi 10 anni, soprat­tut­to in tem­pi di crisi eco­nom­i­ca, la colti­vazione di spazi urbani a orto sta rap­i­da­mente pren­den­do piede in Italia e spin­gen­do sem­pre più cit­ta­di­ni di tutte le età a pro­durre da sé ver­du­ra per la pro­pria men­sa, con il van­tag­gio di riavvic­i­nar­si alla natu­ra e alla colti­vazione del­la ter­ra. Quale lo sta­to dell’arte e le prospet­tive? Se ne par­lerà saba­to 22 mar­zo alle 11 alla Fiera di Vita in Cam­pagna, nel con­veg­no “Gli orti comu­nali: un fenom­e­no sociale in con­tin­ua espan­sione” (Cen­tro Con­gres­si, sala A del Cen­tro Fiera del Gar­da a Mon­tichiari – Bs). Un’occasione per conoscere numeri e ten­den­ze del fenom­e­no, attra­ver­so il con­fron­to con esper­ti a liv­el­lo nazionale.

Gli cos­ti­tu­is­cono un’eccellente occa­sione per val­oriz­zare e pro­muo­vere il ter­ri­to­rio – dice Fab­rizio Mon­tepara, Pres­i­dente di ResTipi­ca-Anci. Al nos­tro prog­et­to nazionale aderiscono decine e decine di gran­di cit­tà ital­iane, tra i comu­ni più oper­osi seg­na­lo Pado­va, Gen­o­va e Otran­to”.

A incidere nell’aumento di cit­tà che han­no ader­i­to al prog­et­to sem­br­erebbe essere sta­ta in par­ti­co­lar modo la crisi eco­nom­i­ca: “Colti­van­do orti urbani non solo si risparmia ma si otten­gono prodot­ti a “cen­timetri zero”, che offrono una qual­ità garan­ti­ta – dice il Prof. Gior­gio Pros­doci­mi Gian­quin­to, docente di Orti­coltura Uni­ver­sità di Bologna, diret­tore Research Cen­ter in Urban Envi­ron­ment for Agri­cul­ture and Bio­di­ver­si­ty — ReS­CUE-AB. E se cresce il numero di cit­ta­di­ni inter­es­sati, noti­amo un deciso aumen­to di oper­a­tori e tec­ni­ci ai cor­si di for­mazione a numero chiu­so, i posti van­no esauri­ti in tem­pi record”.

Un suc­ces­so che tro­va la sua ragione d’essere nei numerosi ben­efi­ci legati alla colti­vazione in grup­po di aree ver­di. “Da una parte rap­p­re­sen­tano un’ottima occa­sione per le ammin­is­trazioni comu­nali di recu­per­are aree abban­do­nate e degra­date, ren­den­dole ordi­nate e pro­dut­tive, strap­pan­dole alla spor­cizia e all’incuria – spie­ga Gior­gio Vin­cen­zi, diret­tore di Vita in Cam­pagna. Per gli anziani cos­ti­tu­is­cono anche un momen­to di aggregazione e parte­ci­pazione alla vita sociale: men­tre si cura il pro­prio pez­zo di ter­reno lo scam­bio di con­sigli e opin­ioni sono infat­ti all’ordine del giorno. Oltre alla fun­zione sociale, non va dimen­ti­ca­ta la valen­za didat­ti­ca di queste inizia­tive”.

Ulte­ri­ori con­ferme sull’importanza in chi­ave sociale, per favorire la cresci­ta indi­vid­uale e di una vera e pro­pria comu­nità – tan­to più impor­tante in tem­pi di crisi – giun­gono da Cristi­na Bertaz­zoni, docente all’Università di Bres­cia, ped­a­gogista ed esper­ta di psi­coso­ci­olo­gia di comu­nità: “Parte­ci­pare a un prog­et­to di colti­vazione di orti urbani per­me­tte non solo di auto­pro­dur­si frut­ta e ver­du­ra, con van­tag­gi per la tavola e il portafoglio, ma di atti­vare scam­bi di saperi frut­to di un’attività agri­co­la svilup­pa­ta giorno dopo giorno, una base eccel­lente per costru­ire val­ori comu­ni­tari – dice l’esperta. Va det­to però che avere a dis­po­sizione un appez­za­men­to di ter­ra e mate­ri­ali è solo il pri­mo pas­so: per far fun­zionare l’orto urbano serve un “ani­ma­tore di comu­nità” che fun­ga da sti­mo­la­tore di aggregazione”.

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