Un’originale Natività realizzata dai giovani dell’oratorio E’ stato promosso da don Giulio, il parroco della «riconciliazione»

Gli scorci suggestivi di Portese sono il «cuore» del presepio

02/01/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

I gio­vani del­l’o­ra­to­rio di Portese han­no cre­ato un orig­i­nale, col bam­binel­lo nato tra le case del paese. Han­no infat­ti ricostru­ito alcu­ni scor­ci carat­ter­is­ti­ci del paese (l’in­gres­so del castel­lo, dove d’es­tate si ten­gono gli spet­ta­coli teatrali, via Ciano, vico­lo del Pane), in scala una a tre. Si sono impeg­nati per un mese, tutte le sere, sot­to l’oc­chio atten­to di don Giulio, il nuo­vo par­ro­co. Dopo avere taglia­to il com­pen­sato, lo han­no ricop­er­to con la car­ta, pit­tura­to e dec­o­ra­to. Ci sono i lam­pi­oni e le porte, le tegole e i canali del­l’ac­qua pio­vana. Adesso il lavoro è lì, in bel­la mostra nel­la chiesa, a fian­co del­l’al­tar mag­giore, tra rose di e un ces­to con il pane benedet­to. Rispet­tan­do un’an­ti­ca tradizione, il pre­sepe rimar­rà fino al 2 feb­braio, giorno del­la pre­sen­tazione di Gesù al tem­pio. Il gio­vane don Giulio, orig­i­nario di San Felice, può essere con­sid­er­a­to il prete del­la… ric­on­cil­i­azione. Il suo arri­vo con­tribuisce a met­tere una pietra su decen­ni di mugug­ni e con­trasti tra il capolu­o­go e Portese, la frazione rimas­ta comune autonomo fino al 1927. Tra le due local­ità non è mai cor­so buon sangue. Fin da quan­do, nel 1855, don Tom­ma­so Navoni, par­ro­co di Portese, venne ucciso a coltel­late da tre suoi dipen­den­ti. Uno di loro, di San Felice, las­ciò in ered­ità al suo paese l’ap­pella­ti­vo di «copa precc de San Fil­is». L’episo­dio è ricorda­to da una lapi­de, col­lo­ca­ta sul sagra­to del­la chiesa, e ora mascher­a­ta da un arbus­to sem­pre­verde. Sul luo­go del delit­to, non molto dis­tante, c’è una croce incisa nel cemen­to, sopra un tes­chio, tra due ossa incro­ci­ate. I sec­oli han­no stem­per­a­to l’as­tio. Però, sot­to la pelle dei più anziani, cov­ano ten­sioni. Nonos­tante le esor­tazioni dei sag­gi, anche recen­te­mente ci sono state occa­sioni per guardar­si in cagnesco: lo scon­tro sul cimitero, il trasfer­i­men­to delle scuole, l’anziano par­ro­co sgra­di­to, l’ac­ciot­to­la­to real­iz­za­to pri­ma di altre opere. La nom­i­na di un sac­er­dote di San Felice a par­ro­co di Portese rap­p­re­sen­ta dunque l’at­to del­la paci­fi­cazione defin­i­ti­va. Intan­to, a Portese, pros­eguono le man­i­fes­tazioni natal­izie orga­niz­zate dal comune di San Felice e dal­la par­roc­chia. Dopo il cor­teo dei pas­torel­li per le con­trade del cen­tro stori­co e l’e­si­bizione del coro veronese di Ceraino, domeni­ca 4 gen­naio, alle ore 21, si ter­rà il con­cer­to del­l’Orches­tra del fes­ti­val di musi­ca sacra di Bres­cia, diret­ta da Gio­van­na Sor­bi, con il coro liri­co e le due corali locali. Tema del­la ser­a­ta: i can­ti del­la tradizione ital­iana, euro­pea ed extra. Tenore Mau­r­izio Minel­li, oboe Pietro Cor­na, trom­ba Pieran­to­nio Merlini.

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