A due settimane dal sisma la situazione si mostra in tutta la sua gravità.In azione cinquantadue squadre di tecnici. Oggi ultimo giorno per le richieste di verifica. Cresce ancora l’entità dei danni

Gli sfollati sono diventati duemila

09/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il ter­re­mo­to ha las­ci­a­to alle spalle un poz­zo nero di cui non si intravede il fon­do: il numero degli sfol­lati con­tin­ua ad aumentare (è sta­ta super­a­ta quo­ta duemi­la), e i dan­ni sono incal­co­la­bili. Spes­so, all’ester­no delle case, le crepe non sono vis­i­bili. Ma den­tro bisogna rifare le pareti, e ricostru­ire i tet­ti. Sen­za dimen­ti­care che a Pom­peg­ni­no di Vobarno e a Clib­bio di Sab­bio è nec­es­sario abbat­tere numerosi edi­fi­ci, dato che non bas­ta met­ter­li in sicurez­za. Le due local­ità del­la Valle Sab­bia han­no avver­ti­to la mag­giore inten­sità del­la scos­sa: tra il set­ti­mo e l’ot­ta­vo gra­do del­la scala Mer­cal­li, sec­on­do le indi­cazioni degli esper­ti del Quick Earth­quake Sur­vey Team (Quest), accor­si sul luo­go. Pavone di Sab­bio, Roè Vol­ciano e Salò han­no rag­giun­to il 7°, Gar­done Riv­iera, Gaz­zane di Pre­seglie, Gar­done Riv­iera, Prandaglio di Vil­lan­uo­va e Sab­bio Chiese tra il 6° e il 7°, San Felice del Bena­co, Toscolano Mader­no e le altre frazioni di Roè (Gaz­zane, Tormi­ni) il 6°. Le imp­rese edili han­no pros­e­gui­to il lavoro anche ieri, nel­la gior­na­ta dell’Immacolata. E’ indis­pens­abile con­sol­i­dare gli edi­fi­ci, e met­ter­li in sicurez­za, per con­sen­tire alle famiglie evac­u­ate di rien­trare. Intan­to il numero degli sfol­lati è ulte­ri­or­mente cresci­u­to. Sec­on­do i dati for­ni­ti dal­la Prefet­tura di Bres­cia, aggior­nati alle ore 10 di ieri, è sal­i­to a 2.027, rispet­to ai 1.808 di lunedì e ai 1.905 di mart­edì. Per­sone costrette a uscire dal­la loro abitazione dopo i con­trol­li effet­tuate dai tec­ni­ci: ingeg­neri, architet­ti, geometri. Fino­ra le ver­i­fiche han­no riguarda­to il 59% degli edi­fi­ci (4.028 su 6.802). Di con­seguen­za non è dato sapere se la situ­azione si è sta­bi­liz­za­ta o se quo­ta duemi­la ver­rà super­a­ta di molto. La mag­gior parte degli sfol­lati (1.233, rispet­to ai 1.128 del­l’al­tro ieri), il 61%, è ospi­ta­ta da ami­ci e par­en­ti sono 1.128, cui bisogna aggiun­gere i 592 negli alberghi (con­tro i 609 di mart­edì), i 137 accolti in locali reper­i­ti dal pro­prio munici­pio e i 65 in strut­ture pub­bliche. Quan­do una famiglia viene allon­tana­ta da casa, tende a riv­ol­ger­si in un pri­mo istante ai conoscen­ti. La pen­sione, la strut­tura delle suore, l’ho­tel o il meublè pagati dal comune diven­tano invece una scelta sec­on­daria. Per quan­to riguar­da le ver­i­fiche richi­este, si è pas­sati dalle 6.420 di mart­edì alle 6.802 di ieri (+ 382). Quelle effet­tuate sono aumen­tate da 3.705 a 4.028 (+ 323). L’asses­sore regionale Mas­si­mo Busce­mi ha fis­sato per oggi il ter­mine ulti­mo per pre­sentare la doman­da. Altri­men­ti non si riesce a tenere il pas­so. Le squadre di tec­ni­ci in azione sono 52; ognuna è com­pos­ta da un paio di per­sone. Per chi­ud­ere la “par­ti­ta”, è indis­pens­abile che i pro­fes­sion­isti locali diano una mano. Gli edi­fi­ci pien­amente agi­bili sono 3.019 (di cui 2.875 pri­vati a 144 pub­bli­ci), rispet­to ai 2.740 di mart­edì (2.596 e 144). E’ aumen­ta­to anche il numero di quel­li boc­ciati, in tut­to o in parte, pas­sati da 965 a 1.009 (in 569 casi i sin­daci han­no emes­so ordi­nan­za di sgombero, poichè in cat­tive con­dizioni, in 440 no). Ricor­diamo che, in questo momen­to, vengano con­trol­late soltan­to le abitazioni. 193 le ver­i­fiche effet­tuate dal­la Soprint­en­den­za per i beni ambi­en­tali e architet­toni­ci di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona. Ne man­cano anco­ra 168. Il verdet­to: 66 ok, 46 inag­i­bili e 81 parzial­mente. Ieri il Cen­tro oper­a­ti­vo mis­to (Com), allesti­to nel­la vec­chia palestra del­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co Bat­tisti di Salò, ha potu­to con­tare su 285 uomi­ni, una cinquan­ti­na meno di mart­edì. La gior­na­ta fes­ti­va ha indot­to a ridurre in par­ti­co­lare le Forze di polizia. Ma è chiaro che, ormai, si sta andan­do ver­so lo sman­tel­la­men­to del­la strut­tura. Dopo avere orga­niz­za­to la macchi­na per fron­teggia­re l’e­mer­gen­za, ed emes­sa l’or­di­nan­za sulle modal­ità di finanzi­a­men­to di sfol­lati, imp­rese, ecc. (sarà fir­ma­ta oggi?), i comu­ni ripren­der­an­no in mano la situ­azione, e dovran­no con­tin­uare da soli.