Basta un temporale per far saltare un concerto: ad Arco gli spazi coperti non esistono e all'aperto scarseggiano De Gregori torna il 12 settembre, ma non si sa dove ospitarlo

Gli spettacoli? Alla mercé del tempo

22/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Arco

Sono tor­nate a casa abbac­chi­ate, infred­do­lite e zuppe d’ac­qua le centi­na­ia di per­sone che l’al­tra sera han­no scarpina­to fino al pra­to del­la Liz­za, sul castel­lo, per assis­tere al con­cer­to di Francesco De Gre­gori. A guastare la fes­ta è sta­to un tem­po­rale esti­vo. Gli orga­niz­za­tori ci riprover­an­no il 12 set­tem­bre, ma da qualche altra parte. Ma la ricer­ca di una sede idonea si pre­an­nun­cia difficile.Non c’è sta­to nul­la da fare. L’or­ga­niz­zazione sper­a­va nel­la clemen­za di Giove Plu­vio, almeno per lo stret­to nec­es­sario, ossia la dura­ta del con­cer­to, ma all’en­nes­i­ma pre­cip­i­tazione del­la gior­na­ta ha dovu­to alzare bandiera bian­ca. E comu­ni­care al pub­bli­co pre­sente, un migli­aio di per­sone sui 1200 taglian­di preno­tati, che lo spet­ta­co­lo non sarebbe anda­to in sce­na. De Gre­gori è ripar­ti­to imme­di­ata­mente alla vol­ta del­la Sardeg­na, dove ieri sera era impeg­na­to nel­la tournè con Lucio Dal­la, Fiorel­la Man­noia e Ron. Tornerà ad Arco giovedì 12 set­tem­bre, per cantare non nel­la sug­ges­ti­va cor­nice del castel­lo ben­sì da qualche altra parte. La macchi­na orga­niz­za­ti­va, infat­ti, ha deciso di abban­donare l’idea del­l’an­ti­co maniero; uffi­cial­mente per­ché ver­so la metà di set­tem­bre farà trop­po fred­do, la sera, per sdra­iar­si o acco­v­ac­cia­r­si sul pra­to del­la Liz­za, uffi­ciosa­mente per­ché trasportare stru­men­ti, mix­er, ampli­fi­ca­tori, casse e luci (da un mil­ione di euro in tut­to) in cima alla rupe che sovras­ta Arco ha un cos­to non indif­fer­ente. Cos­to che nonos­tante il ten­ta­ti­vo fal­li­to del­l’al­tra sera si sono dovute sob­bar­care la e l’am­min­is­trazione arcense (quest’ul­ti­ma parte­ci­pa alla spe­sa di alles­ti­men­to del con­cer­to con cir­ca 10 mila euro sui 50 mila di cos­to com­p­lessi­vo). Per rien­trare, parzial­mente, del­l’es­bor­so gli orga­niz­za­tori han­no quin­di deciso di puntare, per il bis, ad un luo­go più ampio (così da aumentare i bigli­et­ti ven­du­ti) e facil­mente acces­si­bile. Subito si è pen­sato al par­co del Climb­ing Sta­di­um di Pra­bi (con la pos­si­bil­ità di usufruire delle tri­bune allestite, la set­ti­mana pri­ma, per il Rock Mas­ter) ma il 10 di set­tem­bre riaprono le scuole e questo potrebbe risultare un prob­le­ma. In alter­na­ti­va ci sarebbe il cam­po sporti­vo di via Pome­rio, ma bisogna pri­ma capire cosa ne pen­sa la soci­età di cal­cio del pres­i­dente Marchi. La ver­ità è che ad Arco, ma non solo, non esiste un luo­go o una strut­tura in gra­do di ospitare even­ti, musi­cali e non, alla por­ta­ta delle masse. Un’ipote­si sarebbe il par­co del Sana­clero, ma finché rimane nelle mani del­la Provin­cia è poco più di una mera utopia. E lo stes­so dis­cor­so vale per i luoghi al cop­er­to, almeno fino a quan­do il palazzet­to res­ta nel libro dei sog­ni. In ques­ta situ­azione gli spet­ta­coli di élité, per pochi inti­mi, diven­tano una scelta qua­si obbligata.

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