Gli studenti bresciani immaginano la città del futuro e si aggiudicano tre premi

09/07/2013 in Cultura
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Di Redazione

Aldo Quagliot­ti del Liceo Bagat­ta di Desen­zano del Gar­da, Flavio Cam­maro­ta dell’ Isti­tu­to Capiro­la di Leno (BS) e Ramandip Kaur sem­pre dell’Istituto Capiro­la sono tre dei sei vinci­tori del con­test “La cit­tà del futuro”, lan­ci­a­to con il sosteg­no di UBI Ban­ca nell’ambito di “L/HUB – Conoscere la realtà dell’intercultura”, un prog­et­to mul­ti­dis­ci­pli­nare che si riv­olge agli Isti­tu­ti Supe­ri­ori di II gra­do e si pro­pone di sti­mo­lare pro­ces­si di edu­cazione inter­cul­tur­ale e il rac­con­to diret­to del­la mul­ti­cul­tur­al­ità. Il prog­et­to è a cura dell’Associazione Cul­tur­ale Eclettica&Media di Milano, con il patrocinio del­la , del­la Provin­cia di Milano e dell’Istituto Sco­las­ti­co Regionale del­la Lom­bar­dia e con il sosteg­no del Con­so­la­to Gen­erale degli Sta­ti Uni­ti D’America a Milano.

Il con­cor­so “La cit­tà del futuro” ha vis­to la parte­ci­pazione di cir­ca 20 Isti­tu­ti Sco­las­ti­ci e 37 prog­et­ti, dai ter­ri­tori di Milano e provin­cia e di Bres­cia e provin­cia. Ai gio­vani parte­ci­pan­ti è sta­to chiesto di immag­inare la soci­età futu­ra sec­on­do il pro­prio ide­ale e di pre­sen­tar­la attra­ver­so l’elaborazione di un prodot­to cre­ati­vo, sen­za alcun lim­ite nell’uso dei lin­guag­gi espres­sivi e con rifer­i­men­to alla tem­at­i­ca inter­cul­tur­ale su cui ruo­ta l’intero prog­et­to L/HUB.

I tre stu­den­ti del bres­ciano han­no vin­to tre dei cinque pre­mi ex-equo in palio, e cias­cuno di loro si è aggiu­di­ca­to il pre­mio da 100 euro in buoni acquis­to.

Aldo Quagliot­ti del Liceo Bagat­ta di Desen­zano del Gar­da, con la sua poe­sia “La cit­tà del futuro”,

«ha costru­ito un ritrat­to iron­i­co e acu­to di un pos­si­bile mon­do futuro – ripor­ta la moti­vazione del pre­mio -, capo­vol­gen­do l’immagine di quel­lo a cui siamo abit­uati e dimostran­do una notev­ole capac­ità lessi­cale ed espres­si­va, con diver­si riman­di alla let­ter­atu­ra e alla filosofia. L’elemento che ha mag­gior­mente col­pi­to la giuria è l’auspicio, da parte di Aldo, di un mon­do in cui la famil­iar­ità e la sicurez­za di luoghi e gesti las­ci il pas­so alla pas­sione per il divenire, la ricer­ca e la trasfor­mazione: “E una vol­ta allargate le spi­agge / Come froge del­la narice di un dio / Ognuno avrà la sua iso­la / Ma nes­suno riavrà la sua Ita­ca / Per­ché è ingius­to che reg­ni pigrizia / E il mam­mis­mo tac­i­ti l’ingegno”. Gli uomi­ni di ques­ta cit­tà del futuro cer­cano la ver­ità attra­ver­so la ragione e l’empatia ver­so i pro­pri sim­ili, rifi­u­tan­do gli ego­is­mi e gli affan­ni che impov­erivano la loro vita: “L’abitante sarà pesca­tore / E get­terà la rete nell’animo altrui / Per accorg­er­si di pun­to in bian­co / Che ave­va trascu­ra­to l’immensità / A causa di una pre­mu­ra nau­se­ante […] La guer­ra sarà soltan­to / Un bru­fo­lo in bian­co e nero / Per­ché l’umanità avrà com­pre­so / Con un limpi­do ritar­do / Che non ha mai inte­so nul­la / Fuorché l’Amore”».

I due stu­den­ti dell’Istituto Capiro­la di Leno, han­no invece con­cor­so con un rac­con­to cias­cuno. Ramandip Kaur ha parte­ci­pa­to con un rac­con­to dal tito­lo “Con Sem­plic­ità” e nel­la moti­vazione al suo pre­mio si legge:

«Con can­dore e schi­et­tez­za, anche di stile, immag­i­na un futuro in cui la “fre­n­e­sia e le scioc­che ambizioni” las­ci­no spazio alla tran­quil­lità e alla sem­plic­ità, più di ogni cosa con­sid­er­a­ta ‘preziosa’. Una cit­tà aper­ta alla con­di­vi­sione e all’accoglienza sen­za pregiudizi e ris­erve, “Pro­prio come oggi in Italia, – scrive l’autrice – così ric­ca di prove­nien­ze”. Ma tutt’altro che ingen­ua, l’immagine di ques­ta cit­tà del futuro, in un diret­to con­fron­to con la realtà di oggi, ammette la pre­sen­za di dif­fi­coltà, che tut­tavia pos­sono essere super­ate pro­prio gra­zie all’iniziativa e alla “forza” delle nuove gen­er­azioni».

Il com­pag­no Flavio Cam­maro­ta si aggiu­di­ca il pre­mio con il rac­con­to “A pic­coli pas­si”; la moti­vazione recita così:

«Cala­to in uno sce­nario dom­i­na­to da un con­flit­to bel­li­co mon­di­ale, in un indefini­to spazio tem­po­rale nel futuro, un gio­vane con la madre com­pie un lun­go viag­gio “sulle acque del­la sper­an­za”, attra­ver­san­do “innu­merevoli peri­coli”. Al viag­gio fisi­co cor­risponde quel­lo men­tale e il gio­vane com­in­cia a fan­tas­ti­care “su una cit­tà utopis­ti­ca in un futuro indefini­to”. Nel rac­con­to di Flavio i piani tem­po­rali si intrec­ciano e la descrizione dell’oggi, con un’analessi, diven­ta il ricor­do lon­tano di un pas­sato da cui pure prende for­ma la visione di un futuro migliore: “Sog­na­vo una cit­tà sen­za più pre­con­cetti […]. Una cit­tà in cui fos­se pos­si­bile seguire le pro­prie incli­nazioni […]. In ques­ta cit­tà, la nor­mal­ità sarebbe sta­ta il rispet­to rec­i­pro­co, un val­ore che, sec­on­do la mia espe­rien­za, era scom­par­so anco­ra pri­ma del­lo scop­pio del­la guer­ra”. Allo­ra, lo sguar­do pur amaro su un’umanità facile al con­flit­to e alle “soluzioni dis­trut­tive” las­cia pos­to a quel­lo fiducioso di un gio­vane che con­sapevol­mente sceglie di com­in­cia­re a vivere e costru­ire da subito il pro­prio sog­no, e “a pic­coli pas­si” innalzare la ‘pro­pria’ cit­tà del futuro».

Il prog­et­to “L/HUB — Conoscere la realtà dell’intercultura” pros­egue con un sec­on­do con­test “Il mon­do è qui” con il sosteg­no di COOP Lom­bar­dia. Il ter­mine per le iscrizioni al con­test e la con­seg­na dei prog­et­ti cre­ativi, inizial­mente fis­sato per il 24 mag­gio, è sta­to pos­tic­i­pa­to al prossi­mo autun­no, per con­sen­tire alle scuole e agli stu­den­ti già iscrit­ti al con­test e a tut­ti col­oro che anco­ra inten­dano far­lo di avere più tem­po per parte­ci­pare e pro­durre i pro­pri lavori.

I link alle pagine su cui sono sta­ti pub­bli­cati tut­ti i prog­et­ti in con­cor­so si trovano nel­la sezione CONTEST del sito www.lhub.it.

La pag­i­na web del social net­work L/HUB è http://laboratorio-lhub.ning.com/.

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