I geometri del Cesare Battisti hanno terminato il lavoro di monitoraggio dei templi della cittadina. Una documentazione preziosa, soprattutto dopo i danni del sisma

Gli studenti schedano le chiese

10/07/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ dura­to due anni il lavoro degli stu­den­ti dell’istituto Cesatre Bat­tisti, cor­so Geometri. Nel 2003 il par­ro­co di Salò, mon­sign­or Francesco Andreis, pro­pose di effet­tuare il rilie­vo di tredi­ci chiese locali: Duo­mo (il prog­et­to di Fil­ip­po delle Vac­che da Car­avag­gio è del 1453), S.Giovanni (risale ai sec­oli VII o VIII, la più vec­chia), S.Antonio (del 1646), Vis­i­tazione (del 1714, sor­ta accan­to al monas­tero delle sale­siane, poi sven­tra­to e trasfor­ma­to nel com­p­lesso Gas­paro, in piaz­za Vit­to­rio Emanuele, meglio conosci­u­ta come la Fos­sa), Rive (1727), S.Benedetto (all’incirca del­lo stes­so peri­o­do), Carmine (del 1880), S.Bernardino, S.Giuseppe (la più recente, del 1962), Serni­ga, Ren­zano, S.Bartolomeo, Madon­na del Rio, le ultime quat­tro dis­lo­cate in col­li­na. I ragazzi, gui­dati da un grup­po di pro­fes­sori (Gio­van­ni Biasi il coor­di­na­tore, Maria Angela Miche­li­ni, Leo Matesich, Sal­va­tore Scar­la­ta, Gian­pao­lo Scar­las­sara, Anna­maria Avanzi), han­no accolto l’invito, impeg­nan­dosi dura­mente. «Da qualche tem­po — dicono gli inseg­nan­ti — pro­poni­amo un tema, e lo svilup­pi­amo affrontan­do aspet­ti diver­si. Pren­den­do in esame un man­u­fat­to, si real­iz­zano i rilievi (topografi­ci, architet­toni­ci), si cer­ca di ricostru­irne la sto­ria, lo si descrive con una relazione e una doc­u­men­tazione fotografi­ca, si seg­nalano even­tu­ali prob­le­mi, si avan­zano pro­poste di inter­ven­to». «Il ter­ri­to­rio di Salò — con­tin­u­ano — offre numerosi spun­ti e temi di rif­les­sione. In pas­sato ci siamo inter­es­sati di sis­temazioni di aree, recu­pero di edi­fi­ci dismes­si, mobil­ità pedonale nel cen­tro stori­co, di un ponte di epoca romana». Un lavoro ori­en­ta­to sec­on­do pre­cisi obi­et­tivi didat­ti­ci: capac­ità di lavo­rare in grup­po, essere in gra­do di anal­iz­zare le carat­ter­is­tiche di un immo­bile e inquadrare la col­lo­cazione nel ter­ri­to­rio, saper ricostru­ire la sto­ria e la sequen­za crono­log­i­ca degli inter­ven­ti suc­ces­sivi, indi­vid­uare e seg­nalare lesioni o dan­ni strut­turali, val­utare lo sta­to di fat­to. In realtà la richi­es­ta iniziale del par­ro­co era di ril­e­vare soltan­to le piante di cias­cu­na chiesa. Ma fin dalle prime riu­nioni si è pen­sato di andare oltre e di svol­gere un lavoro più com­ple­to e appro­fon­di­to, avval­en­dosi di tutte le tec­niche a dis­po­sizione: dalle tradizion­ali a quelle infor­matiche. Il prog­et­to è sta­to svolto nell’arco di due anni sco­las­ti­ci, adot­tan­do le stesse modal­ità. Una pri­ma fase che ha pre­vis­to il rilie­vo topografi­co, uti­liz­zan­do una stazione elet­tron­i­ca totale Okkia, mod­el­lo Set 5 F, a un pris­ma riflet­tente (di nor­ma è sta­to indi­vid­u­a­to un pun­to all’interno del­la chiesa, dal quale fos­sero ben vis­i­bili i pun­ti sig­ni­fica­tivi per la costruzione del­la pianta); doc­u­men­tazione fotografi­ca con macchi­na dig­i­tale; ricostruzione stor­i­ca e architet­ton­i­ca, con­sul­tan­do i testi locali, i cus­to­di, i ricer­ca­tori. Una sec­on­da fase è con­sis­ti­ta nel riesame dei dati e nell’integrazione bib­li­ografi­ca. Una terza anco­ra, nel­la rielab­o­razione al com­put­er. Per ogni edi­fi­cio si è cre­a­ta una tavola a col­ori, illus­tran­do i seguen­ti aspet­ti: relazione stori­co-architet­ton­i­ca, pianta, sche­da tec­ni­ca sul­lo sta­to di fat­to, immag­i­ni dell’altare, delle cap­pelle lat­er­ali, del­la pavi­men­tazione e dei par­ti­co­lari costrut­tivi. In alcu­ni casi la fac­cia­ta è sta­ta ridis­eg­na­ta con la tec­ni­ca del­la san­guigna. Infine la quar­ta e ulti­ma fase con la real­iz­zazione dell’ipertesto. L’uso di tale stru­men­to mul­ti­me­di­ale con­sente una organ­i­ca archivi­azione di tut­to il lavoro, una con­sul­tazione imme­di­a­ta, un agev­ole con­fron­to. Gli elab­o­rati grafi­ci al Cad (planime­tria, pianta, rilie­vo topografi­co) e la sche­da di val­u­tazione su foglio elet­tron­i­co sono sta­ti trasfor­mati in immag­i­ni, ripor­tan­do la relazione descrit­ti­va. «Il lavoro di rilie­vo delle nove chiese del cen­tro stori­co — ricor­dano i pro­fes­sori Biasi e Miche­li­ni — era pres­sochè con­clu­so, quan­do il 24 novem­bre Salò è sta­ta col­pi­ta dal ter­re­mo­to, di notev­ole inten­sità, che ha inter­es­sato parte del Gar­da e del­la Vasab­bia. Oltre alle abitazioni, sono rimaste dan­neg­giate dal sis­ma numerose chiese, e, alcune, chiuse. Con quan­to è suc­ces­so le numerose immag­i­ni scat­tate dagli stu­den­ti assumono quin­di una valen­za doc­u­men­ta­ti­va notevole».