Piantati dai bambini delle elementari. I consiglieri comunali devolvono il gettone di presenza

Gli ulivi ricordano la tragedia di Beslan

06/10/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Gli alun­ni del­la scuo­la ele­mentare di Moni­ga, a ricor­do dei bam­bi­ni di Beslan vit­time del ter­ror­is­mo, han­no mes­so a dimo­ra, nel par­co sco­las­ti­co 5 ulivi, uno per ogni classe. A cias­cun uli­vo è sta­ta appli­ca­ta una targhet­ta con la scrit­ta: «I bam­bi­ni del­la classe pri­ma — sec­on­da — terza — quar­ta — quin­ta per i bam­bi­ni di Beslan». Il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni e la del­egazione alla pub­bli­ca istruzione Manuela Vez­zo­la, pre­sen­ti con le maestre alla cer­i­mo­nia, con sen­tite parole, han­no espres­so apprez­za­men­to per la sig­ni­fica­ti­va inizia­ti­va. La trage­dia dei bam­bi­ni di Beslan ha avu­to poi un eco nel con­siglio comu­nale di Moni­ga del Gar­da. Su inizia­ti­va del­la con­sigliera Lorel­la Lavo, accol­ta dal­la Pres­i­dente Patrizia Avi­go, i con­siglieri comu­nali di Moni­ga han­no devo­lu­to l’importo del loro get­tone di pre­sen­za. In aper­tu­ra di sedu­ta la pres­i­dente ha ringrazi­a­to Lavo e tut­ti i con­siglieri per il gesto. Il sin­da­co ha riv­olto al con­siglio un mes­sag­gio: «Ques­ta cir­costan­za mi induce a ren­dere pub­bli­ca in ques­ta occa­sione una breve rif­les­sione. La mia gen­er­azione e din­torni, tes­ti­mone mar­ginale dell’immane trage­dia dell’ultima guer­ra com­bat­tuta sul suo­lo dell’Italia, mai era sta­ta chia­ma­ta, impo­tente, ad osser­vare le immag­i­ni dell’orrore dell’uccisione di bam­bi­ni. Ucci­sione pre­med­i­ta­ta, orga­niz­za­ta e por­ta­ta avan­ti dei loro ese­cu­tori e dei loro man­dan­ti. Tut­to questo sta a sig­nifi­care la negazione del­la vita sin dal suo nascere, dal­la sua orig­ine. Gli inno­cen­ti sono sta­ti straziati e mar­to­riati. Il loro can­dore e la loro con­dizione umana insospet­ta­bile sono sta­ti vilipesi. Non vi è causa, moti­vo, ragione van­ta­ta o tor­to subito, che pos­sa gius­ti­fi­care sim­ili azioni». «Non dob­bi­amo far­ci inti­morire da questi nemi­ci dell’umanità, nov­el­li Erode privi di qual­ità. Ed è un modo per rius­cire è quel­lo di oper­are in ques­ta sala — ha con­clu­so il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni — per fare un pò di bene ed evitare un pò di male».