Affidato a una società di consulenza americana lo studio sul futuro degli scali «D’Annunzio» e Malpensa La Regione incarica la Mitre Corporation di preparare un piano di sviluppo

Gli Usa ridisegnano l’aeroporto

10/01/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
William Geroldi; Filippo Poletti

Sarà la Mitre Cor­po­ra­tion — la soci­età del­la Vir­ginia con­sulente del­l’avi­azione civile statu­nitense — a dire l’ul­ti­ma paro­la sulle pos­si­bili alter­na­tive di svilup­po del­l’aero­por­to di Mon­tichiari e sul­la terza pista di Malpen­sa. Lo ha deciso la giun­ta regionale che poche set­ti­mane fa ha approva­to uno schema di con­ven­zione con la Sea, la soci­età di ges­tione degli aero­por­ti milane­si di Malpen­sa e Linate con parte­ci­pazione azionar­ia in Sacbo, gestore del­l’aero­por­to di Berg­amo-Orio al Serio: dietro com­pen­so di 500mila euro, la Sea fornirà al Pirellone i risul­tati, sui quali dovrà essere garan­ti­ta piena ris­er­vatez­za, di uno stu­dio di fat­tibil­ità per gli aero­por­ti di Mon­tichiari e Malpen­sa, com­mis­sion­a­to alla Mitre Cor­po­ra­tion il 5 agos­to 2003. Una delib­era che con­fer­ma la fidu­cia del­la Lom­bar­dia nel­lo svilup­po del «» di Mon­tichiari, des­ti­na­to a diventare nei prossi­mi anni sca­lo di rilie­vo nel sis­tema lom­bar­do. D’altra parte che il ter­ri­to­rio tra Mon­tichiari e Cas­tenedo­lo sia al cen­tro di gran­di manovre lo con­fer­ma il dibat­ti­to sull’alta capac­ità fer­roviaria. Il trac­cia­to col­lo­ca la stazione bres­ciana all’altezza del­la Fas­cia d’Oro, a poca dis­tan­za dall’aeroporto così da favorire l’afflusso allo sca­lo che già gode di un buon col­lega­men­to stradale. Ma c’è di più: tra le ipote­si, futur­is­tiche ma comunque non impos­si­bili, non è da esclud­ere uno sposta­men­to dell’aerostazione in direzione del­la Fas­cia d’Oro, a ridos­so del­la stazione fer­roviaria in modo da inte­grare ancor meglio le due infra­strut­ture. Se si aggiunge a questo som­movi­men­to, anche il prog­et­to del­lo sta­dio del Bres­cia cal­cio, si può immag­inare quan­to sia des­ti­na­ta ad un rad­i­cale cam­bi­a­men­to quest’area e più in gen­erale la parte ori­en­tale del­la nos­tra provin­cia. Tor­nan­do all’incarico affida­to alla soci­età amer­i­cana, sarà un prog­et­to super­partes come la Mitre a decidere il futuro di Mon­tichiari. Negli anni ques­ta orga­niz­zazione no-prof­it, già con­sulente del­la Faa (Fed­er­al Avi­a­tion Admin­is­tra­tion: l’ente fed­erale pre­pos­to al gov­er­no del traf­fi­co aereo civile), ha svilup­pa­to tec­nolo­gie e metodolo­gie per testare gli sce­nari di svilup­po degli scali aero­por­tu­ali. In par­ti­co­lare, la Mitre ha costru­ito un’ap­posi­ta tec­nolo­gia per testare gli sce­nari di svilup­po degli scali aero­por­tu­ali e, in par­ti­co­lare, ha costru­ito un’ap­posi­ta metodolo­gia com­put­er­iz­za­ta denom­i­na­ta «Out the win­dow» per la val­u­tazione dei prog­et­ti di ristrut­turazione e ampli­a­men­to degli aero­por­ti in relazione alle stime di evoluzione del traf­fi­co aereo e alle loro ricadute. Entran­do nel­lo speci­fi­co, la Mitre passerà al setac­cio gli aspet­ti rel­a­tivi al traf­fi­co aereo bres­ciano (con­ges­tione delle piste, ges­tione dei ritar­di) sia le sue ricadute ambi­en­tali in ter­mi­ni di rumore. Lo stu­dio dovrebbe durare due anni: oltre a Mon­tichiari, esamin­erà le pos­si­bili con­fig­u­razioni per l’ot­timiz­zazione del­lo sca­lo di Malpen­sa. La deci­sione del­la Regione non suona come una novità, ma come un cor­rere ai ripari. Nel­la ricer­ca inti­to­la­ta «Anal­isi del sis­tema aero­por­tuale e delle poten­zial­ità del­lo sca­lo di Bres­cia M ontichiari nel con­testo del mer­ca­to del nord Italia» affi­da­ta il 31 mag­gio 2002 all’Ir­er (Isti­tu­to di ricer­ca regionale) era indi­ca­ta la neces­sità di appro­fondire e ver­i­fi­care le scelte rel­a­tive allo svilup­po delle infra­strut­ture del­lo sca­lo bres­ciano, in fun­zione degli sce­nari di cresci­ta ipo­tiz­za­ti. Non volen­do scav­al­care il giudizio del­l’Ir­er, il Pirellone si è mes­so nelle mani del­la Mitre. Lo scopo del­l’indagine sarà quel­lo di ver­i­fi­care le reali poten­ziali capac­ità di svilup­po degli aero­por­ti del­la Lom­bar­dia, con par­ti­co­lare atten­zione appun­to di Mon­tichiari e Malpen­sa. I dati for­ni­ti per­me­t­ter­an­no alla giun­ta di Formigo­ni di ind­i­riz­zare le future scelte ammin­is­tra­tive. Nel caso di Mon­tichiari il giudizio del­la Mitre per­me­t­terà di val­utare com­pi­u­ta­mente le ricadute tec­niche, trasportis­tiche, ambi­en­tali e ter­ri­to­ri­ali delle alter­na­tive di svilup­po del­l’aero­por­to, soprat­tut­to in relazione ai diver­si sce­nari di traf­fi­co ipo­tiz­za­ti nel medio-lun­go peri­o­do. Nel caso di Malpen­sa, la stes­sa Sea ha inter­esse a val­utare l’im­pat­to che un even­tuale svilup­po di Malpen­sa potrebbe avere sul ter­ri­to­rio cir­costante. La Regione, dal can­to suo, ha la neces­sità di indi­vid­uare, con idonei sup­por­ti tec­ni­ci, le even­tu­ali pos­si­bil­ità di ind­i­riz­zo su cui ind­i­riz­zare e con­cen­trare, com­pat­i­bil­mente con i vin­coli ter­ri­to­ri­ali, i prog­et­ti di poten­zi­a­men­to e le rel­a­tive scelte in mate­ria di infra­strut­ture per l’ac­ces­si­bil­ità e i servizi di col­lega­men­to. Ora il tes­ti­mone pas­sa agli amer­i­cani: a loro il com­pi­to di delinerare le base per la defin­i­ti­va affer­mazione del­lo sca­lo bresciano.

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