In assemblea una quarantina di possessori di natanti di diporto che vedono minacciate le loro vacanze «Strutture insufficienti e rischio di chiusura degli scivoli portuali»

Gommonauti sul sentiero di guerra

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

«Gom­mo­nau­ti» (vale a dire i pos­ses­sori dei gom­moni veri, degli smontabili e di quel­li a chiglia rigi­da ) sul piede di guer­ra. Lo sono, per l’insufficienza delle strut­ture e la pos­si­bile chiusura degli scivoli por­tu­ali dei cen­tri stori­ci garde­sani che pre­clud­ereb­bero, a questi tur­isti, lo sboc­co vitale di acces­so alle acque del lago. Ma anche per­ché, a det­ta dei «gom­mo­nau­ti» risul­ta sem­pre più dif­fi­cile, in man­can­za di parcheg­gi idonei, «eleg­gere» il Gar­da come baci­no di rifer­i­men­to per le loro attiv­ità del tem­po libero. E’ questo il moti­vo dell’iniziativa di protes­ta, por­ta­ta avan­ti a Peschiera all’hotel Roset­ta, da una quar­an­ti­na di rap­p­re­sen­tan­ti delle asso­ci­azioni del­la nau­ti­ca minore del Veronese , ma anche del Trenti­no e del Bres­ciano, soprat­tut­to a nome dei tan­ti pos­ses­sori di gom­moni. Alla ser­a­ta, orga­niz­za­ta da Zeno Loren­zi­ni (tito­lare dell’omonima azien­da di nau­ti­ca) han­no pre­sen­zi­a­to ed ader­i­to il con­sigliere regionale Mario Rossi, l’architetto Mar­co Lucat (già esten­sore nel 1990 di un piano prog­et­tuale d’area por­tuale regionale all’interno del quale si prevede­va un vero e pro­prio ordi­na­men­to dei por­ti del Lago ) , il pres­i­dente del­lo Yacht club del Gar­da, Car­lo Rev­e­lant. Lo scopo del­la ser­a­ta, per le asso­ci­azioni, è sta­to quel­lo di costru­ire un fronte comune con­tro un atteggia­men­to dei sin­daci che, sem­pre sec­on­do i «gom­mo­nau­ti», fan­no poco o nul­la per mostrare la loro disponi­bil­ità alla risoluzione del prob­le­ma, ma che in alcu­ni casi ten­dono con loro ordi­nanze a pre­clud­ere l’utilizzo dei pochi scivoli già esisten­ti. In una paro­la si è volu­to portare a conoscen­za dell’opinione pub­bli­ca uno sta­to di dis­a­gio, ester­nan­do­lo a chi,come il con­sigliere Mario Rossi, lo potrebbe far pro­prio, pro­muoven­do un’azione mira­ta alla risoluzione del prob­le­ma, pre­vio accor­do con gli stes­si sin­daci, in man­can­za di una norma,hanno sot­to­lin­eato in molti, che non pre­cisa se esis­tano effet­tivi vin­coli nell’utilizzo degli scivoli, nei cen­tri stori­ci del . «L’importante»,ha pre­cisato Rossi,« è avere idee per costru­ire e non per dis­trug­gere. E la mia pre­sen­za vuole essere un atto d’impegno per­ché il prob­le­ma ven­ga affronta­to e risolto». Anche l’architetto Lucat ha volu­to met­tere l’accento sul prob­le­ma scivoli. «L’aspetto con­tin­gente, per uscire dall’empasse, è mirare drit­to ad un ordi­na­men­to nuo­vo di riordi­no dei por­ti, degli appro­di, dei pun­ti di ormeg­gio, nonché del­la por­tu­al­ità tur­is­ti­ca dei Comu­ni veneti del lago di Gar­da». Ed ha concluso:«A fronte di ques­ta del­i­ca­ta situ­azione, nel­la spon­da veronese, ed in analo­gia con un trend che ha mes­so in luce una richi­es­ta di posti bar­ca in con­sid­erev­ole aumen­to, appare nec­es­sario assi­cu­rare, organic­ità e razion­al­ità al proces­so di adegua­men­to strut­turale ed infra­strut­turale del litorale con rifer­i­men­to speci­fi­co alla nau­ti­ca da dipor­to». I «gom­mo­nau­ti», dunque sono in atte­sa di risposte con­crete. A com­in­cia­re dai sindaci…

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