Le nuove frontiere della medicina nell’Azienda Ospedaliera di Desenzano: la donazione del cordone ombelicale. Attivo un servizio quotidiano di conferimento di sangue placentare dall’Azienda alla “banca” di Milano contro le malattie senza speranza.

Grande sensibilità dimostrata dalle partorienti: quasi tutte per il sì

Di Luca Delpozzo

Ormai non è più una novità, ma è sem­pre bene ricor­dar­lo: l’Azienda ospedaliera di Desen­zano del Gar­da, con i suoi tre pre­si­di che abbrac­ciano, con l’area garde­sana, un baci­no che va dal­la Bas­sa alla Valsab­bia, ma che inter­es­sa e coin­volge anche una serie di province lim­itrofe, ha fat­to del­la qual­ità glob­ale un tra­guar­do e al tem­po stes­so un mez­zo per assol­vere al meglio i suoi com­pi­ti isti­tuzion­ali. E questo avviene non per impo­sizione “ope legis” ben­sì per la cresci­ta con­tin­ua, rego­lare, qual­i­fi­ca­ta, evi­dente dei servizi e delle strut­ture a dis­po­sizione di centi­na­ia di migli­a­ia di cit­ta­di­ni. E’ un dis­cor­so, questo, che non appar­tiene alla polit­i­ca — sia essa san­i­taria sia polit­i­ca sen­za agget­tivi — ma deter­mi­na­to esclu­si­va­mente dal­la capac­ità pro­fes­sion­ale e ges­tionale di chi opera in ques­ta strut­tura e di essa sta­bilisce orga­niz­zazione e prestazioni.Così, per fare un esem­pio molto con­cre­to, oggi si può lan­cia­re un mes­sag­gio impor­tante: “Abbi­amo ottenu­to la cer­ti­fi­cazione sec­on­do le norme Iso 9000 – affer­ma il diret­tore gen­erale dell’Azienda Ospedaliera, dot­tor Ange­lo Fos­chi­ni – e questo mi con­sente di dire che il nos­tro Sis­tema Qual­ità offre la pos­si­bil­ità di una reale e utile appli­cazione in Azien­da a scopo pre­ven­ti­vo e miglio­ra­ti­vo, nell’interesse esclu­si­vo del cittadino/utente”.“E’ asso­lu­ta­mente lus­inghiero per il nos­tro lavoro il fat­to che un pres­ti­gioso Ente-ter­zo inter­nazionale, la DNV Italia – Det Norske Ver­i­tas, abbia cer­ti­fi­ca­to tut­ti i Servizi di diag­nosi (lab­o­ra­tori, cen­tri trasfu­sion­ali, anatomie pato­logiche, radi­olo­gie), i repar­ti di med­i­c­i­na inter­na, far­ma­cie, direzione strate­gi­ca e attiv­ità di relazioni esterne e che nel vol­gere di un tem­po rel­a­ti­va­mente breve – cir­ca 18 mesi — tut­ta l’Azienda otter­rà il riconosci­men­to. Il prog­et­to di cer­ti­fi­cazione — con­clude il diret­tore Fos­chi­ni — così come delin­eato dall’Azienda ospedaliera di Desen­zano, è sta­to riconosci­u­to dal­la come uno dei prog­et­ti più ampi e qual­i­fi­cati fra quel­li pre­sen­tati dal­la Aziende dell’intero ter­ri­to­rio regionale”.E’ su questo sfon­do che si pro­pone la con­fer­ma di ques­ta fon­da­men­tale linea/guida, offer­ta dal­la pre­sen­tazione del con­veg­no dal tito­lo La don­azione del cor­done ombe­l­i­cale: attual­ità e prospet­tive future, che si ter­rà saba­to 10 novem­bre, nell’aula magna del pre­sidio di Mon­te­croce, a par­tire dalle ore 10. L’iniziativa è sta­ta volu­ta e orga­niz­za­ta dal Dipar­ti­men­to mater­no infan­tile dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano, diret­to dal dott. Pier­gior­gio Tas­si, con l’Unità di oste­tri­cia e gine­colo­gia (pri­mario dot­tor Pasquale Pigan­tel­li). Dipar­ti­men­to e Unità oper­a­tive si sono avval­si del con­sue­to ed enco­mi­a­bile impeg­no orga­niz­za­ti­vo — e dell’opera a 360° — del Servizio For­mazione e Aggior­na­men­to, di cui è respon­s­abile la dot­tores­sa Rossel­la Goglioni.Sintetizza il dot­tor Pasquale Pig­natel­li: “La don­azione del cor­done ombe­l­i­cale sig­nifi­ca che a una vita nasce la sper­an­za di un’altra vita”. Il per­ché è presto spie­ga­to, facen­do rifer­i­men­to ad un dato attuale: in pazi­en­ti affet­ti da malat­tie ema­to­logiche (tumori, malat­tie ered­i­tarie, leucemie ed altro) il trapianto di cel­lule sta­mi­nali rap­p­re­sen­ta spes­so l’unica ter­apia effi­cace. Ed è sta­to sper­i­men­ta­to come il sangue del cor­done ombe­l­i­cale pos­sa essere uti­liz­za­to come sor­gente di cel­lule sta­mi­nali emopoi­etiche alter­na­ti­va al trapianto di midol­lo. Quest’ultimo, per i sogget­ti affet­ti da leucemia a prog­nosi infaus­ta, ha dato una sper­an­za ai malati, ma non tut­ti pos­sono ben­e­fi­cia­re di tale metod­i­ca poiché è nec­es­saria l’assoluta com­pat­i­bil­ità tra dona­tore e ricevente. Sebbene ques­ta pos­si­bil­ità sia alta all’interno del­la pro­pria famiglia, tut­tavia è lim­i­ta­ta a cir­ca il 25% tra fratel­lo e fratel­lo; quin­di se non si han­no fratel­li o sorelle le pos­si­bil­ità di trovare un dona­tore com­pat­i­bile si riducono rag­giun­gen­do purtrop­po per­centu­ali min­ime. Con l’ausilio anche di dona­tori volon­tari si può ipo­tiz­zare di garan­tire attual­mente un trapianto al 50% dei malati; per­tan­to il restante 50% è des­ti­na­to ad una triste fine. Ma per tut­ti i sogget­ti esiste dal 1987 una nuo­va sper­an­za: la don­azione del sangue cordonale.“Il sangue pla­centare – spie­ga il dot­tor Pig­natel­li, che ha pro­pos­to e sti­mo­la­to questo nuo­vo servizio, qual­i­f­i­cante sul piano sci­en­tifi­co quan­to su quel­lo sociale e, per­ché no, eti­co — offre i seguen­ti van­tag­gi:– il trapianto può essere effet­tua­to anche in con­dizioni di parziale com­pat­i­bil­ità rispet­to al trapianto di midol­lo osseo che richiede, invece, la com­pat­i­bil­ità totale tra dona­tore e ricevente;– il sangue pla­centare è imme­di­ata­mente disponi­bile e questo riduce dras­ti­ca­mente i tem­pi che inter­cor­rono tra la richi­es­ta ed il trapianto;– ha un cos­to di cir­ca un mil­ione per il trat­ta­men­to di ogni cor­done a fronte di un cos­to per un trapianto di midol­lo di cir­ca ven­ticinque milioni”.Tutto ciò ha per­me­s­so la creazione di banche in tut­to il mon­do, sette delle quali in Italia.Ad oggi il sangue pla­centare è sta­to uti­liz­za­to larga­mente per i trapi­anti in età pedi­atri­ca “in quan­to il numero delle cel­lule in esso pre­sen­ti con­sente il trat­ta­men­to di pazi­en­ti il cui peso cor­poreo è di cir­ca ven­ti chili”, ma si prevede che in un prossi­mo futuro si pos­sano espan­dere le cel­lule “ex vivo” fino a con­sen­tire il trapianto negli adul­ti. Ciò sarà pos­si­bile però solo tramite una grande opera di infor­mazione alla don­azione oltre ad una stret­ta coop­er­azione tra i cen­tri ospedalieri sede di repar­ti di Ostetricia.Un’opera che l’Azienda ospedaliera di Desen­zano sta por­tan­do avan­ti con deci­sione e che sta dan­do impor­tan­ti risul­tati con­creti: la disponi­bil­ità qua­si totale delle par­to­ri­en­ti a donare il pro­prio cor­done, con uno slan­cio ed una con­vinzione cer­ta­mente frut­to dell’opera com­bi­na­ta del per­son­ale di Oste­tri­cia e del Servizio di for­mazione; l’istituzione di un servizio pres­soché quo­tid­i­ano di trasporto del sangue pla­centare dall’Azienda di Desen­zano all’apposita “ban­ca” di .E’ un dis­cor­so, questo, che andrà cer­ta­mente ripreso. Intan­to, dopo aver seg­nala­to che il con­veg­no di saba­to 10 è riv­olto non solo agli oper­a­tori san­i­tari, ma anche a tut­ta la popo­lazione, eccone il programma:ore 10, aper­tu­ra dei lavori da parte del pro­fes­sor Attilio Gastal­di, già ret­tore dell’ di Bres­cia, docente uni­ver­si­tario e stu­dioso di chiara fama; ore 10.20, relazione sul “Trapianto di sangue pla­centare” da parte del dott. Pao­lo Rebul­la, diret­tore medico del­la Milano Cord Blood Bank; ore 10.50, “La ban­ca del sangue pla­centare”, dot­tores­sa Lucil­la Lec­chi, diret­tore tec­ni­co del­la stes­sa Milano Cord Blood Bank; ore 11.20, con­clu­sione anco­ra del dott. Rebul­la sulle “Prospet­tive future del­la fab­bri­ca delle cel­lule”. A seguire, si svol­gerà il dibattito.