Nel 2010 ricorrono i 500 anni dall’apparizione, che saranno celebrati anche con eventi culturali. E i frati sperano nell’arrivo di un ospite speciale

Grandi restauri al Frassinoin attesa di papa Benedetto

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Gran­di lavori al san­tu­ario del­la che si sta preparan­do allo stori­co appun­ta­men­to del 2010, anno in cui ricor­rono i 500 anni dall’apparizione. Il cinque­cen­tesco edi­fi­cio è ogget­to di un accu­ra­to inter­ven­to di restau­ro degli affres­chi esterni, quel­li ben vis­i­bili sia sul­la fac­cia­ta del­la chiesa che sulle pareti dei due chiostri. Le spese dei lavori, real­iz­za­ti dal­la Frasi Restau­ri, sono cop­er­ti parte dal­la Soprint­en­den­za che coor­di­na il restau­ro e parte dalle offerte rac­colte dal­la comu­nità di Frati Minori che dal giug­no 1514 è cus­tode del luogo.«Abbiamo inizia­to lo scor­so anno un per­cor­so di avvic­i­na­men­to a ques­ta impor­tan­tis­si­ma data. Un per­cor­so», spie­ga frate Pio Pran­d­i­na, guardiano del San­tu­ario, «sia spir­i­tuale, che di sol­i­da­ri­età col prog­et­to di un leb­brosario da ristrut­turare in Africa, che di inizia­tive e opere con­crete. Tra queste ultime quel­la del restau­ro del cosid­det­to appa­ra­to pit­tori­co ester­no è di grande impor­tan­za». «Questi lavori ci per­me­t­ter­an­no di resti­tuire ai fedeli e a quan­ti vor­ran­no parte­ci­pare alla ricor­ren­za una visione del San­tu­ario molto vic­i­na alla sua bellez­za orig­i­nale. Un val­ore», dice il padre guardiano, «che si aggiunge al pro­gram­ma di even­ti cul­tur­ali e reli­giosi che sti­amo pre­dispo­nen­do per il 2010 in col­lab­o­razione con l’amministrazione comu­nale e un Comi­ta­to di residenti».Lo scor­so anno il San­tu­ario è sta­to vis­i­ta­to da due por­po­rati: il car­di­nale Tele­spho­re Placidus Top­po, pres­i­dente del­la Con­feren­za epis­co­pale indi­ana, che a giug­no ave­va cel­e­bra­to la mes­sa per la benedi­zione e affi­da­men­to dei bam­bi­ni alla Madon­na del Frassi­no; a set­tem­bre, invece, è sta­to il car­di­nale Clau­dio Hummes, prefet­to del­la Con­gregazione del clero, a pre­siedere la cer­i­mo­nia per l’anniversario dell’incoronazione dell’immagine del­la Madon­na del Frassi­no a «Regi­na del Garda».Presenze sig­ni­fica­tive che potreb­bero pre­lud­ere ad una visi­ta del San­to Padre in occa­sione dei 500 anni dell’Apparizione? «Dif­fi­cile dir­lo. Cer­to l’intera comu­nità, quel­la dei nos­tri reli­giosi e quel­la di Peschiera, ne sareb­bero feli­cis­si­mi. Ma al momen­to non pos­si­amo far altro che atten­dere fiduciosi». E in atte­sa di notizie da Roma, dove qualche richi­es­ta deve essere sta­ta recap­i­ta­ta, al San­tu­ario di Peschiera pros­egue l’accurato inter­ven­to di restau­ro conservativo.«L’opera», spie­gano Francesca Ambrosi e Simone Natali del­la Frasi Restau­ri, «si é resa nec­es­saria a causa del mediocre sta­to di con­ser­vazione dei dip­in­ti ogget­to di infil­trazioni, dis­tac­co dal sup­por­to orig­i­nale, virag­gio cro­mati­co dovu­to all’alterazione di sostanze uti­liz­zate in restau­ri prece­den­ti». Prob­le­mi cui si sono aggiun­ti «ulte­ri­ori ele­men­ti di degra­do non trascur­abili deter­mi­nati dal­la vic­i­nan­za di un’importante arte­ria autostradale. Ci rife­ri­amo», pre­cisano i tec­ni­ci, «sia alle costan­ti sol­lecitazioni da vibrazioni sia alla quan­tità di par­ti­cel­la­to car­bo­nioso, il cosid­det­to smog che si deposi­ta gen­erosa­mente sulle super­fi­ci rov­inan­dole». Gli affres­chi sono sta­ti dip­in­ti nel cor­so del 1600 da Domeni­co Mut­toni. Le scene dei due chiostri nar­ra­no episo­di del­la vita di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Pado­va; nel pronao di ingres­so, la grande fac­cia­ta ester­na del­la chiesa, sono invece rap­p­re­sen­tate le fasi salien­ti che riguardano il mira­co­lo del­la Madon­na del Frassi­no oltre a due mag­giori rap­p­re­sen­tazioni ripor­tan­ti anche una scrit­ta che è un moni­to ver­so l’attaccamento ai beni materiali.«Queste due scritte», riprende frate Pio, «rac­chi­udono visi­va­mente e ver­bal­mente l’insegnamento spir­i­tuale e morale del tem­po che, in fon­do, vale anche per l’oggi. E’ un invi­to a riflet­tere e con­sid­er­are la vita non fine a se stes­sa ma a val­utare le scelte in fun­zione del­la fine: inte­sa non solo come ter­mine ma anche come final­ità. In fon­do», con­clude frate Pio, «una provo­cazione per la “flu­i­da” soci­età di oggi, che ha bisog­no di recu­per­are la preziosità del­la riflessione».

Parole chiave:

Commenti

commenti