A Riva un incontro promosso dai maitres Amira dedicato a cultura e ruolo dei distillati nella moderna ristorazione

Grappa, oro in cucina

20/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La cul­tura del­la grap­pa nel­la mod­er­na ris­torazione è sta­ta al cen­tro di un incon­tro che si è svolto nell’ambito del­la « Riva Hotel», orga­niz­za­to dalle sezioni di Bres­cia, Verona e Tren­to dell’Amira, l’Associazione dei maitres ital­iani di ris­toran­ti e alberghi. Notev­ole il suc­ces­so di pub­bli­co, cos­ti­tu­ito in prevalen­za da addet­ti ai lavori, che han­no accolto pos­i­ti­va­mente l’idea di val­oriz­zare il dis­til­la­to ital­iano per eccel­len­za. All’introduzione tec­ni­ca da parte di un noto dis­til­la­tore del Vene­to, Car­lo Gob­bet­ti, è segui­ta l’appassionata relazione del som­me­li­er lonatese Mari­no Damon­ti, uno dei mas­si­mi esper­ti di grappe, ded­i­ca­ta ai vari momen­ti del­la degus­tazione, al riconosci­men­to dei pro­fu­mi e dei sen­tori, nonché alle atten­zioni in mer­i­to ad aggiunte di zuc­cheri ed essen­ze che pos­sono trarre in ingan­no il con­suma­tore. Damon­ti ha guida­to il folto pub­bli­co in una let­tura del­la sche­da di degus­tazione richia­man­do l’attenzione sui ricor­di gio­vanili e le varie espe­rien­ze indi­vid­u­ali nel per­cepire la gam­ma di pro­fu­mi che l’acquavite spri­giona. Le caren­ze di immag­ine e di conoscen­za di cui sof­fre il prodot­to-grap­pa sono state invece affrontate dal pres­i­dente degli assag­gia­tori dell’Anag di Bres­cia, Rena­to Pai­ni, che ha sot­to­lin­eato come il nos­tro dis­til­la­to si tro­vi nelle stesse con­dizioni del negli anni ’60, quan­do nei ris­toran­ti si dis­tingue­va solo tra bian­co e rosso. Richia­man­do la neces­sità che anche le scuole alberghiere man­i­festi­no mag­giore atten­zione didat­ti­ca sui dis­til­lati, Pai­ni ha rib­a­di­to la neces­sità di un cam­bi­a­men­to di men­tal­ità: una svol­ta non sem­plice, ma pos­si­bile. Scopo fon­da­men­tale dell’Associazione nazionale assag­gia­tori grap­pa, del resto, è dif­fondere la conoscen­za dei dis­til­lati di buona qual­ità. Per questo l’Anag orga­niz­za cor­si per avvic­inare l’appassionato a un assag­gio più atten­to e qual­i­fi­ca­to, nonché a una conoscen­za appro­fon­di­ta delle varie metodolo­gie di dis­til­lazione. Gli orga­niz­za­tori han­no alla fine offer­to un pran­zo in cui l’acquavite ha fat­to nat­u­ral­mente la parte del leone: a squisi­ti invol­ti­ni di anguil­la mar­i­na­ta con grap­pa si sono suc­ce­du­ti fet­tine di cer­vo ubri­a­co ed altre lec­cornie, il tut­to per la sod­dis­fazione dei com­men­sali che han­no apprez­za­to l’impegno in cuci­na del nos­tro dis­til­la­to di bandiera.

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