Importante iniziativa in Africa del club Desenzano lago. Ricordato il socio storico Romeo Loda, morto nella sua azienda

Grazie ai Lions le donne di Iringa avranno l’acqua

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Sono costrette a per­cor­rere parec­chi chilometri al giorno per attin­gere l’ac­qua da qualche mis­era fonte o dal fiume, quan­do non sono ari­di per la sic­c­ità. Le donne africane di Iringa, un paesino del­la Tan­za­nia, non dovran­no però com­piere i lunghi e fati­cosi per­cor­si per rifornire d’ac­qua le loro capanne. Gra­zie a un inter­ven­to di sol­i­da­ri­età por­ta­to a ter­mine dal Lions Club Desen­zano Lago, che ha per­me­s­so la costruzione di un trat­to di acque­dot­to, l’ac­qua potrà final­mente scor­rere diret­ta­mente nel vil­lag­gio africano dove si sta real­iz­zan­do anche una scuo­la. L’asseg­no di 10.330 euro (cir­ca 20 mil­ioni di lire), pre­ce­du­to da un altro del­lo stes­so impor­to qualche tem­po fa, è sta­to con­seg­na­to dal pres­i­dente del Lions Bepi Mar­cotrig­giano a Giuseppe Braghieri, medico e gen­er­al man­ag­er di Intermed onlus, e a Pietro Moli­naroli, prog­et­tista di pro­gram­mi e inizia­tive in tut­to il ter­zo mon­do. Intermed, che ha sede a Bres­cia, ha al suo fian­co banche mon­di­ali, enti isti­tuzion­ali, gio­vani imp­rese per finanziare questi inter­ven­ti. Ma gli appog­gi eco­nomi­ci non bas­tano. Ecco spie­ga­to il con­trib­u­to del Lions club Desen­zano Lago che, in fat­to di benef­i­cen­ze, è tra i più intrapren­den­ti del­l’area. Nel cor­so del­la ser­a­ta è sta­to anche proi­et­ta­to un breve doc­u­men­tario che ha potu­to tes­ti­mo­ni­are le con­dizioni indi­ci­bili in cui era­no costret­ti a vivere gli abi­tan­ti di Iringa. L’as­so­ci­azione bres­ciana, come dice­va Moli­naroli, ha comunque quat­tro lab­o­ra­tori biochimi­ci in Burk­i­na Faso, nel Togo e a Braz­zav­ille, nel Con­go. Lo stes­so Moli­naroli sot­to­lin­ea­va per esem­pio l’im­por­tan­za di avere un pic­co­lo per­son­al com­put­er e un micro­sco­pio, uni­ta­mente a una buona lin­ea tele­fon­i­ca, per trasmet­tere dati e anal­isi mediche per avere un respon­so urgente mag­a­ri col­le­gan­dosi con l’Ospedale Sac­co o il Civile di Bres­cia. Il club garde­sano guida­to da Mar­cotrig­giano è rel­a­ti­va­mente gio­vane, essendo sta­to fonda­to nel 1983. Come ha ricorda­to nel suo inter­ven­to uno dei padri fonda­tori, Emilio Anno­vazzi, il club si è sem­pre con­trad­dis­tin­to per questi gesti di sol­i­da­ri­età. L’in­con­tro con­viviale si è aper­to con un momen­to di com­mozione per la trag­i­ca scom­parsa di uno dei soci stori­ci del club: Romeo «Meo» Loda, mor­to in un inci­dente sul lavoro nel­la sua azien­da di via Mon­i­co, a Lonato.

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