Operazione delle Fiamme Gialle nel centro storico, insospettite dai prezzi bassi della merce. Sequestrati 700 oggetti di pelletteria per un valore di 10mila euro

Griffe false in tre boutique

11/07/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Una brut­ta sto­ria per Sirmione. Una di quelle che rischi­ano di gettare dis­cred­i­to sulle numerose bou­tiques di prodot­ti grif­fati e di qual­ità, rese famose da una lun­ga tradizione e da una con­sol­i­da­ta pro­fes­sion­al­ità dei loro pro­pri­etari. Un con­trol­lo qua­si casuale degli agen­ti del­la di Desen­zano, alla ricer­ca di mer­ce con­traf­fat­ta e di prodot­ti audio­vi­sivi fal­si mes­si in ven­di­ta gen­eral­mente da ambu­lan­ti extra­co­mu­ni­tari nel cen­tro stori­co del­la cit­tad­i­na scalig­era, ha por­ta­to all’incredibile scop­er­ta di prodot­ti con marchi di griffe notis­sime e cos­tose, come Dolce & Gab­bana e Guc­ci, che si trova­vano esposti nelle vetrine di tre negozi apparte­nen­ti a due soci­età con un uni­co rap­p­re­sen­tante legale. Ingente il quan­ti­ta­ti­vo seques­tra­to dagli uomi­ni del­la Finan­za capeg­giati capeg­giati dal tenente Giuseppe Camp­isi: 542 cin­ture in pelle ed in tes­su­to con i marchi «D&G» e «Guc­ci» e 91 tra portafogli e borse da don­na con il mar­chio «Guc­ci». Il val­ore com­mer­ciale è sta­to quan­tifi­ca­to in cir­ca 10mila euro. Ad insospet­tire le Fiamme Gialle di Desen­zano sono sta­ti i prezzi di ven­di­ta evi­den­te­mente molto infe­ri­ori a quel­li prat­i­cati per un’autentica borset­ta grif­fa­ta e la scarsa cura delle rifini­ture dei prodot­ti taroccati.E’ bas­ta­to anche fare un raf­fron­to con i prezzi di analoghi acces­sori esposti nelle vetrine dei locali gesti­ti da com­mer­cianti onesti, per ren­der­si subito con­to del­la truf­fa per­pe­tra­ta con dis­in­vol­ta spu­do­ratez­za. Gli agen­ti, dopo aver rac­colto indizi suf­fi­ci­en­ti, sono entrati in fasi suc­ces­sive nei tre negozi sit­uati nel cen­tro stori­co, ed han­no com­in­ci­a­to la loro perquisizione.Inizialmente sono sta­ti scop­er­ti 250 ogget­ti con­traf­fat­ti, poi via via tut­ti gli altri fino a rag­giun­gere il numero record di cir­ca 700 pezzi. E’ la pri­ma vol­ta che nel cen­tro anti­co di Sirmione si reg­is­tra un seque­stro record di mer­ce taroc­ca­ta. Il reato assume una ama­ra sin­go­lar­ità poichè la mer­ce era pos­ta in ven­di­ta in tre negozi in pos­ses­so di rego­lare licen­za com­mer­ciale. Insom­ma, non sono sta­ti pizzi­cati i soli­ti vù cumprà. Nei guai è quin­di fini­to A.Z., 66 anni veronese, legale rap­p­re­sen­tante delle due soci­età pro­pri­etarie di tre negozi di pel­let­terie, calza­ture ed acces­sori per abbiglia­men­to. L’uomo è sta­to denun­ci­a­to per com­mer­cio di prodot­ti con­traf­fat­ti (rischia fino a 2 anni di reclu­sione e un’ammenda di 2 mila euro) e ricettazione (la pena pre­vista è da 2 ad 8 anni di carcere e una sanzione pecu­niaria fino a 10 mila euro). Ma non è fini­ta per l’anziano com­mer­ciante. Non è improb­a­bile che le due aziende truf­fate, Dolce & Gab­bana e Guc­ci, pos­sano cos­ti­tuir­si parte civile nel proces­so per un ris­arci­men­to dei dan­ni subiti dal­la pro­pria immag­ine. Come non è remo­ta la pos­si­bil­ità che qualche cliente che abbia acquis­ta­to in buona fede degli arti­coli nei tre negozi, pos­sa anche lui intentare causa per truf­fa al com­mer­ciante dis­on­esto. La Guar­da di Finan­za sta pros­eguen­do le indagi­ni per accertare even­tu­ali altri illeciti commessi.

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