Sicurezza in acqua. Agli uomini di pattuglia presto un premio ma il servizio non verrà istituzionalizzato. Se ne va la motovedetta dopo un’estate di gran lavoro, sperimentale

Guardia costiera a riposo

Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

La ha las­ci­a­to, per fine servizio, il Gar­da. Dopo aver pat­tuglia­to per sei mesi le acque benace­si, la motovedet­ta e i 12 uomi­ni di equipag­gio al coman­do di Mar­co Ravanel­li, di stan­za a Bogli­a­co di Grag­na­go, sono rien­trati alla Cap­i­tane­r­ia di Venezia. L’importante servizio di pre­ven­zione e soc­cor­so, atti­va­to ai pri­mi di mag­gio e potrat­tosi fino al 20 otto­bre, ovvero due mesi in più rispet­to allo scor­so anno, ha garan­ti­to una pre­sen­za inin­ter­rot­ta 24 ore su 24 di vig­i­lan­za alla sicurez­za sia dei nav­i­gan­ti che degli appas­sion­ati degli sport nau­ti­ci. Non solo. La pre­sen­za a bor­do del mez­zo del­la Guardia costiera, nei giorni di saba­to e fes­tivi, di per­son­ale medico prove­niente dai tre 118 di Verona, coor­di­na­to da Cris­tiana Moei­ni, di Bres­cia e Tren­to, ha con­sen­ti­to di allargare il servizio ai bag­nan­ti. Per l’intera estate, infat­ti, la sede di Gar­done del­la è diven­ta­ta pun­to di coor­di­na­men­to di tut­ta una serie di servizi qual­i­fi­cati che ha vis­to atti­va­to sul­la spon­da veronese del lago il servizio di idroam­bu­lan­za d’intesa con i volon­tari del­la Croce Rossa e dei pae­si riv­ieraschi, men­tre sul­la spon­da occi­den­tale e in par­ti­co­lare sul trat­to stradale bres­ciano tra Limone e Sirmione a ogni fine set­ti­mana è sta­to garan­ti­to il servizio di motoam­bu­lan­za, con la pre­sen­za di per­son­ale san­i­tario. Ebbene, il con­sun­ti­vo del­la sta­gione 2004 è sta­to illus­tra­to l’altra sera all’hotel Bogli­a­co di Gargnano e ha mes­so in luce come gli inter­ven­ti in casi lim­ite siano sta­ti infe­ri­ori rispet­to al 2003. Nel 2003 non man­car­ono infat­ti even­ti dram­mati­ci, in par­ti­co­lare nel­la gior­na­ta in cui si svolse il , con un lago mai vis­to per furia ondosa che provocò scom­piglio tra i regatan­ti, numerosi dei quali in acqua con le barche roves­ci­ate. Non per questo la motovedet­ta CP 862 del­la Guardia costiera è rimas­ta quest’anno inoper­osa: è inter­venu­ta per 125 volte, per­cor­ren­do 3.3 por­tan­do assis­ten­za e soc­cor­so a 131 per­sone, delle quali una venti­na tra fer­i­ti o con prin­cipi di annega­men­to, men­tre sono state 65 le imbar­cazioni assis­tite. E a fes­teggia­re la con­clu­sione del servizio del­la Guardia costiera-pron­to inter­ven­to sul , nell’incontro pro­mosso dal­la Comu­nità del Gar­da, è inter­venu­to il coman­dante del­la Cap­i­tane­r­ia di por­to di Venezia. «Abbi­amo rice­vu­to molto in sei anni di espe­rien­za sulle acque interne bernace­si», ha det­to l’ammiraglio Gabriele Calcagno, «e dato quan­to era pos­si­bile». Questo anche in rifer­i­men­to all’importante riconosci­men­to gov­er­na­ti­vo, su sol­lecitazione del­la Comu­nità del Gar­da, asseg­na­to all’equipaggio del­la Guardia costiera e che ver­rà con­fer­i­to nel prossi­mo mese di novem­bre con una cer­i­mo­nia pub­bli­ca. Rispon­den­do poi alle sol­lecitazioni — sia del pres­i­dente del­la Comu­nità Mongiel­lo, che del prefet­to di Bres­cia Cortel­lessa Dell’Orco, nonché dell’assessore alla mobil­ità e ai trasporti del­la Provin­cia di Bres­cia, Vale­rio Pri­gnachi — volte a sapere a che pun­to è l’iter per isi­tuzion­al­iz­zare un servizio sper­i­men­tale ormai da sei anni, l’ammiraglio Calcagno non ha nascos­to le dif­fi­coltà del­lo Sta­to e il fat­to che il Cor­po delle Cap­i­taner­ie di Por­to è molto ristret­to. Calcagno ha quin­di ricorda­to che l’attività è sta­ta svol­ta con grande «impeg­no, pro­fes­sion­al­ità e dedi­zione», sia dal­la Guardia costiera ma anche di quan­ti (Croce rossa, polizia, , , vig­ili del fuo­co per­ma­nen­ti e volon­tari, polizia munci­pale oltre alle varie asso­ci­azioni di volon­tari­a­to) sono nell’arco dell’anno solare impeg­nati nel­la sicurez­za delle acque del Garda.