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Guardia costiera «salva» turisti nei guai

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Sta­vano nav­i­gan­do nel bas­so lago, una gita di piacere approf­ittan­do del­la bel­la gior­na­ta. Era­no in all’altezza di Pun­ta San Vig­ilio, uno tra gli angoli più sug­ges­tivi del Gar­da, quan­do il motore del moto­scafo Abate ha inizia­to a fare i capric­ci e si è spen­to. Era­no le 18,30 di ven­erdì. Sul natante c’erano il pro­pri­etario, un desen­zanese e un’amica. L’allarme è sta­to lan­ci­a­to attra­ver­so il 1530, numero di emer­gen­za nazionale per chi va in mare o nav­i­ga sui laghi ital­iani il pro­pri­etario usan­do un cel­lu­lare dopo aver invano ten­ta­to di riat­ti­vare il motore. La tele­fona­ta è giun­ta alla sala oper­a­ti­va di Roma che l’ha dirot­ta­ta a Gargnano dove dai pri­mo di giug­no è in fun­zione la . Decine gli inter­ven­ti già por­tati a ter­mine ques­ta estate. Il «sal­vatag­gio» è sta­to rapi­do. Sono inter­venu­ti i mari­nai del­la Guardia costiera di stan­za a Bogli­a­co di Gargnano che han­no recu­per­a­to il moto­scafo alla deri­va e lo han­no traina­to sino al por­to di Maderno.

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