Il senatore Chincarini tra i promotori del disegno di legge che impegna il governo al potenziamento del soccorso nei laghi. Ma dovranno essere trovati i soldi della prossima finanziaria

«Guardia costiera tutto l’anno»

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Un pas­so avan­ti. Deci­si­vo sec­on­do l’onorev­ole fir­matario lo scor­so anno, insieme ad altri quindi­ci sen­a­tori del­la Lega Nord, di un dis­eg­no di legge sul­l’or­ga­niz­zazione del­l’at­tiv­ità di soc­cor­so nei laghi di Gar­da, Como e Mag­giore. «Pochi giorni fa in sede di esame del dis­eg­no di legge n. 1246 (“Dis­po­sizioni in mate­ria d’in­fra­strut­ture e trasporti”) l’ot­ta­va com­mis­sione di Palaz­zo Madama ha delib­er­a­to l’im­peg­no del Gov­er­no ad indi­vid­uare le risorse nec­es­sarie per real­iz­zare un incre­men­to di organ­i­co delle Cap­i­taner­ie di Por­to allo scopo di con­sen­tire l’is­ti­tuzione di un servizio di ricer­ca e soc­cor­so nelle acque dei tre laghi del Nord Italia», spie­ga il sen­a­tore del Car­roc­cio e vicesin­da­co di Peschiera. Pro­pos­ta che ha ottenu­to il parere favorev­ole del vicem­i­nistro delle infra­strut­ture Ugo Mar­ti­nat pre­sente all’audizione. «In prat­i­ca con questo provved­i­men­to si obbli­ga il Gov­er­no a stanziare nel­la prossi­ma finanziaria i sol­di per man­tenere atti­vo tut­to l’an­no sul Gar­da il servizio di pron­to inter­ven­to del­la motovedet­ta del­la che in via sper­i­men­tale e su richi­es­ta delle regioni inter­es­sate (Vene­to, Lom­bar­dia e Trenti­no) è in vig­ore da quat­tro anni anche se lim­i­tata­mente alla sta­gione esti­va», riprende Chin­car­i­ni. L’e­spo­nente politi­co, dal 1996 in pri­ma lin­ea nel dare voce a Roma ai prob­le­mi del­la gente del Gar­da e delle esi­gen­ze col­le­gate al baci­no del più grande lago d’I­talia, incas­sato l’im­peg­no del Gov­er­no ha incon­tra­to lunedì negli uffi­ci del­la l’am­mi­raglio Luciano Das­set­ti, respon­s­abile del coman­do gen­erale delle Cap­i­taner­ie di Por­to. «Insieme al pres­i­dente del­la Comu­nità abbi­amo anal­iz­za­to sot­to il pro­fi­lo politi­co leg­isla­ti­vo l’is­ti­tuzion­al­iz­zazione del servizio del­la Guardia Costiera nelle acque interne. E’ noto a tut­ti quan­to impor­tante sia per il nos­tro lago la pre­sen­za dei mari­nai d’ac­qua dolce di stan­za nel por­to di Bogli­a­co con una motovedet­ta inaf­fond­abile ed un equipag­gio pron­to ad inter­venire 24 ore su 24 in qual­si­asi con­dizione meteo», illus­tra Chin­car­i­ni pron­to a riconoscere, lui sem­pre così criti­co nei con­fron­ti del­l’ente di Gar­done, il ruo­lo atti­vo avu­to in tut­ta ques­ta oper­azione dal­la Comu­nità del Gar­da. Molto è sta­to fat­to da quel tragi­co 13 agos­to del 1998 quan­do nel Benà­co si con­sumò una delle pagine più nere e tragiche con la morte di tre tur­isti scozze­si, padre e due figli. Un fat­to che evi­den­z­iò i lim­i­ti e le caren­ze nel met­tere in moto i mezzi di sal­vatag­gio. Una pec­ca infamante che a gius­ta ragione minò la cred­i­bil­ità delle isti­tuzioni pre­dis­poste alla sal­va­guardia dei cit­ta­di­ni. Quel­la nor­male gita in bar­ca si trasfor­mò in una odis­sea per due famiglie anglosas­soni in vacan­za a Limone. Un dram­ma che pote­va essere evi­ta­to se sul Gar­da fos­se sta­ta pre­sente la Guardia Costiera. Già per­ché il ritrova­men­to dei super­sti­ti avvenne solo il mat­ti­no suc­ces­si­vo e per pura casu­al­ità da parte del­l’­op­er­a­tore del bat­tel­lo spazz­i­no del in servizio nel bas­so lago. Pri­ma di allo­ra solo pochi mezzi era­no usci­ti alla ricer­ca dei naufraghi in balia delle onde per quindi­ci ore. Un ritar­do che costò la vita a Luke, solo sei anni: pri­vo di forze e mina­to dal­la tem­per­atu­ra fred­da del­la notte cessò di vivere alle sei di mat­ti­na dopo quat­tordi­ci ore di sof­feren­za. Una morte orren­da sot­to gli occhi del fratel­lo tredi­cenne Tim­o­thy che come impazz­i­to si divin­colò dal brac­cio del­la madre e si las­ciò andare tra i flut­ti. Di fronte a una sim­i­le trage­dia la Comu­nità del Gar­da iniz­iò a «smuo­vere» le acque fino a con­vin­cere gli organi com­pe­ten­ti ad isti­tuire la Guardia costiera lacuale e il numero blu di pron­to inter­ven­to 1530. Un servizio che da subito ha riscos­so unanime apprez­za­men­to pres­so gli enti che ruotano attorno al Gar­da, i tur­isti e l’uten­za nau­ti­ca in gen­erale. «I costi per man­tenere la motovedet­ta del­la Guardia costiera sul Gar­da per tut­to l’ar­co del­l’an­no con servizio 24 ore su 24 si aggi­ra attorno ad un mil­iar­do delle vec­chie lire», riprende il sen­a­tore leghista Umber­to Chin­car­i­ni. «Mari­nai che nel peri­o­do inver­nale potreb­bero essere uti­liz­za­ti anche con com­pi­ti di sicurez­za, di con­trol­lo delle barche anco­rate nei por­ti o nel dis­bri­go di pratiche nau­tiche sen­za per questo inter­ferire con altre forze già pre­dis­poste a tale tipo di servizio. Non per ulti­mo imp­ie­gati nel mon­do del­la scuo­la per illus­trare ai gio­vani le insi­die del lago».