Il contenzioso con il circolo velico del Dopolavoro si trascinava da diversi anni

Guerra delle barche:la Fraglia dà la spallata

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Qual­si­asi mez­zo, che sia un new jer­sey o un «panet­tone» di cemen­to, non può impedire le nor­mali oper­azioni di tran­si­to o di rimes­sag­gio di imbar­cazioni in una zona por­tuale, tra l’altro illegittimamente.La vicen­da è quel­la del por­to Mara­tona di Desen­zano, nel suo lato ovest dove esistono una gru di alag­gio e delle invasa­t­ure, che da anni vede con­trap­posti in un con­tenzioso per cer­ti ver­si imbaraz­zante e assur­do, due cir­coli nau­ti­ci: la Fraglia Vela e il Dopola­voro Fer­roviario. Non è mai suc­ces­so, se non ci tradisce la memo­ria, che due sodal­izi veli­ci dovessero finire nelle aule giudiziarie così di fre­quente come sta acca­den­do a Desenzano.UNA SPALLATA DECISIVA a ques­ta infini­ta lite, a meno di ulte­ri­ori clam­orosi colpi di sce­na, giunge ora dal Tri­bunale Civile di Bres­cia che, nell’accogliere un ricor­so pre­sen­ta­to dal­la Fraglia, ha con­dan­na­to RFI (Rete Fer­roviaria Ital­iana) e il Dopola­voro Fer­roviario di Verona, quest’ultimo pro­tag­o­nista mate­ri­ale dell’occupazione abu­si­va dell’area, alla rifu­sione delle spese legali e di giudizio per un totale di 5.380 euro, men­tre l’eventuale ris­arci­men­to dei dan­ni ver­rà deciso in un giudizio separato.A DISTANZA di meno di sei mesi è questo il sec­on­do verdet­to che vede uscire scon­fitte sia RFI che il Dopola­voro fer­roviario per via dell’area por­tuale Mara­tona. Nel luglio scor­so, infat­ti, era sta­to il Tri­bunale delle Acque pres­so la Corte d’Appello di a riconoscere al Demanio del­la la pro­pri­età del­la zona por­tuale desen­zanese che i due enti fer­roviari ave­vano invece riven­di­ca­to pare attra­ver­so un dis­cutibile accat­a­sta­men­to, qua­si si trat­tasse di un garage. In quel caso, la corte con­dan­nò entram­bi al paga­men­to di oltre 14 mila euro per spese legali e varie, da ver­sare all’Agenzia del Demanio e alla Regione.Dunque, la Fraglia Vela, forte di una pluri­en­nale con­ces­sione, può ora dormire son­ni tran­quil­li, almeno per il momen­to. Nel frat­tem­po, sem­pre il Dopola­voro ave­va col­lo­ca­to alcu­ni jer­sey ed altri osta­coli nel­la zona ovest del­la Mara­tona, impe­den­do di fat­to ai natan­ti dell’altro cir­co­lo di pot­er effet­tuare le nor­mali oper­azioni di alag­gio o di pas­sag­gio dei natan­ti dei suoi soci. Anche in questo caso è dovu­ta inter­venire la mag­i­s­tratu­ra che ha dato nuo­va­mente ragione al cir­co­lo guida­to da Luciano Galloni.Nella loro sen­ten­za, i giu­di­ci del­la sezione civile del tri­bunale bres­ciano han­no anche dis­pos­to «il rein­te­gro del­la Fraglia nel pos­ses­so del pas­sag­gio dell’ampiezza di metri 9,15 pari alla banchi­na por­tuale per accedere alla gru ed ordi­na a Rfi e Dlf di Verona la rimozione imme­di­a­ta ed a loro spese di tut­ti gli osta­coli frap­posti ed in par­ti­co­lare dei cosid­det­ti new jersey».

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