Il milanese Paolo Chiarino, partito sabato alle 19,04 da Riva è arrivato ieri alle 18,29 al Desenzanino. La traversata seguita anche da Alberto Cova olimpionico a Los Angeles, in barca con gli amici e il papà dell’atleta meneghino

Ha «domato» il Garda a nuoto e senza pinne

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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Pao­lo Chiari­no, nuo­ta­tore milanese di gran fon­do, è rius­ci­to a coronare il suo sog­no e a fis­sare un pri­ma­to: è sta­to il pri­mo sporti­vo ad attra­ver­sare il a nuo­to da Riva a Desen­zano. Pri­ma di lui, altri appas­sion­ati ave­vano cop­er­to la dis­tan­za tra Riva e Sirmione, qualche chilometro di meno. Chiari­no ha toc­ca­to la spi­ag­gia di Desen­zani­no alle ore 18,29 di ieri, dopo una nuo­ta­ta lunghissi­ma, inizia­ta alle 19,04 del giorno pri­ma. Ha imp­ie­ga­to 23 ore, 25 minu­ti e 16 sec­on­di, con una media di 66 brac­ciate al minuto.Non si trat­ta del­la pri­ma impre­sa del diri­gente grafi­co milanese, che ha alle spalle altre tra­ver­sate chilo­met­riche, come la 24 ore di Haar (Mona­co di Baviera) dove si è clas­si­fi­ca­to pri­mo nel 2004, o la 24 ore di Muen­ster del 2005 (pri­mo anche lì). Fiore all’oc­chiel­lo di Chiari­no sono anche la tra­ver­sa­ta del­lo stret­to di San­ta Catali­na (Los Ange­les), per 33 chilometri cop­er­ti in 15 ore e 17 minu­ti e i 46 chilometri del­l’iso­la di Man­hat­tan (in 10 ore e 32’, con la cor­rente favorevole).Nonostante l’es­pe­rien­za degli ulti­mi cinque anni, nei quali Chiari­no ha parte­ci­pa­to ad una quindic­i­na di gran fon­do, la tra­ver­sa­ta del Gar­da da nord a sud va prob­a­bil­mente ad occu­pare il gradi­no più altro tra le sue imprese.ACCOMPAGNATO da una bar­ca, con a bor­do ami­ci che lo han­no costan­te­mente incor­ag­gia­to, ha avu­to al suo fian­co il pri­mo tifoso, il papà Ser­gio, orgoglio­sis­si­mo del­l’im­pre­sa fin dal momen­to del dis­tac­co da ter­ra a Riva del Garda.Quando ormai man­ca­vano pochi chilometri al ter­mine, a metà pomerig­gio di ieri, papà Ser­gio era emozion­a­to, ma con­vin­to del­l’im­pre­sa del figlio: «Per noi mez­za dozzi­na di chilometri può sem­brare poca cosa, ma per chi è in acqua da ven­ti ore non è così. Abbi­amo sem­pre inci­ta­to Pao­lo, specie di notte, e gli abbi­amo pas­sato ali­men­ti e bevande, come prevede il regolamento».A bor­do c’era un grande ami­co di Chiari­no: l’olimpi­oni­co Alber­to Cova, oro a Los Ange­les ed attuale diri­gente del­la Fed­er­azione di atlet­i­ca. Ieri è sal­i­to in bar­ca anche il sin­da­co di Gargnano, Fran­co Scar­pet­ta. Tut­ti ad incitare Pao­lo, per­chè l’aspet­to psi­co­logi­co e ner­voso, come ricor­da il papà, anda­vano curati come la tenu­ta atlet­i­ca. Chiari­no ha com­pi­u­to la tra­ver­sa­ta basan­dosi sul rego­la­men­to segui­to dagli atleti che si cimen­tano sul­la Man­i­ca, per rag­giun­gere la Fran­cia par­tendo dal­l’Inghilter­ra: indos­san­do solo occhiali­ni, cos­tume e cuf­fia: niente pinne e niente muta. Asso­lu­ta­mente vieta­to toc­care la bar­ca: il cibo e le bevande gli sono state pas­sate a mano.

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