Eccezionale incontro su un sentiero: protagonista un operaio forestale

«Ho alzato gli occhie ho visto l’orso»

15/09/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bartolo Fracaroli

«Ero su un sen­tieri­no, sen­to un gran fra­cas­so nel folto del bosco, pen­so a un capri­o­lo, un camoscio, poi appare lui: l’orso. Era­no le 19,15 , sta­va per tra­montare il sole, rien­tra­vo da un’escursione e non face­vo rumore. L’animale era bel­lis­si­mo, dis­tante 20–30 metri, alto un metro, ha alza­to la tes­ta e mi ha vis­to, era di col­ore gri­gio scuro. Anch’io lo guar­da­vo, il tut­to è dura­to nem­meno un min­u­to, entram­bi fer­mi, più che spaven­ta­to ero mer­av­iglia­to. Lui si è poi gira­to ed è fug­gi­to, al trot­to, sen­za emet­tere rumori o grug­ni­ti. Ho atte­so un po’, ero emozion­a­to, poi ho ripreso a scendere».Questa la tes­ti­mo­ni­an­za rac­col­ta a Mal­ce­sine, a casa dell’unico veronese che ha incon­tra­to l’orso riap­par­so sul nel­la fores­ta Sel­va Pezzi. È l’operaio fore­stale Fabio Bor­dignon, 26 anni, dipen­dente di Vene­to Agri­coltura che è suben­tra­ta nel­la pro­pri­età del­la Ris­er­va Dema­niale Inte­grale al Cor­po Fore­stale del­lo Sta­to nel 1988. Bor­dignon è un appas­sion­a­to escur­sion­ista e conosce bene la zona. Era sal­i­to al ricovero fore­stale El Signòr e ave­va pre­so il sen­tiero delle Vac­che per Trat­to Spino, il n. 2 del Cai, devian­do all’altezza del pic­co­lo baci­no di Poz­za Pez­zon. Di lì partono sen­tieri che che poi diven­tano piste, poi più nul­la. Una vera wilder­ness, la natu­ra selvaggia.«Mi è par­so alto un metro», dice Bor­dignon, «non l’ho vis­to in lunghez­za, l’avevo pro­prio di fronte. Il più spaven­ta­to era lui». Una com­mis­sione d’indagine si è fat­ta accom­pa­gnare dall’avvistatore sui luoghi dell’incontro . La com­ponevano il coman­dante la stazione fore­stale di Bren­zone, ispet­tore Faus­to Zoller con una guardia e, dal­la stazione del Cor­po fore­stale provin­ciale trenti­no di Mori, l’agente Gior­gio Menghini.La per­lus­trazione ha accer­ta­to la veridic­ità del­la tes­ti­mo­ni­an­za e pure quel­la di Davide Con­so­lati, 61 anni, di Cas­sone che pochi giorni pri­ma ave­va sen­ti­to e vis­to da lon­tano il planti­gra­do. I fore­stali fan­no parte del­la «Squadra orso» isti­tui­ta dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to in un piano d’azione che prevede la sin­er­gia fra Trenti­no, Vene­to, Lom­bar­dia e Alto Adige.L’ispezione ha con­sen­ti­to di rac­cogliere cam­pi­oni di fat­te (escre­men­ti) anco­ra fres­che, che saran­no anal­iz­zate geneti­ca­mente all’Istituto Nazionale del­la Fau­na Sel­vat­i­ca di Ozzano Emil­ia (Bologna) a spese del Vene­to, da cui saran­no deter­mi­nati ses­so ed età del planti­gra­do. Ma vaste ras­pate nel sot­to­bosco, nidi di ves­pi­di dis­trut­ti, cep­paie di alberi mor­ti dila­ni­ate da unghi­ate e bac­che rac­colte spez­zan­do ramoscel­li non las­ciano incertezze. È un orso che cer­ca cibo.«Mi auguro sia lo stes­so degli avvis­ta­men­ti di fine giug­no», dice da Tren­to il dot­tor Clau­dio Groff, fun­zionario dell’Ufficio fau­nis­ti­co del­la Provin­cia, «prob­a­bil­mente dei 25 in lib­ertà fa parte di quel nucleo pre­sente fra Bon­done e Sti­vo. Se è così, meglio che riman­ga in una zona non antropiz­za­ta e non si mostri molto nel Bal­do merid­ionale, resti schi­vo e dif­fi­dente. È deg­no di nota che non abbia mai aggred­i­to ani­mali. Se è un gio­vane errati­co potrebbe pesare 70–80 chilo­gram­mi. Le anal­isi accert­er­an­no se invece sia una fem­mi­na adul­ta in cer­ca di nuo­vo ter­ri­to­rio. Comunque una ric­chez­za ritrova­ta per il Baldo».Si attiverà anche la squadra del­la Polizia provin­ciale coor­di­na­ta dal­la dot­tores­sa Kather­ine Coz­za. Sul Bal­do sono oper­a­tivi gli agen­ti Ansel­mo Furlani, Dario Grazi­oli e Luciano Arduini.

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