L'assessore all'agricoltura della Lombardia, Fabio Rolfi ha inaugurato, al Vinitaly, il padiglione Lombardia

Hogan, Salvini, Centinaio, Casellati, Zaia inaugurano a Verona il 53° Vinitaly

07/04/2019 in Attualità
Di Redazione
«Vini­taly è una fan­tas­ti­ca cel­e­brazione del­la qual­ità e del­la bio­di­ver­sità del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale e vitivini­co­lo, che si rispec­chia nel fat­to che l’Italia ha più di 600 indi­cazioni geogra­fiche, il numero più alto in Europa. Com­pi­to dell’Unione euro­pea è tute­lar­le ». Così il com­mis­sario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, ha riconosci­u­to il val­ore di Vini­taly come stru­men­to di divul­gazione e pro­mozione del vino ital­iano, inter­ve­nen­do ques­ta mat­ti­na alla cer­i­mo­nia inau­gu­rale del­la 53ª edi­zione di Vini­taly, dopo il focus di Denis Pan­ti­ni, respon­s­abile di Nomis­ma Wine Mon­i­tor, sui numeri e le ten­den­ze del mer­ca­to ital­iano e il talk show «Futuro del vino, il Vini­taly del futuro», mod­er­a­to da Bruno Ves­pa, con la parte­ci­pazione di Gio­van­ni Man­to­vani diret­tore gen­erale di Veron­afiere, Car­lo Fer­ro pres­i­dente di ICEAnge­lo Gaja patron del­la omon­i­ma can­ti­na, Matilde Pog­gi dell’azienda agri­co­la Le Fraghe e Ric­car­do Cotarel­la, pro­dut­tore di vino e pres­i­dente mon­di­ale degli enolo­gi.
«L’Unione euro­pea esporta oltre 20 mil­iar­di di euro di vino, dei quali oltre 6 mil­iar­di ven­gono dall’Italia – ha pros­e­gui­to Hogan -. Sono con­vin­to che i viti­coltori avran­no anco­ra più suc­ces­so nei prossi­mi anni. Come Unione euro­pea sti­amo lavo­ran­do per costru­ire rap­por­ti com­mer­ciali in tut­to il mon­do e la diplo­mazia eco­nom­i­ca sta dan­do gran­di risul­tati, dall’Asia ai nuovi mer­cati emer­gen­ti come l’Australia».
«Anche quest’anno Vini­taly si apre al mon­do del busi­ness, con una rasseg­na forte di oltre 100mila metri qua­drati net­ti, 4.600 espos­i­tori, con buy­er esteri rap­p­re­sen­tati prove­ni­en­ti da 143 pae­si –ha com­men­ta­to il pres­i­dente di Veron­afiere, Mau­r­izio Danese -. Dal­la trasfor­mazione in Soci­età per azioni di Veron­afiere, abbi­amo accel­er­a­to sem­pre di più per fare di Vini­taly il cen­tro di una strut­tura aggrega­ti­va di pro­mozione che par­li ai buy­er esteri come voce uni­taria dell’eccellenza vitivini­co­la ital­iana. Siamo un attore pri­va­to, ma met­ti­amo a dis­po­sizione le nos­tre risorse e il nos­tro know-how per oper­azioni di sis­tema e lo fac­ciamo per­ché siamo con­vin­ti che ques­ta sia la stra­da gius­ta per man­tenere ed incre­mentare gli stra­or­di­nari risul­tati ottenu­ti dal vigne­to Italia in questi ulti­mi ven­ti anni».
Risul­tati che sono frut­to, per la pres­i­dente del Sen­a­to, Maria Elis­a­bet­ta Alber­ti Casel­lati, «di una forte capac­ità di sin­er­gia del­la man­i­fes­tazione con le isti­tuzioni nazion­ali e locali, con una vir­tu­osa e intel­li­gente diver­si­fi­cazione per gli oper­a­tori pro­fes­sion­ali e gli appas­sion­ati in una cit­tà e una ele­va­ta capac­ità di con­quistare nuovi mer­cati e con­tem­po­ranea­mente il cuore dei vis­i­ta­tori». Un’attività che, ha rib­a­di­to, «non si esaurisce con la fine del­la man­i­fes­tazione fieris­ti­ca, ma che con­tin­ua durante tut­to l’anno in cinque con­ti­nen­ti».
La forza di Vini­taly si dec­li­na anche come motore propul­si­vo per l’economia e lo svilup­po del­la cit­tà. Lo ha ricorda­to il sin­da­co di Verona, Fed­eri­co Sboa­ri­na, che annun­cia un grande piano di «rigen­er­azione di tut­ta l’area cir­costante alla fiera, dove sti­amo recu­peran­do un mil­ione di metri qua­drati, con inves­ti­men­ti per ren­dere la cit­tà sem­pre più attraente e inter­nazionale sia per il tur­is­mo che per il busi­ness».
E sulle infra­strut­ture è inter­venu­to il min­istro degli Interni Mat­teo Salvi­ni, che ha annun­ci­a­to lo sbloc­co del­la Tav sull’asse Bres­cia-Verona-Vicen­za-Pado­va. «Il vino, come le per­sone, ha bisog­no di spostar­si e se non si muove l’alta veloc­ità, noi il vino lo teni­amo in can­ti­na», affer­ma Salvi­ni, rib­aden­do l’attenzione del Gov­er­no ver­so le pic­cole e medie imp­rese, che rap­p­re­sen­tano il 94% del tes­su­to eco­nom­i­co e impren­di­to­ri­ale ital­iano, e promet­ten­do mis­ure speci­fiche a sosteg­no. Del­lo stes­so parere anche il pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona, Manuel Scal­zot­to, riconoscen­do che «il vino è parte inte­grante dell’economia e del ter­ri­to­rio veronese».
Un’altra mis­sione annun­ci­a­ta dal Gov­er­no riguar­da lo snel­li­men­to del­la buro­crazia, come assi­cu­ra­to dal min­istro delle Politiche agri­cole, Gian Mar­co Centi­naio. «L’obiettivo che abbi­amo come min­is­tero è quel­lo di pro­muo­vere il brand Vini­taly, che è fra i più conosciu­ti al mon­do e che ci per­me­tte di comu­ni­care il val­ore dei nos­tri ter­ri­tori del vino, che esp­ri­mono 523 diverse iden­tità eno­logiche tra Dop e Igp».
Sul fronte europeo, il min­istro in mer­i­to alla Polit­i­ca agri­co­la comune si è dichiara­to sod­dis­fat­to per aver man­tenu­to «i finanzi­a­men­ti legati all’Organizzazione comune di mer­ca­to (Ocm) vino, aspet­to che alla vig­ilia non era così scon­ta­to e che asseg­na all’Italia le mag­giori risorse finanziarie».
Dal pal­co del­la 53ª edi­zione di Vini­taly, il min­istro Centi­naio ha ras­si­cu­ra­to i pro­dut­tori sulle prossime dis­po­sizioni nor­ma­tive a van­tag­gio del mon­do vitivini­co­lo: «Sti­amo lavo­ran­do alla stesura di un decre­to che tuteli i vigneti eroici e stori­ci e sul riconosci­men­to delle zone del Pros­ec­co di Conegliano e Val­dob­bi­adene come pat­ri­mo­nio dell’Unesco».
Un mes­sag­gio di rispos­ta al pres­i­dente del­la Regione Vene­to, Luca Zaia, che ave­va appun­to soll­e­va­to il tema. «La forza del­la man­i­fes­tazione – ha det­to Zaia – arri­va anche dal ter­ri­to­rio. Il Vene­to che parte­ci­pa al Vini­taly dei record è un record a sé. Siamo i pri­mi pro­dut­tori d’Italia con 16,5 mil­ioni di quin­tali di uva e 13,5 mil­ioni di ettolitri, con un 1,6 mil­iar­di di export e 53 denom­i­nazioni pre­sen­ti. Il futuro del vino è l’eco-sostenibilità, cer­ti­fi­cazione ambi­en­tale del prodot­to, del vigne­to e dell’intero proces­so di pro­duzione».
Oltre 200 espos­i­tori e 2.000 etichette­su uno spazio espos­i­ti­vo di 8.500 mq. Questi i numeri da record­per il Padiglione Lom­bar­dia a Vini­taly, inau­gu­ra­to
dal­l’asses­sore regionale all’A­gri­coltura, ali­men­tazione e sis­te­mi verdi.“La Regione Lom­bar­dia — ha det­to — pro­duce il 90% dei vini con denom­i­nazione di qual­ità. E i nos­tri pro­dut­tori lom­bar­di sono da sem­pre impeg­nati a pro­durre un prodot­to che abbia al cen­tro la dis­tin­tiv­ità, ma è bene insis­tere su ques­ta via per ottenere così un vino sem­pre più apprez­za­to e riconosci­u­to per il suo
val­ore. Da qui la neces­sità di inve­stire sul­la qual­ità che è anche e soprat­tut­to sosteni­bil­ità, come anche sul­la pro­duzione bio­log­i­ca sem­pre più ricer­ca­ta dai con­suma­tori. Dob­bi­amo e pos­si­amo puntare a posizionare i vini lom­bar­di su una gam­ma medio — alta di mer­ca­to per avere le nec­es­sarie mar­gin­al­ità che
per­me­t­tono gli investimenti”.Quella lom­bar­da è una tra le prime col­let­tive per numero di realtà pre­sen­ti. Lo spazio a dis­po­sizione di aziende e con­sorzi è com­p­lessi­va­mente di 8.500 metri qua­drati, di cui cir­ca 4.000 allesti­ti, ed è finanzi­a­to e real­iz­za­to tramite un Accor­do di pro­gram­ma dal­la Regione e Union­camere Lom­bar­dia.