Dal 24 al 27 maggio regate nel Golfo di Salò. Equipaggi da mezzo mondo per il Primo trofeo internazionale I velisti ciechi in gara nei match race come in Coppa America

Homerus, la grande sfida dei non vedenti

22/05/2001 in Sport
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Di Luca Delpozzo
Alfredo Laffranchi

Niente è impos­si­bile. Un anti­co ada­gio inglese recita: se c’è la volon­tà si tro­va la stra­da. Lo ha dimostra­to Alessan­dro Gaoso (due volte cam­pi­one del mon­do di vela) che nel ’95 ha avu­to l’idea che «i ciechi pos­sono nav­i­gare a vela in maniera autono­ma». Dal­l’idea è nato il prog­et­to Home­rus, un’as­so­ci­azione onlus fon­da­ta il 13 dicem­bre 1996 che «inseg­na ai ciechi a veleg­gia­re in autono­mia». Un obi­et­ti­vo ambizioso e bel­lis­si­mo. La pri­ma scuo­la è sor­ta sul Gar­da e ha per­me­s­so di istru­ire nel­l’arte di veleg­gia­re (arte non facile anche per chi ci vede bene) ben 80 ragazzi ciechi prove­ni­en­ti da ogni parte d’I­talia e anche dal­la Ger­ma­nia. E ora viene pro­pos­ta addirit­tura una gara, nel gol­fo di Salò, tra equipag­gi di non veden­ti. Nel­la sede del­la Provin­cia di Bres­cia è sta­to pre­sen­ta­to il Pri­mo tro­feo inter­nazionale Home­rus «La vela autono­ma per non veden­ti», in pro­gram­ma dal 24 al 27 mag­gio. La man­i­fes­tazione è orga­niz­za­ta dal­la Soci­età Can­ot­tieri del Gar­da con for­mu­la match race e con il seguente pro­gram­ma: fino a domani 23 mag­gio allena­men­ti per gli equipag­gi aus­traliani, france­si e ingle­si; dal 24 al 27 mag­gio regate match race. Il 25 mag­gio, in con­comi­tan­za con la rega­ta, il team aus­traliano met­terà a dis­po­sizione dei dis­abili 3 access dinghies (barche stu­di­ate per le varie dis­abil­ità). All’inizio del­la con­feren­za stam­pa il pres­i­dente del­l’Am­min­is­trazione provin­ciale Alber­to Cav­al­li ha salu­ta­to i pre­sen­ti sot­to­lin­e­an­do l’im­por­tan­za inter­nazionale del­l’inizia­ti­va. «C’è l’aspet­to ago­nis­ti­co e quel­lo orga­niz­za­ti­vo — ha det­to il pres­i­dente Cav­al­li — che han­no un rilie­vo par­ti­co­lare. La Provin­cia pres­ta doverosa­mente atten­zione ai non veden­ti, attra­ver­so il Cen­tro non veden­ti, la dei non veden­ti e con­tribuen­do finanziari­a­mente a altre inizia­tive. Di soli­to per i non veden­ti si dà una rispos­ta al bisog­no. Sta­vol­ta invece si va oltre: si pro­pone l’ag­o­nis­mo, l’u­ti­liz­zo del­la bar­ca. Il pas­sag­gio di chi ha bisog­no del sosteg­no degli altri alla lib­ertà di essere pro­tag­o­nista in gara non può che essere pos­i­ti­vo». Anche l’asses­sore Buf­foli ha espres­so la sua «sod­dis­fazione per la bel­la inizia­ti­va. Una inizia­ti­va impor­tante anche per favorire la cresci­ta del tur­is­mo». Alessan­dro Gaoso, il fonda­tore di Home­rus, ha sot­to­lin­eato «la sod­dis­fazione di regalare anche ai non veden­ti gli spazi mari­ni. Home­rus, con non veden­ti alle vele, ha rag­giun­to, fra l’al­tro Cadice, Gibil­ter­ra , Mia­mi, Lon­dra e Sid­ney. La vela è un bel­lis­si­mo sport. Gli eroi e i pio­nieri esaltano le pos­si­bil­ità eccezion­ali del­l’uo­mo. Da ammi­rare il cor­ag­gio e la fede di queste per­sone venute dal­l’Aus­tralia per veleg­gia­re sul Gar­da. Gli equipag­gi non sono numerosi, ma con­ta la qual­ità». La gara match race è fra due equipag­gi (come nel­la Cop­pa Amer­i­ca) che si sfi­dano. Le barche sono solo due e vi si altern­er­an­no 6 equipag­gi (tre ital­iani e tre stranieri: aus­traliani e france­si, forse anche ingle­si). Le boe, anzichè lumi­nose, saran­no sonore. Tra gli spon­sor del­la man­i­fes­tazione fig­u­ra­no il Comune di Salò, l’Am­min­is­trazione provin­ciale di Bres­cia, la Regione, la , la Camozzi spa, la Soci­età can­ot­tieri del Gar­da di Salò, la e le Can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana. Quest’ul­ti­ma pro­duce il Home­rus, l’u­ni­co vino al mon­do con l’etichet­ta scrit­ta in carat­teri Braille. Sul­l’etichet­ta è scrit­to: «Se incon­trate imbar­cazioni con vele bicol­ori, mar­rone anti­co in alto e bian­co in bas­so, sap­pi­ate che sono tim­o­nate da per­sone non veden­ti. Siate cortesi».

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