L’associazione creata da Alessandro Gaoso ha presentato bilanci e progetti nella sede della Provincia. Nel 2003 la nuova sfida della vela per non vedenti

Homerus verso la Palestina

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Quan­do la volon­tà e l’entusiasmo sono più for­ti di qual­si­asi scetti­cis­mo è pos­si­bile rompere sche­mi men­tali rad­i­cati in sec­oli di sto­ria. Ed è quel­lo che è accadu­to quan­do anni fa, da vero pio­niere, Alessan­dro Gaoso, il cam­pi­one di vela che oggi vive sta­bil­mente sul Gar­da, ha dato il via (nel ’96) al «Prog­et­to Home­rus». Fon­dan­do ques­ta asso­ci­azione no prof­it, Gaoso ha fat­to accadere il mira­co­lo, mostran­do a tut­ti che i ciechi pos­sono nav­i­gare in bar­ca a vela da soli, in per­fet­ta autono­mia. Oggi Home­rus, la pri­ma scuo­la di vela per non veden­ti nata sul Gar­da, è un fiore all’occhiello ital­iano, ed è per cel­e­brare un’altra bel­la avven­tu­ra appe­na con­clusa felice­mente, e per pre­sentare il nuo­vo pro­gram­ma di appun­ta­men­ti per il 2003, che ieri pomerig­gio, a palaz­zo Bro­let­to, Alessan­dro Gaoso ha incon­tra­to la stam­pa. Con lui c’erano numerosi sosten­i­tori delle sue inizia­tive, ora rac­con­tate anche dal libro «Home­rus project, la vela autono­ma per non veden­ti», edi­to dall’omonima fon­dazione. Dell’iniziativa «Le quat­tro Repub­bliche marinare» con­clusasi a Venezia in otto­bre, ha par­la­to la pres­i­dente del con­siglio provin­ciale Pao­la Vilar­di, mad­ri­na del­la man­i­fes­tazione col prefet­to Anna­maria Can­cel­lieri. Un’iniziativa che è piaci­u­ta anche al Papa, e che ha ottenu­to l’Alto patrona­to del­la Repub­bli­ca. Un even­to par­ti­to da Bres­cia e real­iz­za­to col sosteg­no del­la Fon­dazione Comu­nità Bres­ciana, di , dell’Aidda, delle province di e Bres­cia, del­la Camozzi, delle Can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana, dei Rotary club di Salò, Desen­zano, Pisa e Venezia, del­la , delle Leghe navali, degli Yacht club di Gen­o­va, Viareg­gio, Riva di Tra­iano, del Col­le­gio Morosi­ni di Venezia e del­la . Sal­pate in pri­mav­era, le vele col­orate di mar­rone anti­co in alto e bian­co in bas­so, seg­no dis­tin­ti­vo delle imbar­cazioni per non veden­ti, han­no toc­ca­to le quat­tro antiche Repub­bliche marinare por­tan­do un mes­sag­gio di pace e fratel­lan­za. «Non abbi­amo mai avu­to pau­ra di fal­lire — ha com­men­ta­to Gaoso -, ma per due volte c’è volu­to molto cor­ag­gio per pros­eguire. Come tutte le vere avven­ture vis­sute, ricorder­e­mo a lun­go questo even­to. L’orgoglio di Bres­cia ci ha per­me­s­so di par­tire, Gen­o­va ci ha accolti tri­on­fan­ti, Pisa ci ha regala­to l’affetto del­la sua gente, e Venezia ha con­clu­so il tut­to da grande sig­no­ra». Ora Home­rus ha pron­to il pro­gram­ma 2003, che prevede tra gli altri obi­et­tivi una nuo­va mis­sione: rag­giun­gere a vela la Ter­ra San­ta nel prossi­mo set­tem­bre. Ma un altro impor­tante appun­ta­men­to è in cal­en­dario per la fine di gen­naio: nell’intervallo tra la Luis Vuit­ton cup e l’America’s cup, da Auck­land par­tirà il ter­zo cam­pi­ona­to mon­di­ale Home­rus. In quel­la occa­sione, le nazioni pre­sen­ti chieder­an­no al Comi­ta­to paraolimpi­co di inserire la vela autono­ma per non veden­ti alle Paraolimpia­di. Oltre ai cor­si di diver­so liv­el­lo, poi, ci si dedicherà alla vela d’altura con lo stru­men­to di auto­mati­co e par­lante «Atna». Infine pros­eguiran­no i cor­si di vela per per­sone down e para­plegi­ci, che nav­igher­an­no con i privi del­la vista; «un modo questo — sot­to­lin­ea Goaoso — che i ciechi han­no per essere d’aiuto agli altri, donan­do ciò che loro stes­si han­no rice­vu­to». All’incontro di fine anno c’erano anche il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li, la dot­tores­sa Magri ed Emanuela Palaz­zani, rispet­ti­va­mente vicepres­i­dente e pres­i­dente region­ali dell’Aidda, l’assessore provin­ciale ai Rober­to Faustinel­li, Stanis­lao Pec­chi­oli in rap­p­re­sen­tan­za del­la comu­nità Exo­dus (ha sot­to­lin­eato l’utilità di even­ti come questi soprat­tut­to dal pun­to di vista educa­ti­vo, sia per i ragazzi in recu­pero sia per i non veden­ti), uno dei velisti privi del­la vista coin­volti da Home­rus, ovvero Francesco Alborghet­ti, e , che ha pre­sen­ta­to la nuo­va anna­ta del «Bac­co di Home­rus», una etichet­ta nata sul Gar­da pro­prio per sostenere questo prog­et­to sporti­vo e sociale.