Iniziativa dei canottieri di Salò e dell’Ulss di Desenzano

«Hyak», in barca a vela contro le malattie mentali

07/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
l.b.

La vela viene uti­liz­za­ta anche per la riabil­i­tazione di per­sone affette da malat­tie men­tali. È il caso del prog­et­to “Hyak” attua­to dal Cen­tro psi­co sociale di Salò, unità oper­a­ti­va di Psichi­atri­ca 21 dell’azienda ospedaliera di Desen­zano. Il quadro clin­i­co dei pazi­en­ti è carat­ter­iz­za­to da sin­to­mi quali l’isolamento sociale e l’autismo, con­dizione estrema di un dis­tur­bo men­tale che con­duce alla chiusura e all’abbandono di ogni prog­et­to esisten­ziale. Con la a vela si vuole favorire il recu­pero di abil­ità sociali e il rispet­to delle regole tramite la con­di­vi­sione di un luo­go e di una azione comune. La nav­igazione a vela, attiv­ità in cui la col­lab­o­razione, la sol­i­da­ri­età e la con­di­vi­sione del­lo stes­so obi­et­ti­vo sono aspet­ti indis­pens­abili, sem­br­erebbe rap­p­re­sentare un effi­cace stru­men­to di riabil­i­tazione. L’iniziativa è nata da un’idea dell’educatore Bernar­do Olivet­ti e del dot­tor Mar­cel­lo Krein­er, sostenu­to dal pri­mario di Psichi­a­tria Gian­lui­gi Nobili e si avvale del sosteg­no logis­ti­co del­la soci­età Can­ot­tieri Gar­da di Salò che è attigua all’ospedale. Il prog­et­to Hyak ha dato riscon­tri pos­i­tivi che han­no spin­to i pro­mo­tori a svilup­par­lo ulte­ri­or­mente. Il prog­et­to è sta­to forte­mente sostenu­to dai diri­gen­ti dell’azienda ospedaliera di Desenzano.

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