Da Sirmione a Padenghe l’impegno per difendere un ambiente unico

I 18 ettari di cannetiuna risorsa da salvare

28/03/2008 in Territorio
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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

La dife­sa e la tutela dei can­neti del Bas­so Gar­da pas­sa anche dal­la divul­gazione di un breve e pre­ciso opus­co­lo, nato da una idea del­la sezione desen­zanese del­la Lega Navale Ital­iana e patro­ci­na­to dall’assessorato provin­ciale all’ambiente.«I can­neti del bas­so Gar­da bres­ciano», questo il tito­lo del vol­ume redat­to da Mar­i­ano Brescin­nai e Gian Luca Fila, è sta­to stam­pa­to in trem­i­la copie che ver­ran­no dis­tribuite nelle scuole e nei Comu­ni del­la provincia.«Il can­neto è un eco­sis­tema uni­co e prezioso per la flo­ra, la fau­na e la delle acque — ha esor­di­to il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li ieri nel­la pre­sen­tazione uffi­ciale del­lo scrit­to — e la Provin­cia si impeg­na da tem­po nell’attività di cen­si­men­to e tutela».Nel bas­so Gar­da bres­ciano sono cir­ca 175 mila i metri quadri di can­neto. Il pri­ma­to spet­ta a Sirmione (100mila mq), segui­to da Desen­zano (65mila mq) e da Padenghe (8 mila mq); altri 120mila metri quadri sono sul­la spon­da veronese.«Tutelando il can­neto tuteliamo anche le rive del lago dal cemen­to — ha aggiun­to l’assessore provin­ciale all’Ambiente Enri­co Mat­tin­zoli -. Negli ulti­mi 2 anni abbi­amo stanzi­a­to 1,3 mil­ioni di euro per la pulizia e il taglio dei can­neti con il bat­tel­lo spazz­i­no, ma abbi­amo coin­volto anche 5mila stu­den­ti in attiv­ità educa­tive sull’importanza eco­log­i­ca di questo ecosistema».Gli fa eco il pres­i­dente del­la lega navale di Desen­zano, Daniele Manzi­ni: «Il Gar­da è il più grande lago d’Europa e non è solo un pat­ri­mo­nio tur­is­ti­co ma anche ambi­en­tale, di cui il can­neto è il pri­mo anel­lo debole».Anello debole in quan­to è a volte vis­su­to da eser­cizi alberghieri come un osta­co­lo al tur­is­mo e a volte anche taglia­to abu­si­va­mente. For­tu­nata­mente dal 1977 c’è una legge che tutela queste zone umide, e la stes­sa Provin­cia provvede a com­minare multe salate (fino a 2500 euro) a chi srad­i­ca e fal­cia ques­ta flora.Non tut­ti lo san­no, ma i can­neti sono degli otti­mi depu­ra­tori nat­u­rali dell’acqua, fil­tran­do e assor­ben­do gli inquinan­ti organi­ci: «Non è un caso se pun­ta Sgrò a Sirmione è predilet­ta dai bag­nan­ti per la pulizia delle acque» chi­ude Manzini.

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