Completati i lavori ai giardini. L’area è stata atrezzata con giochi, scivoli e altalene

I bambini «invadono» il parco dei Bersaglieri

10/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bedizzole

L’am­min­is­trazione comu­nale di Bedi­z­zole, gui­da­ta dal sin­da­co Rober­to Cac­caro, ha avu­to la pos­si­bil­ità di fare feli­ci molti bam­bi­ni. In tre local­ità bedi­z­zole­si e pre­cisa­mente nel par­co del Bersagliere in pieno cen­tro, in local­ità Baraz­zo­la e nei pres­si del­la local­ità Moman­gione sono sta­ti posizionati alcu­ni giochi per bam­bi­ni piut­tosto par­ti­co­lari. A destare mag­giore atten­zione tra gli abi­tan­ti del­la cit­tad­i­na sono sta­ti i giochi col­lo­cati nel par­co del Bersagliere, posizion­a­to nel cuore del paese in un’area par­ti­co­lar­mente este­sa i cui lati lam­bis­cono le scuole, la chiesa, l’o­ra­to­rio, il Comune e la piaz­za cen­trale. Era un bel par­co verde con un prezioso mon­u­men­to a ricor­do delle imp­rese dei nos­tri bersaglieri che, come recita la scrit­ta sot­to il mon­u­men­to. sono «orgoglio d’I­talia, invidia del Mon­do». Era un par­co però sprovvis­to di un’an­i­ma, le rade pan­chine ospi­ta­vano per lo più qualche per­sona anziana alla ricer­ca di un po’ di refrige­rio sot­to gli alberi, pochi temer­ari in cer­ca di un’ab­bron­zatu­ra tut­ta bedi­z­zolese, qualche amante del­la let­tura e, in ore tarde, gio­vani non sem­pre rispet­tosi delle nec­es­sarie regole base di con­viven­za civile. Ieri, quan­do la ter­ra su cui era­no sta­ti piaz­za­ti i giochi ave­va anco­ra i seg­ni dei lavori recen­te­mente ese­gui­ti e gli operai comu­nali sta­vano ter­mi­nan­do le ultime pulizie, pre­ce­du­ti di poco da un rapi­do sopral­lu­o­go del­l’asses­sore Rosi­ni, il bersagliere di bron­zo che regge il tri­col­ore ave­va la gioiosa com­pag­nia di alcu­ni bam­bi­ni fes­tanti. Le gri­da e le parole farfugli­ate con dif­fi­coltà dai pic­coli pre­sen­ti ave­vano già regala­to un’an­i­ma ad un par­co che, finchè era sen­za giochi e quin­di sen­za bam­bi­ni, rischi­a­va di essere un bel con­teni­tore vuo­to. I com­men­ti dei gen­i­tori pre­sen­ti e dei pas­san­ti era­no tut­ti pos­i­tivi ed al di là di un qualche dialet­tale « l’era ura », i dis­cor­si verte­vano su quan­to tali giochi avreb­bero resis­ti­to all’or­da dei soli­ti van­dali. Infat­ti il par­co in ore not­turne è anche fre­quen­ta­to da ragaz­zot­ti che tal­vol­ta esager­a­no e se la pren­dono con i bidoni del­la spaz­zatu­ra, con le pan­chine, con la fontana. E a questo propos­i­to la gente chiede­va una mag­giore pre­sen­za delle per frenare atti di tep­pis­mo che dan­neg­giano cose del­la comu­nità di cui gli stes­si ragaz­zot­ti fan­no parte. I gio­vanis­si­mi bedi­z­zole­si potran­no quin­di arrampi­car­si su quadri svedesi, scen­dere dagli scivoli, cion­dolar­si sulle alta­l­ene e immag­inare lunghe galop­pate su cav­alli­ni a don­do­lo. Tut­ti questi giochi sono fat­ti di neo­lite, un mate­ri­ale ottenu­to gra­zie al rici­clag­gio del­la plas­ti­ca frut­to del­la di imbal­lag­gi. Un chi­lo di neo­lite può arrivare ad essere cos­ti­tu­ito da una venti­na di con­teni­tori di plas­ti­ca o un’ot­tan­ti­na di sac­chet­ti. Un modo intel­li­gente di rici­clare la plas­ti­ca e con­tem­po­ranea­mente des­tinare i nuovi prodot­ti ottenu­ti a scopi sociali.