I Vigili del fuoco liberano dalla rete paramassi un gabbiano

I bikers ci regalano un volo di gabbiano

05/07/2000 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo

Nel­la pri­ma fre­net­i­ca domeni­ca di giug­no, dove l’or­da dei tur­isti del week-end si è som­ma­ta al clas­si­co «tut­to esauri­to» del­l’As­cen­sione (ponte lun­go dei tedeschi), ren­den­do tut­to l’al­to Gar­da assai sim­i­le ad una bol­gia di inde­mo­niati «con­quis­ta­tori del ter­ri­to­rio», si seg­nala anche la sto­ria, di uman­ità anti­ca e gen­uina, di un grup­pet­to di ner­boru­ti bik­ers tedeschi toc­cati nel­l’an­i­mo dal­l’in­con­sue­ta dis­avven­tu­ra di uno di quei gab­biani bian­chissi­mi che per­lus­tra­no la scogliera del lago in perenne ricer­ca o di un mal­cap­i­ta­to pesce, oppure di qualche altra esca che abbia a sboc­cia­re, a qual­si­asi ora, tra le roc­ce a stra­pi­om­bo. Era­no le 8 di ieri quan­do i ciclisti ger­mani­ci, lan­ciati sul­la cicla­bile che fiancheg­gia il Brione tra Tor­bole e Riva, han­no avver­ti­to gli schia­mazzi lamen­tosi di uno di questi gab­biani che, evi­den­te­mente acce­ca­to dal­la fame del mat­ti­no, era anda­to a cer­car­si la colazione dove non pote­va: den­tro la fit­ta rete para­mas­si che dal monte scende fino alla stra­da. Var­ca­ta la tra­ma di filo di fer­ro, era poi resta­to bef­far­da­mente pri­gion­iero di quel­la maglia metal­li­ca, inca­pace di ritrovare, impac­ciatis­si­mo dalle ali, l’u­ni­co buco attra­ver­so il quale era rius­ci­to ad entrare. Anzichè tirare drit­to per la loro pista, i bik­ers han­no avu­to la buona idea di richia­mare l’at­ten­zione dei vig­ili del fuo­co. Una robus­ta cesoia ha quin­di fat­to il resto. Soltan­to che, estrat­to mal­con­cio dal­la sua pri­gione, il gab­biano non s’è subito mostra­to in vena di ripren­dere i suoi voli maestosi e silen­ziosi sopra le onde. L’han­no dovu­to portare in caser­ma, carez­zare e coc­co­lare. Finchè, poco pri­ma di mez­zo­giorno, dopo ampio uso del­la tenerez­za, che è la med­i­c­i­na più vec­chia e più sag­gia del mon­do, il bian­co uccel­lo ha dato seg­nali di deci­si­va ripresa; s’è sgran­chi­to le piume e s’è alza­to in cielo. Snel­lo, leg­gero e riconoscente: anche a quel­lo schizofreni­co mon­do del­la vacan­za che ieri s’è ricorda­to di avere un cuore.

s.m.
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