Interrogazione dell’eurodeputata Donata Gottardi sull’occupazione della fascia a lago da parte delle strutture ricettive. La Piazza:«L’amministrazione verifichi la conformità al piano regolatore»

I campeggi finiscono a Bruxelles

12/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Dopo Roma, la Regione e la Provin­cia, la vicen­da del­la fas­cia lacuale di Lazise e la sua occu­pazione da parte dei campeg­gi appro­da sul tavo­lo del­la Com­mis­sione euro­pea. È infat­ti l’europarlamentare Dona­ta Got­tar­di (Pse) ad inter­rog­a­re la Com­mis­sione sul­la «com­pat­i­bil­ità con le nor­ma­tive europee, con speci­fi­co rifer­i­men­to a quelle di carat­tere ambi­en­tale e pae­sag­gis­ti­co» del­la situ­azione del­la zona a lago lazi­ciense che vede sus­sis­tere «nell’area di sal­va­guardia (cen­to metri) anco­ra strut­ture uti­liz­zate per attiv­ità eco­nomiche — lad­dove tale area dovrebbe essere par­co pub­bli­co — che impedis­cono l’accesso alla riva e la fruizione del lago da parte del­la popo­lazione res­i­dente e dei tur­isti non ospi­tati nelle strutture».Ma sul tema dell’occupazione delle spi­agge da parte dei campeg­gi in questi giorni è tor­na­to anche il grup­po con­sil­iare La Piaz­za (Mar­co Luc­chi­ni, Andrea Man­za­ti, Edoar­do Nolo, Giulio Rama) con una let­tera ind­i­riz­za­ta al sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni e ai respon­s­abili dei set­tori tec­ni­ci del Comune in cui si invi­tano le autorità ad effet­tuare «ver­i­fiche e provved­i­men­ti» nei con­fron­ti del­la «situ­azione urban­is­ti­ca e ammin­is­tra­ti­va delle strut­ture ricettive all’aperto».L’approssimarsi del­la tagione tur­is­ti­ca, dunque, sem­bra non aver anco­ra dato soluzione ai prob­le­mi soll­e­vati dal con­veg­no del 4 gen­naio, orga­niz­za­to dal­lo stes­so grup­po La Piaz­za in : un incon­tro segui­to da molto pub­bli­co e da diver­si espo­nen­ti politi­ci, in cui gli orga­niz­za­tori han­no illus­tra­to lo sta­to di fat­to del­la fas­cia lacuale di Lazise.«Tale denun­cia», scrivono i con­siglieri nel doc­u­men­to invi­a­to in questi giorni, «ha evi­den­zi­a­to una gen­erale situ­azione di ille­gal­ità delle strut­ture, che risul­tano dif­for­mi dalle norme del piano rego­la­tore alle quali non si sono mai adeguate, in par­ti­co­lare per quan­to con­cerne l’assoggettamento a stru­men­ti urban­is­ti­ci attua­tivi dei rel­a­tivi ambiti e per l’occupazione delle zone di verde pub­bli­co attrez­za­to da con­ven­zionare con la pub­bli­ca ammin­is­trazione». La situ­azione nei con­fron­ti del­la pub­bli­ca ammin­is­trazione, sec­on­do La Piaz­za, risul­ta defici­taria anche per gli stan­dard urban­is­ti­ci in quan­to «La man­ca­ta adozione dei pre­visti piani urban­is­ti­ci attua­tivi non ha con­sen­ti­to la rego­lar­iz­zazione delle strut­ture in ques­tione, quali attiv­ità pro­dut­tive e per con­seguen­za non sono sta­ti real­iz­za­ti e cedu­ti al Comune gli stan­dard urban­is­ti­ci obbli­ga­tori per legge. E lad­dove i piani urban­is­ti­ci attua­tivi sono sta­ti approvati, le rel­a­tive con­ven­zioni non risul­tano rispettate».Nonostante «l’assenza di con­for­mità urban­is­ti­ca, req­ui­si­to essen­ziale per la clas­si­fi­cazione di com­pe­ten­za provin­ciale e lo svol­gi­men­to dell’attività recetti­va», i con­siglieri dell’opposizione sot­to­lin­eano come ai campeg­gi di Lazise «siano state comunque rilas­ci­ate le autor­iz­zazioni comu­nali all’esercizio e sono con­tin­u­a­mente rilas­ci­ate autor­iz­zazioni edilizie per opere all’interno delle strutture».Su tut­ta la vicen­da gli stes­si con­siglieri ave­vano pre­sen­ta­to già in data 25 gen­naio un’interpellanza, con la quale chiede­vano «L’immediata ver­i­fi­ca del­lo sta­to di dirit­to di dette aree ai sen­si delle leg­gi region­ali e nazion­ali in mate­ria di urban­is­ti­ca e di turismo».Passati alcu­ni mesi e vista la man­can­za sia di ver­i­fiche che di provved­i­men­ti, La Piaz­za tor­na a sol­lecitare l’intervento del sin­da­co e dei respon­s­abili degli uffi­ci comu­nali com­pe­ten­ti in mate­ria. In par­ti­co­lare chiede «L’annullamento e o la revo­ca delle autor­iz­zazioni all’esercizio rilas­ci­ate alle strut­ture recettive all’aperto, in palese spre­gio delle norme di leg­gi vigen­ti; la val­u­tazione dei dan­ni eco­nom­i­co — sociali e ambi­en­tali causati all’ente pub­bli­co dalle citate strut­ture a far data dall’entrata in vig­ore del Piano rego­la­tore gen­erale». «In caso di man­ca­ta atti­vazione da parte dei sogget­ti in ind­i­riz­zo», con­cludono i con­siglieri Luc­chi­ni, Man­za­ti, Nolo e Rama, «i sot­to­scrit­ti si ris­er­vano di pro­cedere pres­so le autorità com­pe­ten­ti anche al fine di far sanzionare la loro dolosa inerzia».

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