I risultati di una ricerca effettuata dal Centro di rilevamento ambientale. Un progetto pilota In cinque siti rinvenuti rifiuti di ogni genere, per una tonnellata

I canneti come pattumiere

10/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Che il can­neto rap­p­re­sen­tasse un fenom­e­nale depu­ra­tore nat­u­rale delle acque lo si sape­va da tem­po. Ma nes­suno avrebbe immag­i­na­to la quan­tità di rifiu­ti che potesse con­tenere, mate­ri­ale che la dice lun­ga sul­la scarsa sen­si­bil­ità del­l’uo­mo nei riguar­di del­l’am­bi­ente. Bas­ta un dato, frut­to di una ricer­ca effet­tua­ta dal Cen­tro di ril­e­va­men­to ambi­en­tale (Cra) di Sirmione durante la cam­pagna inver­nale di mon­i­tor­ag­gio dei can­neti del­la peniso­la. In cinque di questi — Vil­la Cor­tine, Bre­ma, Dri­ve-In, Pun­ta Grò e Ron­dine — sono sta­ti rac­colti qua­si una ton­nel­la­ta di rifiu­ti: fer­ro (172 kg.), lat­tine di allu­minio (11 kg.), vetro (117 kg.), rifiu­ti vari (640 kg.) ai quali devono aggiunger­si qua­si 17 mila kg. di canne trit­u­rate. Impres­sio­n­ante. Ma c’è anche chi fa peg­gio. «E’ sta­to con­stata­to — affer­mano infat­ti i respon­s­abili del Cra — che alcune per­sone pren­dono inizia­tive per­son­ali: un pic­co­lo can­neto in Lugana ed un altro a Colom­bare sono sta­ti abu­si­va­mente tagliati, men­tre un ter­zo can­neto, sem­pre a Lugana, è sta­to dan­neg­gia­to da dis­er­bante». Gli esper­ti non si spin­gono oltre. Ma non ci vuole trop­pa fan­ta­sia per capire quale sia l’o­bi­et­ti­vo finale dei detur­pa­tori: ren­dere lib­era la spi­ag­gia per pot­er real­iz­zare strut­ture a lago o per non essere dis­tur­bati dal­la «chi­as­sosa» fau­na acquat­i­ca che nid­i­fi­ca tra le canne. Per illus­trare le final­ità del prog­et­to-pilota di cura e manuten­zione dei can­neti, avvi­a­to nel 2001, ver­rà allesti­ta una mostra nel palaz­zo Callas di Sirmione, a par­tire dal prossi­mo 23 aprile (chi­ud­erà i bat­ten­ti il 2 mag­gio). Inoltre, nel­l’ot­ti­ca del­la dife­sa del­l’e­co­sis­tema lacuale, è sta­to avvi­a­to nel­la scor­sa estate il mon­i­tor­ag­gio delle popo­lazioni di mosceri­ni («chi­rono­mi­di» è il ter­mine sci­en­tifi­co) che spes­so finis­cono negli occhi o in boc­ca. Lo stu­dio è sta­to affida­to all’Is­ti­tu­to di Ento­molo­gia agraria del­l’ di che, con la stret­ta col­lab­o­razione del Cra di Sirmione, ha inizia­to i pri­mi cam­pi­ona­men­ti a set­tem­bre 2003, che tra poco ripren­der­an­no per pros­eguire fino al ter­mine del­la prossi­ma estate. Non ci sono risul­tati anco­ra cer­ti, anche per­ché l’es­tate scor­sa è sta­ta anom­ala, a causa del cal­do africano che si è abbat­tuto per almeno due mesi sen­za un giorno di pausa. E’ sta­to mes­so allo stu­dio anche un prog­et­to per l’u­ti­liz­zo di prodot­ti chimi­ci e bio­logi­ci per la dis­truzione delle larve. I mosceri­ni si svilup­pano a par­tire da acque ferme, dove vi sia accu­mu­lo di sostan­za organ­i­ca e un non cor­ret­to equi­lib­rio nat­u­rale. Ma c’è un ter­zo prog­et­to, ancor più impor­tante e deci­si­vo per con­trol­lare il liv­el­lo di inquina­men­to del­l’aria. «Il cen­tro — affer­mano anco­ra i respon­s­abili — ha indi­vid­u­a­to otto stazioni in cui men­sil­mente per un anno saran­no ril­e­vate con stru­men­ti sem­pli­ci la con­cen­trazione di anidride car­bon­i­ca e la quan­tità delle polveri, men­tre altre cinque stazioni servi­ran­no per il mon­i­tor­ag­gio sta­gionale dei licheni, organ­is­mi che vivono sug­li alberi e sono indi­ca­tori del­la qual­ità del­l’aria». L’at­tiv­ità di mon­i­tor­agg io del­l’anidride car­bon­i­ca è inclusa nel «Prog­et­to Atmos­phere», coor­di­na­to dal­l’Ac­cad­e­mia Kro­nos ed è su base nazionale. I dati e le tec­niche uti­liz­zate in ques­ta ricer­ca ver­ran­no poi pro­poste alle scuole come momen­to di edu­cazione ambi­en­tale per un’azione di sen­si­bi­liz­zazione al prob­le­ma del­l’­ef­fet­to ser­ra. Le scuole sono inter­locu­tori priv­i­le­giati per il Cen­tro ambi­en­tale di Sirmione che, con l’Uf­fi­cio aree nat­u­rali del­la Provin­cia, ha avvi­a­to cor­si educa­tivi e . Quan­to alla mostra di cui si parla­va, bat­tez­za­ta «Il Brut­to Ana­troc­co­lo», sarà sicu­ra­mente un momen­to divul­ga­ti­vo impor­tante sia per gli stu­den­ti sia per i tur­isti (l’in­gres­so è libero). Il com­p­lesso check up sul­la salute di Sirmione viene ese­gui­to da Euge­nio Zil­i­oli, Pao­la Tes­sari, Gian Luca Fila e Mar­i­ano Bres­ciani, con la col­lab­o­razione del­la Provincia.

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