Una nuova sede e un ruolo che va al di là di quello esclusivamente agonistico per una società che conta attualmente 200 iscritti, di cui 85 «under 18»

I canoisti della Remiera sorveglieranno il Mincio

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’ar­ri­vo del­l’es­tate apre la sta­gione delle gare del­la canoa. E la Remiera Peschiera si prepara ad affrontare il 2008 forte di impor­tan­ti tra­guar­di rag­giun­ti non solo dal pun­to di vista ago­nis­ti­co. Il bel­lo potrebbe venire pro­prio in questi mesi, con una delle loro atlete in cer­ca di allori a Pechi­no 2008.«È la pri­ma sta­gione com­pet­i­ti­va che ci vede par­tire dal­la nuo­va sede: l’edificio lun­go il Min­cio uti­liz­za­to un tem­po per la pis­ci­coltura», spie­ga Mau­ro Ami­ca­bile, pres­i­dente del­la soci­età. «Questo è sta­to un obi­et­ti­vo inse­gui­to a lun­go e che si è potu­to con­cretiz­zare gra­zie all’in­ter­es­sa­men­to del­l’am­min­is­trazione comu­nale, in par­ti­co­lare del sin­da­co e di Rena­to Sig­norel­li, con­sigliere del­e­ga­to allo sport».E pro­prio il con­sigliere par­la di una vicen­da «per cer­ti ver­si stra­or­di­nar­ia. Ques­ta strut­tura, di pro­pri­età del­la Regione, è rimas­ta inuti­liz­za­ta per anni. Con impeg­no e costan­za, soprat­tut­to del nos­tro sin­da­co, siamo arrivati ad acquisir­la pagan­do 250.000 euro a Venezia. Va però anche det­to che l’am­min­is­trazione si è sen­ti­ta così coin­vol­ta», sot­to­lin­ea Sig­norel­li, «per il grande lavoro fat­to dal­la Remiera Peschiera pri­ma sul ter­ri­to­rio e poi dal pun­to di vista ago­nis­ti­co. La soci­età si è dimostra­ta capace di coin­vol­gere adul­ti ma soprat­tut­to tan­tis­si­mi ragazzi e di por­tar­li a con­quistare pres­ti­giosi titoli anche a liv­el­lo nazionale. Il Comune non pote­va rimanere estra­neo o insen­si­bile di fronte ad una realtà di questo tipo».Una vol­ta acquisi­to l’ed­i­fi­cio, l’am­min­is­trazione lo ha des­ti­na­to a sede del­la Remiera Peschiera affi­dan­do alla soci­età l’onere del­la sua sistemazione.«Abbiamo inizia­to dal capan­none», riprende Ami­ca­bile, «dove ven­gono messe a riparo le canoe. L’am­min­is­trazione ci ha poi dato altri 50 mila euro che sono servi­ti per la sis­temazione, non più pro­cras­tin­abile, del tet­to di tut­to lo sta­bile. Adesso con l’uf­fi­cio tec­ni­co del Comune si sta preparan­do il prog­et­to per il recu­pero del­la rima­nente parte del­l’ed­i­fi­cio: una vol­ta ospi­ta­va due appar­ta­men­ti degli addet­ti alla pis­ci­coltura. Noi ne ricaver­e­mo la zona servizi, spoglia­toi e una palestra».Proprio la palestra rap­p­re­sen­ta un altro tra­guar­do impor­tante per la Remiera: la sua real­iz­zazione, infat­ti, è l’ul­ti­mo tas­sel­lo man­cante per il riconosci­men­to a Cen­tro regionale di rifer­i­men­to per l’at­tiv­ità gio­vanile. Un riconosci­men­to per la soci­età che con­ta oggi cir­ca 200 iscrit­ti di cui 85 under 18; di questi 60 com­pon­gono la squadra agonistica.«L’amministrazione comu­nale si sta inter­es­san­do per vedere le pos­si­bil­ità di rice­vere un con­trib­u­to regionale. È evi­dente», pre­cisa Ami­ca­bile, «come ogni inter­ven­to sia a questo pun­to prezioso per sis­temare quan­to pri­ma tut­ta la sede».«Un aiu­to in questo sen­so», pros­egue, «ver­rà anche dal­la con­ven­zione che sem­pre il Comune sta pre­dispo­nen­do per affi­dar­ci il com­pi­to di con­trol­lo e manuten­zione del­la spon­da Min­cio che è sta­ta rip­uli­ta e dove sono state col­lo­cate nuove boe».Questa oper­azione è sta­ta segui­ta da Gian­lu­ca Fio­rio, asses­sore alla Por­tu­al­ità di Peschiera. «Dopo aver avu­to in con­ces­sione la spon­da dal Demanio, alcune set­ti­mane fa abbi­amo tolte le boe abu­sive sul fon­dale del Min­cio e fat­to l’or­di­nan­za di sgombero e seque­stro per rimuo­vere le 210 barche ormeg­giate abu­si­va­mente sul­la riva», spie­ga l’asses­sore. «Quin­di abbi­amo posizion­a­to 99 nuove boe e pub­bli­ca­to il ban­do, che scade il 16 mag­gio prossi­mo, per l’asseg­nazione dei nuovi posti bar­ca rego­lari. Il canone richiesto è di 500 euro l’an­no più 100 euro per­ché for­ni­amo noi boa e catene. E’ anche prob­a­bile che il numero dei posti bar­ca aumen­ti: abbi­amo infat­ti chiesto la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale», con­clude Fio­rio, «per aggiun­gere 60 boe alle 99 che già sono in acqua».

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