Chicco Risatti contro la segnaletica che ignora il traghetto per Limone

«I cartelli ci danneggiano: vi denuncio»

17/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Paolo Tagliente

«Devi andare a Limone? il giro del lago!» Questo il sen­so dei cartel­li che negli ulti­mi giorni sono appar­si in tut­to il bas­so Sar­ca e che stan­no facen­do let­teral­mente imb­u­falire gli oper­a­tori tur­is­ti­ci limone­si. Le gialle tabelle, posizion­ate un po’ ovunque dal­la Provin­cia, infat­ti, invi­tano gli auto­mo­bilisti diret­ti ver­so Limone e Bres­cia ad imboc­care la Garde­sana Ori­en­tale, costringedoli di fat­to a scen­dere ver­so Peschiera del Gar­da, a pren­dere in direzione di Desen­zano e, quin­di, a risalire ver­so la parte set­ten­tri­onale del Gar­da. Nes­sun accen­no, invece, sul­la seg­nalet­i­ca in ques­tione, alla pos­si­bil­ità di uti­liz­zare il traghet­to del­la per tras­bor­dare con la macchi­na ver­so Limone. Novità, queste, che han­no manda­to su tutte le furie “limone­si & C.”, pron­ti più che mai a scen­dere sul sen­tiero di guerra.«È una deci­sione a dir poco assur­da — sbot­ta Franceschi­no “Chic­co” Risat­ti, vicesin­da­co di Limone e pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione “Riv­iera dei Limoni” che riu­nisce gli alber­ga­tori dei vari cen­tri fino a Salò — con­tro la quale ci bat­ter­e­mo con ogni mez­zo. Han­no mes­so quei cartel­li ovunque, sen­za nem­meno un accen­no al traghet­to. È ver­gog­noso, sono amareg­gia­to e pre­oc­cu­pa­to per l’at­teggia­men­to del­la Provin­cia di Tren­to e anche del­l’am­min­is­trazione rivana, con la quale fino ad ora ave­va­mo otti­mi rap­por­ti. Ho già con­vo­ca­to un’assem­blea stra­or­di­nar­ia per ques­ta sera (ieri, per chi legge ndr) e decider­e­mo le prossime azioni, sen­za esclud­ere di adire alle vie legali…queste cose non si fan­no. È questo il modo in cui pen­sano di risol­vere il prob­le­ma? È questo il modo di ringraziar­ci per la pazien­za e la com­pren­sione dimostrate fino ad ora? Ques­ta gente si rende con­to che dob­bi­amo vivere anche noi, o no? Han­no un bel dire, a Tren­to, che il traghet­to deve essere uti­liz­za­to qua­si esclu­si­va­mente dai lavo­ra­tori e dai for­n­i­tori: cosa ven­gono a fare da noi se non ci sono i tur­isti? Ma d’al­tra parte — con­tin­ua Risat­ti sem­pre più risen­ti­to — dove­va­mo pur atten­dercela una sim­i­le insen­si­bil­ità: all’assem­blea di mer­coledì scor­so, alla quale ave­va­mo invi­ta­to i rap­p­re­sen­tan­ti di tutte le cat­e­gorie e gli ammin­is­tra­tori di tut­ti i comu­ni inter­es­sati, non c’era nes­suno di Riva del Gar­da. No, non ci si com­por­ta così». Ammin­is­tra­tori rivani che, dopo aver­li richi­esti, han­no accolto con grande favore i cartel­li del­la polem­i­ca. «Meno gente arri­va all’im­bar­cadero meglio è» taglia cor­to il vice sin­da­co Pietro Mat­teot­ti. «Dob­bi­amo asso­lu­ta­mente evitare di par­al­iz­zare Riva, facen­do affluire nei pres­si del­l’at­trac­co un numero di auto­mo­bili supe­ri­ore a quel con­sen­ti­to. E la soluzione non sta cer­to nel poten­zi­a­men­to del­la flot­ta del­la Nav­i­gar­da, ma piut­tosto nel­la creazione di nuovi e più como­di attrac­chi». La guer­ra sem­bra inevitabile, insomma.

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