Sotto accusa c’è la legge obiettivo: si attende la sentenza del Tar del Lazio. Cresce l’allarme sul progetto dell’Alta velocità: impossibile sapere se le modifiche chieste sono state accolte

I cittadini «scavalcati» dalla Tav

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Peschiera. Si apre uno spi­raglio sul ricor­so al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale pre­sen­ta­to dai Comu­ni, tra cui quel­li verone­si, inter­es­sati dal pas­sag­gio del­la lin­ea fer­roviaria del­l’, l’imponente opera che taglierà a metà tut­to il bas­so Gar­da, fra Bres­cia e Verona. «In questi giorni», spie­ga Eras­mo Venosi, ingeg­nere e con­sulente tec­ni­co dei Comu­ni in ques­ta azione, «il Tar di Cata­nia ha accolto un ricor­so basato su moti­vazioni analoghe alle nos­tre, pre­sen­ta­to da sin­goli cit­ta­di­ni, e rel­a­ti­vo al prog­et­to del ponte sul­lo Stret­to di Messi­na. Questo ci fa ben sper­are per quan­to dovrà delib­er­are il Tar del Lazio a fine mese sul prog­et­to ». Le moti­vazioni addotte dai Comu­ni, ma anche dal ricor­so pre­sen­ta­to dai Comi­tati civi­ci sor­ti con­tro il pas­sag­gio del­la lin­ea dell’Alta veloc­ità, riguardano non il prog­et­to ma l’u­ti­liz­zo del­la legge obi­et­ti­vo. Una vicen­da sul­la quale sarà inter­es­sa­ta anche la Comu­nità euro­pea. «La prossi­ma set­ti­mana», dice Venosi, «ci sarà l’in­con­tro con le com­mis­sioni Trasporti, Ambi­ente e Antitrust; in quel­la sede saran­no soll­e­vati pro­prio gli aspet­ti che met­tono in con­trap­po­sizione il dirit­to comu­ni­tario e le pro­ce­dure adot­tate con la legge obi­et­ti­vo». «Il grosso neo è che noi non conos­ci­amo la val­u­tazione fat­ta dal­la Com­mis­sione spe­ciale di Val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale sulle osser­vazioni pre­sen­tate da cit­ta­di­ni e da Comu­ni; e questo per­ché», sot­to­lin­ea anco­ra Venosi, «la legge obi­et­ti­vo con­sente di non ren­der­la pub­bli­ca come avviene, invece, con la pro­ce­du­ra ordi­nar­ia, con la quale la “Via” viene pub­bli­ca­ta sul­la Gazzetta Uffi­ciale; il che con­sente l’im­pug­nazione da parte dei cit­ta­di­ni che lo rite­nessero nec­es­sario». «Noi, conoscen­do queste osser­vazioni sul­la min­i­miz­zazione del­l’im­pat­to ambi­en­tale, non pos­si­amo sapere se le stesse sono state recepite e trasmesse a chi deve redi­gere il prog­et­to defin­i­ti­vo; una vol­ta che questo sarà pron­to», con­tin­ua il tec­ni­co, «Comu­ni e Provin­cia saran­no con­vo­cati per essere sen­ti­ti nel­la Con­feren­za di servizi spe­ciale che sarà apposi­ta­mente indet­ta». «Ma a quel pun­to», dice Venosi, «le even­tu­ali obiezioni pos­si­bili riguarder­an­no solo mod­i­fiche miglio­ra­tive, non si sa sec­on­do quali cri­teri, del prog­et­to stes­so e, soprat­tut­to, tali da non incidere sul cos­to del­l’­opera già delib­er­a­to dal Comi­ta­to inter­min­is­te­ri­ale per la pro­gram­mazione eco­nom­i­ca, per la trat­ta del­l’ovest veronese, lo scor­so novem­bre». «Nat­u­rale che le per­p­lessità che nutri­amo siano anco­ra molte», dice Lau­ra Richel­li, del comi­ta­to di Peschiera del Gar­da, «e in questi casi forse occor­rerebbe qual­cosa in più delle parole per sen­tir­si tran­quil­li; per questo abbi­amo ripetu­ta­mente chiesto agli ammin­is­tra­tori e ai tec­ni­ci che sosten­gono questo prog­et­to di met­tere tut­to nero su bian­co, sot­to for­ma di accor­di pro­ced­i­men­tali o di pro­gram­ma pre­visti tra ammin­is­trazioni pub­bliche e tra queste e gli enti». «Le garanzie e le parole sin qui spese sul­l’im­pat­to ambi­en­tale, gli espro­pri, i rim­bor­si, i prob­le­mi legati ai cantieri e così via non pos­sono restare solo parole; ma non si è vis­to niente. Se c’è tan­ta certez­za su quan­to ver­rà fat­to e su ciò che ne risul­terà, per­ché non fis­sar­lo su doc­u­men­ti che pos­sono restare?» Insom­ma, i cit­ta­di­ni chiedono che dalle parole si pas­si ai fat­ti, ma nel seg­no del­la trasparen­za: se il prog­et­to esiste, ed è mod­i­fi­ca­bile, va mes­so sul tap­peto, altri­men­ti qualunque con­fron­to è impos­si­bile. «Non ci pare una richi­es­ta così assur­da: politi­ci e tec­ni­ci cam­biano», con­clude Richel­li, «men­tre i prob­le­mi, se causati, restano; e sen­za nul­la di scrit­to non ci può essere tutela per i cit­ta­di­ni, nem­meno per quan­to riguar­da la pos­si­bil­ità di vedere sanzion­ate le even­tu­ali inadempienze».

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