Acciaio, specchi, legno e pietre rivisti e interpretati da Margherita Bosio

I COLORIALLINFINITO

24/05/2012 in Senza categoria
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Di Luca Delpozzo

Saba­to 26 mag­gio alle ore 16 pres­so la Sala Domus di Salò (Piaz­za Duo­mo) la mostra per­son­ale di pit­tura ed espo­sizione di Suise­ki di Margheri­ta Bosio: un viag­gio tra acciaio, spec­chi, leg­no e selezion­ate pietre model­late dal­la natu­ra (SUI=acqua; SEKI= pietra) che con­tin­ua fino a domeni­ca 3 giug­no. Pro­tag­o­nista asso­lu­ta è la luce che, con le sue sfu­ma­ture e i suoi rif­lessi, esalta i toni magi­ci dei quadri esposti e illu­mi­na la collezione di Suise­ki, com­pos­ta da pezzi uni­ci di pietre che sug­geriscono uno sce­nario nat­u­rale o un ogget­to stret­ta­mente asso­ci­a­to con la natu­ra (mon­tagne, ani­mali, cas­ca­ta d’acqua, …). Un gio­co di col­ori che sti­mo­la la fan­ta­sia e l’immaginazione dell’osservatore, il quale può librar­si oltre i con­fi­ni del­la realtà pura e sem­plice e accostare ogni sin­go­la opera ad una vari­età di inter­pre­tazioni e di risposte. I quadri real­iz­za­ti da Margheri­ta Bosio sono frut­to di una costante ricer­ca di tec­niche e mate­ri­ali nuovi da accostare in modo insoli­to e sper­i­men­tale: è pos­si­bile, infat­ti, vedere una tavola di pvc sovrap­pos­ta ad un pan­nel­lo riflet­tente e sco­prire come il col­ore si trasfor­ma dopo essere sta­to appli­ca­to. Ad impreziosire queste opere, tro­vi­amo il Suise­ki, una for­ma d’arte sin­go­lare: le capac­ità tec­niche e artis­tiche, infat­ti, sono in gran parte las­ci­ate a madre natu­ra e il collezion­ista è chiam­a­to prin­ci­pal­mente a saper­le riconoscere e val­oriz­zare.       Le orig­i­ni del Suise­ki risal­go­no a cir­ca 2000 anni fa in Cina, ma con il tem­po la dif­fu­sione di quest’arte è cresci­u­ta molto anche in Giap­pone. La pietra d’arte nat­u­rale si è for­ma­ta e model­la­ta, nel del­la natu­ra, attra­ver­so mil­len­ni di attiv­ità chim­i­co-fisi­ca del­la cros­ta ter­restre (acqua, ven­to, piog­gia, tem­peste di sab­bia, ero­sioni, cal­do, fred­do, ter­re­moti, cat­a­clis­mi, …) nel­la con­tin­ua lentis­si­ma meta­mor­fosi che la natu­ra cir­costante le ha impos­to. Essa diven­ta un prezioso pez­zo d’arte, esclu­si­vo ed irripetibile, per una curiosa coin­ci­den­za lega­ta al suo ritrova­men­to nell’ambiente nat­u­rale (mon­ti, fiu­mi, laghi, spi­agge, grotte, …) dove l’amatore-collezionista le ricer­ca e le sceglie per for­ma e col­ore.                                                      INGRESSO LIBERO 

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