Oltre cento sindaci con deleghe per 370 riuniti due giorni per ottenere insieme finanziamenti per competere con le più forti realtà autonome

I comuni allargano i confini

26/01/2008 in Attualità
A Veneto
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Di Luca Delpozzo
Vittorio Zambaldo

Non sono arrivati i 446 sin­daci atte­si, non è arriva­to il min­istro per gli affari region­ali Lin­da Lanzil­lot­ta, tra­vol­ta nel suo incar­i­co con il gov­er­no Pro­di, ma la pri­ma gior­na­ta di lavori del­la quar­ta assem­blea dei comu­ni di con­fine, orga­niz­za­ta dall’Ass.comi. conf., pre­siedu­ta dal sin­da­co di Vagoli­no (Bres­cia) Mar­co Scalvi­ni, ha por­ta­to a casa un grande risul­ta­to. All’unanimità l’assemblea del centi­naio di sin­daci pre­sen­ti, con in tas­ca deleghe per 370 comu­ni rap­p­re­sen­tati, ha vota­to la mod­i­fi­ca del­lo statu­to che per­me­tte l’allargamento dell’associazione ai comu­ni di sec­on­da fas­cia, cioè ai comu­ni lim­itrofi a quel­li diret­ta­mente con­fi­nan­ti con le regioni autonome Valle d’Aosta, Trenti­no Alto Adi­ge e Friuli Venezia Giu­lia o con gli sta­ti esteri di Aus­tria e Svizzera.«È un grande risul­ta­to per­ché 174 pri­mi cit­ta­di­ni di altret­tan­ti comu­ni, già ader­en­ti all’associazione, deci­dono all’unanimità di ridurre le pro­prie spet­tanze per far entrare di dirit­to anche gli altri . Questo è lo spir­i­to sol­i­daris­ti­co, questo è lo scopo dell’associazione, nata non con­tro qual­cuno ma per ten­er­ci per mano e con­tare di più», com­men­ta Scalvi­ni. Da vero istri­one stre­ga la platea e strap­pa a più riprese applausi in una dilu­vio di parole pro­nun­ci­ate a brac­cio sen­za mai perdere il filo del dis­cor­so, por­tan­do esem­pi prati­ci, con­creti e con­vin­cen­ti. «Un stu­dente del mio paese che fre­quen­ta una scuo­la supe­ri­ore lon­tana 27 chilometri, ma sem­pre in provin­cia di Bres­cia, cos­ta alla pro­pria famiglia ben 60 euro al mese di abbona­men­to per l’autobus, ma se va alla scuo­la supe­ri­ore che è nel comune di Tione, in provin­cia di Tren­to, dis­tante 40 chilometri da casa, paga 20 euro di abbona­men­to men­sile, pur per­cor­ren­do più chilometri, per­ché la for­tu­na­ta e autono­ma provin­cia con­fi­nante inter­viene eco­nomi­ca­mente. La stes­sa cosa per le rette dell’asilo, che costano il 40 per cen­to in meno oltre con­fine, ma io che spendo come comune già 35 mila euro all’anno per calmier­are le rette, non pos­so per­me­t­ter­mi di essere in con­cor­ren­za con l’asilo che è di là del ponte a 50 metri dal mio, sor­ret­to dai con­tribu­ti di Tren­to, e sono costret­to a chi­ud­er­lo», aggiunge Scalvini.Lo stes­so mec­ca­n­is­mo si riprete per l’acquisto di testi sco­las­ti­ci, le mense e l’università, per la pri­ma casa, per aprire una nuo­va azien­da, per rin­no­vare le attrez­za­ture, per sostenere un pic­co­lo negozio o qual­si­asi attiv­ità com­mer­ciale: logi­co che tut­ti las­ci­no ques­ta mis­e­ria per andare ver­so l’America di là del ponte.Lo “zio” d’America è il sen­a­tore Ser­gio Div­ina, del­la Lega Nord, che è trenti­no, ma si è pre­so a cuore i prob­le­mi dell’Ass.comi. conf. facen­do votare un ordine del giorno da entram­bi i rami del Par­la­men­to che impeg­na il gov­er­no al momen­to dell’emanazione dei decreti per l’attuazione del­la legge a riconoscere i dirit­ti dei comu­ni di sec­on­da fas­cia e a inte­grare il fon­do dei con­tribu­ti con 10 mil­ioni di euro nel 2008, e con 5 mil­ioni cias­cuno per gli anni 2009 e 2010.«Chiederemo che il fon­do di 25 mil­ioni di euro del 2007 non sia provvi­so­rio ma diven­ti per­ma­nente, che ven­ga inte­gra­to e dis­tribuito sec­on­do alcune indi­cazioni che tengano con­to di dare più sol­di ai comu­ni più pic­coli e con mag­gior super­fi­cie ter­ri­to­ri­ale, che ven­ga con­sid­er­a­to anche il get­ti­to Irpef, che sia fis­sato un tet­to mas­si­mo per i gran­di comu­ni di con­fine e che i finanzi­a­men­ti siano des­ti­nati anche per prog­et­ti in spe­sa cor­rente e cioè servizi sociali, scuole, asili, assis­ten­za e per tut­to ciò che con­corre a miglio­rare la qual­ità del­la vita. Ma devono essere i comu­ni a decidere come usar­li, non le Regioni o le Province», tuona Scalvi­ni fra gli applausi del­la platea.

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