Gli otto sindaci della sponda veronese del lago scrivono a Galan perché applichi in Veneto il modello lombardo «La gestione diretta migliorerà i servizi e diminuirà l’attesa per i posti»

I Comuni reclamano i porti

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

I sin­daci del­la spon­da veronese del sono stu­fi di aspettare l’assegnazione del­la ges­tione diret­ta delle zone por­tu­ali da parte del­la ai comu­ni, come da tem­po invece avviene nel­la . Con­sid­er­a­to che l’unione fa la forza, han­no pen­sato di sot­to­scri­vere, tut­ti assieme, una let­tera di richi­es­ta for­male, invi­a­ta al pres­i­dente del­la Regione, Gian­car­lo Galan, e all’assessore alle politiche del­la mobil­ità e infra­strut­ture, Rena­to Chisso. La let­tera, spedi­ta qualche giorno fa, è sot­to­scrit­ta dai sin­daci di Mal­ce­sine, Bren­zone, Tor­ri, Gar­da, , Lazise, Castel­n­uo­vo e Peschiera. Nel­lo speci­fi­co dice: «I sin­daci, al fine di miglio­rare la fruibil­ità dei por­ti e delle aree por­tu­ali da parte dei cit­ta­di­ni res­i­den­ti e dei tur­isti, chiedono la ges­tione diret­ta delle sud­dette infra­strut­ture, sia ammin­is­tra­ti­va che oper­a­ti­va. L’esigenza nasce dal fat­to che sem­pre più sovente i cit­ta­di­ni si riv­ol­go­no ai comu­ni per avere infor­mazioni riguar­do l’assegnazione dei posti bar­ca nei por­ti o riguar­do al rilas­cio di autor­iz­zazioni e con­ces­sioni in mate­ria por­tuale, non rius­cen­do ad avere una comu­ni­cazione diret­ta e snel­la con l’Ispettorato di por­to, sia per motivi logis­ti­ci, che per una tem­p­is­ti­ca lenta nell’iter pro­ce­du­rale». La let­tera dei sin­daci sot­to­lin­ea inoltre: «Dal pri­mo gen­naio 2003, con l’entrata in vig­ore dell’articolo 61 del­la legge regionale 33 del 2002, l’esercizio delle fun­zioni ammin­is­tra­tive iner­en­ti le con­ces­sioni dei beni dema­niali, quali le boe, è sta­to con­fer­i­to ai comu­ni riv­ieraschi del lago di Gar­da, che han­no così potu­to avere il con­trol­lo e la ges­tione di super­fi­ci e per­ti­nen­ze lacuali, deter­mi­nan­do un rias­set­to razionale e un miglio­ra­men­to dell’organizzazione, dovu­to al riordi­no delle con­ces­sioni e all’eliminazione dell’abusivismo. È con­vinzione dei sin­daci che i riscon­tri pos­i­tivi ottenu­ti fino ad ora, pos­sano ripeter­si anche con un con­fer­i­men­to delle fun­zioni di ges­tione dei por­ti alle ammin­is­trazioni comu­nali, come già avviene da qualche anno nel­la Regione Lom­bar­dia». L’iniziativa è sta­ta coor­di­na­ta dall’assessore alla por­tu­al­ità di Mal­ce­sine, Car­lo Chin­car­i­ni ed uffi­cial­iz­za­ta nei giorni scor­si con un incon­tro tra ammin­is­tra­tori che si è svolto in munici­pio a Bar­dolino. Chin­car­i­ni spie­ga: «la stes­sa doman­da, il comune di Mal­ce­sine l’aveva già pre­sen­ta­ta nel 1999. Vis­to che nul­la si è mosso, l’abbiamo ripetu­ta coor­di­nan­do tut­ti i comu­ni. Noi chiedi­amo di pot­er gestire i por­ti per avere una manuten­zione diret­ta, anche per­ché li prob­le­mi per ogni paese sono diver­si. Anche se la richi­es­ta è di avere diret­tive uni­tarie sulle modal­ità di ges­tione, poi ogni comune potrà dare delle risposte in base alle esi­gen­ze del pro­prio ter­ri­to­rio». «Ad esem­pio», pros­egue Chin­car­i­ni, «un ban­do di con­cor­so per l’assegnazione dei posti bar­ca, se lo fa la Regione dura quat­tro mesi, se se ne occu­pano le ammin­is­trazioni locali ne dura uno. Ci sono delle dif­fi­coltà, nonos­tante il buon rap­por­to con i tec­ni­ci region­ali, per gli scivoli, gli spazi per i car­rel­li, l’alaggio. Ogni por­to deve avere queste strut­ture. La ges­tione accen­tra­ta si muo­vo con gli appalti, che bloc­cano tut­ti i lavori che invece dovreb­bero ren­dere più agev­ole il por­to». «A Mal­ce­sine», con­tin­ua l’assessore, «nel por­to ci devono stare solo le barche storiche e da pesca. Le barche a vela devono andare alla Fraglia o nei por­ti tur­is­ti­ci atrez­za­ti. Abbi­amo spe­so qua­si cinque mil­ioni di euro per costru­ire la nuo­va Fraglia di Navene, ora è qua­si ulti­ma­ta e vogliamo poter­la orga­niz­zare. Se sono i Comu­ni a gestire la richi­es­ta dei posti bar­ca, san­no anche riconoscere le esi­gen­ze dei richieden­ti, come si sta già facen­do per le boe a lago». Pietro Meschi, sin­da­co di Bar­dolino, con­cor­da in tut­to con Chin­car­i­ni: «Con­sid­er­a­to che ci han­no asseg­na­to tutte le aree dema­niali, per­ché devono rimanere esclusi i por­ti? Noi dob­bi­amo pulir­li, per­ché non pos­si­amo anche asseg­nare i posti? Metà delle entrate van­no alla Regione e metà ai Comu­ni, però quest’ultimi devono accol­lar­si anche le spese. Con la ges­tione diret­ta eco­nomi­ca­mente la cosa non cam­bierebbe, ma almeno avrem­mo i por­ti in ordine».

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