Mentre dal 23 gennaio termina la fase dell’emergenza che porrà fine al rimborso delle spese iniziali sostenute dai Comuni. Edifici pubblici, case, luoghi di culto. E all’appello mancano ancora 58 paesi

I danni sono già più di 130 milioni

13/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il pri­mo bilan­cio eco­nom­i­co del ter­re­mo­to, provvi­so­rio ma cer­to in quan­to basato sul­la doc­u­men­tazione fino­ra acquisi­ta dagli uffi­ci dei sette Comu­ni garde­sani e valsab­bi­ni più dan­neg­giati è dis­as­troso: oltre 130 mil­ioni di euro, e non è fini­ta per­chè man­cano all’appello, soprat­tut­to a Salò, centi­na­ia di pratiche. Per non dire dei man­cati rap­por­ti degli altri 58 Comu­ni riconosciu­ti dan­neg­giati dal ter­re­mo­to. Insom­ma, c’è il ris­chio che si vada ben oltre i 200 mil­ioni di euro di dan­ni ipo­tiz­za­ti nei pri­mi giorni dopo il sis­ma. Qua­si 45 mil­ioni di euro i dan­ni ripor­tati dagli edi­fi­ci di Salò , più due mil­ioni spe­si per l’e­mer­gen­za (ma il dato com­p­lessi­vo è larga­mente incom­ple­to, e alla fine potrebbe rag­giun­gere quo­ta 70); cir­ca 17 mil­ioni Gar­done , più 459 mila per l’e­mer­gen­za (in ques­ta local­ità, invece, la cifra è pres­sochè defin­i­ti­va). A Salò i pri­vati han­no pre­sen­ta­to 888 richi­este di ris­arci­men­to (mod­el­lo C1) e altre 66 riguardan­ti imp­rese (C2). Ebbene, i fun­zionari ne han­no acquisite e con­trol­late 678 per un impor­to di 29 mil­ioni di euro e 599 mila più cinquan­ta di aziende, per una cifra di un mil­ione e 857 mila euro. Per le altre l’in­ser­i­men­to dei dati nel com­put­er pros­eguirà in questi giorni. Ma non è fini­ta, per­chè gli imp­ie­gati ricev­er­an­no i mod­uli pre­sen­tati da geometri, architet­ti, ingeg­neri e sem­pli­ci cit­ta­di­ni fino alle ore 13 di sta­mat­ti­na. Molti com­par­i­ran­no all’ul­ti­mo istante, per­chè le per­izie sono state piut­tosto labo­riose. E anco­ra: sono in arri­vo decine di domande di pro­pri­etari di sec­onde case, che abi­tano lon­tano, e uti­liz­zano la pos­ta. C’è poi il dis­cor­so degli edi­fi­ci pub­bli­ci. I con­sulen­ti che stan­no pre­dispo­nen­do il prog­et­to di restau­ro del Palaz­zo comu­nale, sul lun­go­la­go di Salò, han­no quan­tifi­ca­to il dan­no in 4 mil­ioni di euro. Poi 924 mila per l’im­mo­bile di viale Lan­di, affit­ta­to all’Asl. Sette mil­ioni e mez­zo riguardano i fab­bri­cati di pub­bli­co inter­esse, come l’ospedale, la nuo­va casa di riposo, il palaz­zo del­l’Ate­neo uti­liz­za­to dal­la Cam­era di com­mer­cio, quel­lo del­l’Arse­nale (che ospi­ta l’A­gen­zia delle entrate e la Guardia di Finan­za), le scuole, il con­ven­to dei frati Capuc­ci­ni a Bar­bara­no. Al con­to bisogna aggiun­gere i 700 mila euro delle chiese (Duo­mo, S. Bernardi­no, Ancelle in Fos­sa, Cam­pov­erde, Vil­la, ecc.) e dei beni par­roc­chiali (ora­to­rio, canon­i­ca, edi­fi­cio di San­t’­Ja­go). Una sche­da a parte spie­ga che, per l’e­mer­gen­za, il munici­pio ha spe­so due mil­ioni e 100 mila euro, riceven­do dal com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi un accon­to di 500 mila euro. Un’al­tra tranche del­lo stes­so impor­to dovrebbe arrivare per metà feb­braio. A Gar­done le ultime domande sono state riti­rate lunedì sera. 292 le schede C1 (undi­ci mil­ioni e 583 mila i dan­ni denun­ciati dai pri­vati) e 28 le C2, rel­a­tive alle attiv­ità impren­di­to­ri­ali (per un mil­ione e 776 mila euro). Negli alberghi ci sono anco­ra una ses­san­ti­na di per­sone. «E chi res­ta in alber­go dopo il 23 gen­naio — dice il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani — pas­sa a nos­tro cari­co». Le riparazioni agli edi­fi­ci pub­bli­ci (munici­pio, Vil­la Alba, cin­e­ma Cas­inò, i ris­toran­ti «Stal­la» e «Lido 84», Vil­la Gib­er­ti­ni, affit­ta­ta a otto anziani, la scuo­la mater­na, il Vit­to­ri­ale, la chieset­ta del cimitero, la chiesa evan­gel­i­ca) coster­an­no un mil­ione e 715 mila euro. La parte del leone la fan­no l’asi­lo, in con­dizioni pre­carie (i bam­bi­ni sono sta­ti trasfer­i­ti nel res­i­dence «Bor­go degli Ulivi»), e il Vit­to­ri­ale, che inci­dono per metà di tale cifra. Da ulti­mo le chiese. Il par­ro­co, don Ange­lo Per­la­to, ha cal­co­la­to una neces­sità di un mil­ione e 300 mila euro, di cui 800 mila solo per Morgna­ga e la vic­i­na canon­i­ca. Altri 453 mila li chiede don Ottori­no Castelli­ni per Fasano. La sua chiesa è com­ple­ta­mente inag­i­bile. Intan­to la Regione con­fer­ma che il 23 gen­naio ter­min­erà la fase di emer­gen­za del ter­re­mo­to. Lo ha dis­pos­to, con pro­pria ordi­nan­za, il com­mis­sario del­e­ga­to all’emergenza Mas­si­mo Busce­mi, asses­sore regionale alla . La con­seguen­za che mag­gior­mente inter­es­sa i 65 Comu­ni dichiarati «ter­re­mo­tati» — è che a par­tire dal 23 gen­naio non potran­no più essere ris­arcite alcune spese cosid­dette «di pri­ma emer­gen­za», in par­ti­co­lare quelle rel­a­tive all’ospitalità degli sfol­lati negli alberghi e altri inter­ven­ti, come ad esem­pio, ulte­ri­ori demolizioni di edifici.