Il nuovo servizio, riservato ai giovanissimi, viene offerto a prezzi accessibili e convenzionati

I denti storti si curano anche in ospedale

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Di Luca Delpozzo
m.t.

I den­ti stor­ti? Sono una malat­tia sociale. Un’affermazione che potrebbe sem­brare un po’ forte, ma che tro­va una rispos­ta pre­cisa in cam­po assis­ten­ziale. Una rispos­ta spie­ga­ta dal pro­fes­sor Lui­gi Pet­tenel­la, già docente di Ortodonzia all’ di Bologna e oggi respon­s­abile del nuo­vo servizio ospedaliero di Desen­zano, che si riv­olge pro­prio alla cor­rezione dei difet­ti ortodon­ti­ci di bam­bi­ni e ragazzi. E’ un servizio impor­tante, per­chè ques­ta prob­lem­at­i­ca coin­volge la bellez­za del 70–80 per cen­to dei gio­vanis­si­mi. Sem­pre più numerosi, i ragazz­i­ni con un «apparec­chio» nel­la boc­ca; qua­si una emer­gen­za che ha costi ele­vatis­si­mi per le famiglie. Che però, almeno a Desen­zano, han­no un’alternativa «I cosid­det­ti den­ti stor­ti rap­p­re­sen­tano una prob­lem­at­i­ca non indif­fer­ente — spie­ga Pet­tenel­la -. In sostan­za, qua­si tutte le famiglie con figli sono alle prese con questo prob­le­ma. E c’è un altro aspet­to impor­tante: una ter­apia appro­pri­a­ta, cioè l’uso del famoso “apparec­chio”, ha nor­mal­mente luo­go in uno stu­dio pri­va­to, e com­por­ta costi assai ele­vati che molte famiglie non pos­sono sostenere. Abbi­amo quin­di pen­sato di affrontare il prob­le­ma offren­do una prestazione qual­i­fi­ca­ta, a costi con­tenu­ti entro la tar­if­fa min­i­ma impos­ta dall’Ordine dei Medici». Una cor­rente di pen­siero, però, dà un val­ore pura­mente esteti­co agli inter­ven­ti di ortodonzia; lei cosa risponde? «E’ un errore mador­nale, e mi per­me­t­to di seg­nalar­lo agli stes­si medici sco­las­ti­ci. Com­in­ci­amo con il premet­tere — con­tin­ua il san­i­tario — che la bellez­za in se stes­sa acquista una grande valen­za psi­co­log­i­ca, per­chè aiu­ta ad accettar­si, sem­pli­fi­ca le relazioni inter­per­son­ali e induce a man­tenere ordine e pulizia nel­la pro­pria per­sona». Ma ci sono altre impli­cazioni non psi­co­logiche? «Ci sono motivi di natu­ra stret­ta­mente med­ica che impon­gono la cor­rezione delle boc­che malmesse. Mi riferisco al cat­ti­vo fun­zion­a­men­to dell’apparato mas­ti­ca­to­rio, con con­seguen­ze facil­mente immag­in­abili; allo squilib­rio dell’ingranaggio dei den­ti, che può portare alla malat­tia paradon­tale in età adul­ta, cioè a den­ti che cadono pre­co­ce­mente; ai dis­tur­bi dell’articolazione del­la mandi­bo­la, che provo­cano dolori arti­co­lari dif­fusi al col­lo, sim­u­lan­do un’artrosi cer­vi­cale e alla tes­ta. Una cospicua per­centuale di cefalee è di orig­ine odon­to­ge­na». Quan­do è bene inter­venire sui ragazzi? «L’età migliore per iniziare un trat­ta­men­to è attorno ai nove anni, a meno che non si trat­ti del prog­enis­mo, cioè di sporgen­za del men­to: in questo caso — con­clude il pro­fes­sor Pet­tenel­la — la cura deve essere pre­coce, altri­men­ti si dovrà ricor­rere a un inter­ven­to chirur­gi­co». Insom­ma, le famiglie sono avvisate: tenete sot­to con­trol­lo i bam­bi­ni; un’attenta pre­ven­zione può evitare com­p­lessi e, soprat­tut­to, far risparmi­are un bel po’ di soldi.

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