Netta presa di posizione dopo il ricorso del Pirellone al Consiglio di Stato. Preoccupati dall’inquinamento della cava del Pirata e della Busa di Gozzolina

I Ds sfidano Formigoni: «No alla discarica»

Di Luca Delpozzo
Ilaria Martini

Uno dei prob­le­mi più urgen­ti del ter­ri­to­rio moreni­co su cui sorge Cas­tiglione delle Stiviere è l’inquinamento ambi­en­tale. Nonos­tante la sen­ten­za di qualche mese fa del Con­siglio di Sta­to, con­trario all’impugnazione (da parte del­la dit­ta bres­ciana Ambiantal Geom incar­i­ca­ta dal Pirellone di creare la famiger­a­ta dis­car­i­ca Pirossi­na, e da parte del­la Regione stes­sa) dell’ordinanza con cui il Tar di Bres­cia ave­va det­to no alla real­iz­zazione dell’impianto di rifiu­ti tossi­ci (Dgr 33969 del 29/12/97), la ques­tione rimane anco­ra aper­ta. «La Regione, come pure l’Ambiental Geo, ha pre­sen­ta­to ricor­so al Con­siglio di Sta­to — osser­va Savi­o­la, con­sigliere di mino­ran­za Ds -. Nel con­tem­po si stan­no cos­tituen­do in giudizio, in oppo­sizione al ricor­so, tutte le forze che si era­no già riv­olte al Tar. Quel­lo che emerge è una chiara volon­tà da parte del­la Regione, di Formigo­ni soprat­tut­to, di insis­tere nel vol­er costru­ire ques­ta dis­car­i­ca». Esistono però altre due annose ques­tioni ambi­en­tali che aspet­tano anco­ra di trovare una soluzione e che sono con­seguen­za di una fase dis­or­di­na­ta di cresci­ta eco­nom­i­ca del­la cit­tad­i­na aloisiana. «Innanz­i­tut­to la bonifi­ca del­la cava del Pira­ta, in local­ità Laz­zaret­to, uti­liz­za­ta in pas­sato come dis­car­i­ca per rifiu­ti indus­tri­ali dalle ex dit­ta Flu­cosit di Aso­la. Poi la Busa, un ter­reno che si tro­va nel­la frazione Goz­zoli­na, in local­ità Tes­ta, forte­mente inquina­to da sostanze nocive e can­cero­gene quali ben­zene, toluene e xilene, tut­to­ra col­lo­cate a diver­si metri di pro­fon­dità». Attual­mente si stan­no real­iz­zan­do tut­ta una serie di ver­i­fiche analitiche, in modo poi da prog­ettare nel migliore dei modi la fase del recu­pero. «Il Pirellone — affer­ma Savi­o­la — pri­ma delle elezioni region­ali ave­va finanzi­a­to 700 mil­ioni, promet­ten­do poi di finanziare il prog­et­to di recu­pero defin­i­ti­vo sti­ma­to intorno ai 13 mil­iar­di e mez­zo. Adesso, con le elezioni ormai alle spalle, con il cli­ma politi­co che si è cre­ato dopo l’allontanamento dell’ex asses­sore all’Ecologia Baruf­fi, si par­la addirit­tura di una sospen­si­va. È dif­fi­cile pen­sare di pot­er ottenere i 700 mil­ioni iniziali per arrivare alla con­clu­sione di ques­ta istrut­to­ria». Savi­o­la si dice «pre­oc­cu­pa­to anche per altre realtà: sti­amo seguen­do con mol­ta appren­sione quel­lo che sta avve­nen­do a Lona­to, dove si stan­no com­pi­en­do le anal­isi nel­la zona Tra­versi­no. I risul­tati non ci sem­bra­no per nul­la tran­quil­liz­zan­ti. Sti­amo rin­cor­ren­do le emer­gen­ze causate da decen­ni di incu­ria ambi­en­tale, peri­o­di durante i quali nel ter­ri­to­rio moreni­co è sta­to fat­to vera­mente di tut­to, in par­ti­co­lare nel ter­ri­to­rio di Lona­to e Desen­zano, dove nelle cave di ghi­a­ia di but­ta­va qual­si­asi tipo di sostan­za. Quel­lo che ci pre­oc­cu­pa anco­ra di più è il fat­to che esis­tano molte realtà nascoste che rap­p­re­sen­tano poten­zial­mente una mina vagante per la qual­ità ambi­en­tale e la salute dei cittadini».