Questionario per i ragazzi del paese tra gli 11 e i 16 anni. Tanto sport fino a 13, poi l’abbandono. Il 32 per cento degli intervistati passa il tempo libero a casa

I giovani? Qui vince la noia

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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

L’associazione «La Fonte» di San Felice, pre­sente sul ter­ri­to­rio dal 2003 con lo scopo di pro­muo­vere la parte­ci­pazione dei cit­ta­di­ni alla vita polit­i­ca e civi­ca del comune, ha pre­sen­ta­to alla cit­tad­i­nan­za l’esito di una ricer­ca effet­tua­ta nei mesi scor­si. L’associazione da tre anni svolge ricerche per miglio­rare la conoscen­za delle per­sone che vivono nel paese e le loro prob­lem­atiche, ques­ta vol­ta si è ded­i­ca­ta ai gio­vani. Infat­ti sono andati ad ascoltare i ragazzi, res­i­den­ti a San Felice, di età com­pre­sa tra gli 11 ed i 16 anni, anche se inizial­mente dove­vano essere pre­si in con­sid­er­azione i ragazzi dai 10 ai 19 anni, ma la dif­fi­coltà di con­tattare gli ultrasedi­cen­ni ha fat­to desistere gli orga­niz­za­tori. Si trat­ta comunque di una fas­cia d’età sig­ni­fica­ti­va per le trasfor­mazioni che la carat­ter­iz­zano: il del­i­ca­to pas­sag­gio dall’infanzia all’adolescenza. Il ques­tionario, che ha lo scopo di effet­tuare una ragion­a­ta del mon­do gio­vanile, in modo da con­sid­er­arne le esi­gen­ze sec­on­do i bisog­ni reali, è sta­to real­iz­za­ta da Mario Rosi­na, Oscar Lanci­ni, Loren­za Bac­co­lo, Clau­dia Turi­na, Mau­r­izia Di Marzio, con la col­lab­o­razione delle scuole locali che han­no mate­rial­mente dis­tribuito i ques­tionari ai ragazzi. L’indagine ha riguarda­to 108 gio­vani (il 58% res­i­dente a San Felice, il 41% a Portese e l’1% a Cisano) ed ha pun­ta­to l’attenzione sui rap­por­ti con la scuo­la, il tem­po libero ed i desideri e le aspet­ta­tive dei gio­vani. E’ emer­so che fino alla terza media i ragazzi fre­quen­tano la scuo­la di San Felice, ambi­ta per la qual­ità dell’offerta didat­ti­ca; men­tre per la scelta del­la scuo­la supe­ri­ore, sebbene non ci siano con­dizion­a­men­ti da parte di ami­ci o gen­i­tori, i ragazzi preferiscono scegliere un isti­tu­to non lon­tano da casa, che li obb­ligherebbe a pas­sare molto tem­po sui mezzi di trasporto. Inoltre i ragazzi di 11 e 12 anni prat­i­cano molto sport, men­tre dai 13 in poi o l’attività diven­ta ago­nis­ti­ca, o viene abban­do­na­ta. Anche se una nota pre­oc­cu­pante è il fat­to che ben il 21% degli inter­vis­ta­ti non prat­i­ca sport. Tra chi invece lo fa, il 18% gio­ca a cal­cio; il 13% dan­za; l’11% gio­ca a pallavo­lo; il 10% il ten­nis, 7% nuo­to; 5% bas­ket e vela e can­ot­tag­gio; 4% sci; 3% karate ed equi­tazione. Il 91% ha scel­to lo sport sen­za con­dizion­a­men­ti, men­tre il 9% lo ha scel­to per­ché è l’unico sport che può prati­care in paese, ed il 3% per­ché può rimanere con gli ami­ci. Infat­ti il 62% prat­i­ca lo sport fuori paese e tra questi l’83% sono quindi­cen­ni. Per quan­to riguar­da la parte­ci­pazione alle asso­ci­azioni (, ban­da, ora­to­rio o altro) pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio, si nota una dis­gregazione fra le asso­ci­azioni e la man­can­za di una rete di col­lega­men­to tra esse. I ragazzi di 15 anni han­no trova­to un vuo­to asso­cia­ti­vo sul ter­ri­to­rio e nel­la total­ità, se fre­quen­tano asso­ci­azioni, non sono sul ter­ri­to­rio di San Felice. Men­tre i ragazzi di 14 e 16 anni fre­quen­tano l’oratorio, gra­zie ad un’offerta di cat­e­chis­mo che con­di­vide val­ori ed espe­rien­ze. Scout e ban­da, invece, han­no trova­to strate­gie vin­cen­ti ed han­no trova­to nuovi parte­ci­pan­ti, riv­i­tal­iz­zan­dosi come asso­ci­azioni. Il 61% affer­ma di avere abbas­tan­za tem­po libero, il 17% molto, il 22% poco ed il 4% non ne ha pro­prio. L’altro dato che l’associazione «La Fonte» non pen­sa­va di incon­trare è che il 32% degli inter­vis­ta­ti pas­sa il tem­po libero a casa, men­tre il 19% al cin­e­ma e l’8% in dis­cote­ca o altro. «Restano molto alte le per­centu­ali di quei ragazzi — ha dedot­to l’associazione «La Fonte» — che non prat­i­cano nes­suno sport, non fre­quen­tano nes­suna asso­ci­azione e pas­sano il tem­po fra le mura di casa, davan­ti al tele­vi­sore o al com­put­er o comu­ni­can­do con i coetanei tramite sms e a cui il ter­ri­to­rio non ha offer­to o non riesce ad offrire una pos­si­bil­ità di aggregazione». Le attiv­ità più desider­ate sul ter­ri­to­rio sono la pisci­na, un campet­to, ma più di tut­to ad uno spazio flessibile, anche una sola stan­za, che pos­sa essere fruito per varie attiv­ità. Un luo­go che pos­sa dar la pos­si­bil­ità ai ragazzi di esprimer­si nel sen­so più ampio, come vogliono, sec­on­do le pro­prie esi­gen­ze. «I nos­tri tem­pi han­no per lo più tem­po libero – ha con­clu­so Mario Rosi­na – ma sono mes­si nelle con­dizioni migliori per uti­liz­zar­lo bene?». Agli adul­ti l’ardua risposta.

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