Un ricco carnet di iniziative e il cambio al vertice: presidente è Alberta Fioretti

I Lions puntano sul «rosa»

25/06/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
M.TO.

Cam­bio del­la guardia alla pres­i­den­za del Lions Club di Sirmione. Ed è un cam­bio tut­to al fem­minile: a Luigia Sonci­na, che ha guida­to il club negli ulti­mi due anni, è suc­ce­du­ta Alber­ta Fioret­ti, avvo­ca­to, che avrà ai suoi fianchi Pino Messi­nese, conosci­u­to impren­di­tore nel set­tore dei cos­meti­ci per aver gesti­to per 48 anni l’omonima pro­fume­ria di Desen­zano, e Lau­ra Parlavec­chio, sti­ma­ta psichi­a­tra dell’azienda ospedaliera di Desen­zano, oltre ad un diret­ti­vo. Il club di Sirmione ha vis­to fra i suoi fonda­tori, oltre a Messi­nese, anche Amedeo Maria Cor­so e Ines Micuc­ci. Ma la ser­a­ta al Grand Hotel è sta­ta anche l’occasione per fes­teggia­re il 12esimo com­plean­no del club che, dopo aver attra­ver­sato qualche peri­o­do di dif­fi­coltà inter­na, pare adesso usci­to dall’impasse. Già con Luigia Sor­ci­na è sta­ta impres­sa una decisa accel­er­azione alle inizia­tive, come gli incon­tri con Mar­co Goldin o le spon­soriz­zazioni di altri nuovi club. Pro­prio nei giorni scor­si a Bedi­z­zole è sor­to il pri­mo Lions Club, del­la cui nasci­ta c’è la mez­za pater­nità dei «cug­i­ni» di Sirmione. Tra gli ospi­ti, il respon­s­abile di cir­co­scrizione dei Lions Achille Mat­tei, che ha breve­mente ricorda­to gli impeg­ni di sol­i­da­ri­età che fino­ra han­no con­trad­dis­tin­to l’attività: il sosteg­no al futuro cen­tro onco­logi­co «Lauda­to sì» di Riv­oltel­la che si pro­trar­rà fino al prossi­mo anno. E anco­ra, la rac­col­ta di fon­di per lot­ta alla cecità (qua­si 220 mil­ioni di euro da tutt’Italia) alla quale il club sirmionese ha saputo rispon­dere con gen­erosità e, infine, quel­li des­ti­nati al Pro­gram­ma Ali­menta­re Mon­di­ale (Pam). Quan­to ai pro­gram­mi futuri, sem­pre Mat­tei ha annun­ci­a­to l’impegno dei lions del Gar­da per la sis­temazione di cip­pi e lapi­di del­la zona risorg­i­men­tale di San Mar­ti­no del­la Battaglia e lo sco­pri­men­to, quale gesto di fratel­lan­za tra i popoli, di una lapi­de in memo­ria di un nobile sloveno mor­to nel­la battaglia del 1859.