Il campionato è alla fase finale Soddisfatti sia gli operatori che i giocatori sulla sedia a rotelle E da lunedì al via a Bogliaco gli iridati di vela per non vedenti

I mondiali di tennis fanno bene al turismo

21/09/2002 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Tremosine

L’al­to Gar­da sta offren­do un set­tem­bre all’in­seg­na del­lo sport a liv­el­lo mon­di­ale. A Tremo­sine è in dirit­tura d’ar­ri­vo il cam­pi­ona­to del mon­do di ten­nis su sedia a rotelle men­tre, dal 23 al 29, a Bogli­a­co, sarà in vet­ri­na il Cam­pi­ona­to mon­di­ale di vela per non veden­ti. Ma se la vela è favorita da lago e ven­to, in col­lab­o­razione con i cir­coli sportivi, il ten­nis è figlio di deci­sioni prese negli anni ’70 e ’80 quan­do a Tremo­sine (ma anche a Tig­nale) sono spun­tati come funghi campi in ter­ra bat­tuta: una scelta di carat­tere sporti­vo, basa­ta su moti­vazioni di natu­ra tur­is­ti­ca e, di con­seguen­za, eco­nom­i­ca. Quan­to all’aspet­to sporti­vo, le set­ti­mane mon­di­ali altog­a­rde­sane garan­tis­cono spet­ta­co­lo con atleti di caratu­ra mon­di­ale e olimpi­ca. Ne trae ben­efi­cio l’im­mag­ine delle due local­ità anche se, aggiunge qual­cuno, i ten­nisti che si affrontano in questi giorni a Tremo­sine e che offrono eccel­len­ti esi­bizioni, meritereb­bero forse qualche spet­ta­tore in più. Per il tur­is­mo, set­tem­bre è anco­ra un mese buono, si sente dire, specie dopo una sta­gione bal­bet­tante e dai risul­tati altal­enan­ti come ques­ta. Even­ti come quel­li in atto avreb­bero pro­roga­to la sta­gione se pro­gram­mati per otto­bre. Ma, impeg­ni e cal­en­dari sportivi a parte, le con­dizioni meteo avreb­bero potu­to ren­dere ris­chiosa la scelta di questo mese. Di tut­to rispet­to i numeri che le due man­i­fes­tazioni met­tono in cam­po: 270 iscrit­ti al mon­di­ale ten­nis­ti­co tremosi­nese su sedia a rotelle, anche se qual­cuno ha dato for­fait. Ad accom­pa­gnare gli atleti, lo staff tec­ni­co, molti famil­iari e qualche ami­co. Di poco infe­ri­ore il numero di velisti non veden­ti che si darà battaglia a Bogli­a­co: ben 250, anche in questo caso con accom­pa­g­na­tori, par­en­ti e ami­ci. A Tremo­sine, l’in­au­gu­razione è avvenu­ta con il pas­sag­gio di aerei e lan­cio di para­cadutisti. Gli incon­tri si alter­nano tra sin­go­lari e doppi, maschili e fem­minili. «Uno spet­ta­co­lo nel­lo spet­ta­co­lo — com­men­ta Clau­dio Giun­tel­li, pres­i­dente del­la Pro loco -. Si vedono questi ragazzi dar­si battaglia con agilità e grin­ta. Si res­pi­ra un cli­ma di alle­gria». Faus­to Mari­ni (res­i­dence «La Per­ti­ca») ospi­ta alcu­ni atleti tra cui il cam­pi­one del mon­do uscente, l’olan­dese Robin Ammer­laar. «È un even­to mon­di­ale, molto sig­ni­fica­ti­vo per Tremo­sine. Gli atleti? Sono per­sone eccezion­ali, cor­rette, gen­tili e soprat­tut­to alle­gre. Una cosa che colpisce in loro? La grin­ta che met­tono in cam­po: si get­tano con cat­tive­ria sul­la pal­li­na». Alla base di una man­i­fes­tazione, che richia­ma alcune centi­na­ia di atleti su sedia a rotelle, sta il fat­to che le strut­ture del luo­go siano all’altezza. «Siamo in gra­do di accettare i gio­ca­tori e sono ben servi­ti, altri­men­ti non avrebbe sen­so» com­men­ta Luig­i­no Peri­ni, del­l’ho­tel Pine­ta Campi, e aggiunge di «avere l’im­pres­sione che tut­ta Tremo­sine si sia mossa nel­la direzione di un’ac­coglien­za all’al­tez­za». Anna Leone­sio, del­l’Ho­tel Sole di Vesio e con­sigliere comu­nale, rac­con­ta «che molti ten­nisti si stupis­cono del­la bellez­za del luo­go, anche se proven­gono a loro vol­ta da local­ità cele­bri. Prob­le­mi ce ne sono sta­ti tan­ti, ma sono sta­ti superati soprat­tut­to dal Comune e gra­zie alla Regione. Quan­to all’in­con­tro tra i res­i­den­ti e ospi­ti, c’è da dire che gli sportivi ci stan­no dan­do non solo lezione di ten­nis ma anche di vita». Francesco Rossi, del­l’ho­tel Mirala­go di Pieve: «Siamo rimasti sul liv­el­lo di affluen­za tur­is­ti­ca delle pas­sate sta­gioni. I ten­nisti? L’im­mag­ine ne guadagna cer­ta­mente, anche se in ter­mi­ni di aumen­to delle pre­sen­ze non ci dis­cos­ti­amo dal consueto».

Parole chiave: