C'è una spiegazione scientifica alla mucillaggine degli ultimi giorni. L'acqua del lago si è capovolta

I nutrienti salgono, l’alga prolifera

22/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Anche la dot­tores­sa Chiara De Francesco, respon­s­abile del Lab­o­ra­to­rio provin­ciale di por­to San Nicolò, è con­vin­ta — come l’idro­bi­ol­o­go Alvise Vit­tori, da noi inter­pel­la­to ieri — che l’in­con­sue­ta e pre­oc­cu­pante pro­lif­er­azione del­l’an­abae­na (la microal­ga che da una deci­na di giorni si sta ammas­san­do nel’al­to Gar­da) sia un fenom­e­no passeg­gero, dovu­to alle tem­per­a­ture dell’acqua.«L’ultimo ril­e­va­men­to — ci dice — lo abbi­amo fat­to, nel cen­tro del gol­fo rivano, nel­la gior­na­ta di mer­coledì. I cam­pi­oni d’ac­qua prel­e­vati, esam­i­nati in lab­o­ra­to­rio, han­no mostra­to una den­sità di cel­lule algali (che sono poi quelle che stan­no dan­do una col­orazione ver­das­tra al lago, ndr) più o meno uguale a quel­la dei prece­den­ti ril­e­va­men­ti. La situ­azione, dunque, è sta­bile. All’inizio del­la prossi­ma set­ti­mana pro­cer­e­mo con altre cam­pi­ona­ture, per mon­i­torare ulte­ri­or­mente la situ­azione, che dal pun­to di vista sci­en­tifi­co è sicu­ra­mente da tenere d’occhio».Quanto alle cause che han­no fat­to pro­lif­er­are mil­ioni di anabaene — dan­do luo­go al largo a lunghe strisce di poltiglia gial­lo-ver­dog­no­la, e nei por­ti di Riva e Tor­bole a tor­bi­di ammas­si brut­ti da vedere e anco­ra peg­gio da annusare — la dot­tores­sa De Francesco ripete ed amplia le spie­gazioni di Vit­tori. L’in­soli­ta sta­gione, con l’ac­qua più fred­da del soli­to ha prov­ca­to il capo­vol­gi­men­to degli strati d’ac­qua. Sono salite così in super­fi­cie le acque dei fon­dali (anche quelle a meno 350 metri), noto­ri­a­mente più ric­che dei cosid­det­ti «nutri­en­ti», fos­fati e nitrati, che rap­p­re­sen­tano, a dirla banal­mente un cibo ghiot­tis­si­mo per le microal­ghe, che dunque si sono moltiplicate.«Di stra­no c’è — aggiunge la stu­diosa — che questi capo­vol­gi­men­ti d’ac­qua in genere sono cicli­ci. Si ver­i­f­i­cano ogni sette-dieci anni. Invece, dopo l’ul­ti­mo episo­dio del 1992, li abbi­amo riscon­trati nel 1999 e quest’an­no. Però non si può par­lare di inquina­men­to, per­chè medi­a­mente, cal­colan­do cioè tut­ta la colon­na d’ac­qua che sale dal fon­do fino alla super­fi­cie, la per­centuale di nutri­en­ti dis­ci­olti è sem­pre quel­la. Non ci sono sta­ti peg­gio­ra­men­ti: è questo il dato da tenere in considerazione».