Ora si cerca il riscatto nel volo per Limone

I parapendisti mancano il bersaglio

23/08/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Katia Toninelli Katia Toninelli

A Fer­ragos­to si è vis­to di tut­to, code chilo­met­riche, spi­agge affol­latis­sime, invase da ombrel­loni e sdrai, gente che per fare il bag­no nelle acque del Gar­da è arriva­ta da ogni luo­go, persi­no dal cielo. C’è chi infat­ti si è lan­ci­a­to con il pro­prio para­pen­dio dalle vette del Bal­do (trat­to Spino) per atter­rare in acqua. Il «Paras­plash», man­i­fes­tazione orga­niz­za­ta dal Paraglid­ing Mal­ce­sine, quest’an­no si è svol­ta pro­prio il giorno di Fer­ragos­to; purtrop­po a San­t’An­na (26 luglio) i para­pendisti non han­no potu­to volare a causa del­l’O­ra trop­po forte. «Di soli­to ques­ta man­i­fes­tazione», spie­ga Clau­dio Benedet­ti (Bom­ba), appas­sion­a­to di questo sport e socio del club Paraglid­ing Mal­ce­sine, «si svolge il giorno di San­t’An­na; quest’an­no però il ven­to sof­fi­a­va trop­po forte, sia in decol­lo (50 Km/h) che in atter­rag­gio, non era­no sicu­ra­mente le con­dizioni migliori per volare, così abbi­amo rimanda­to». L’e­si­bizione del «Paras­plash» con­siste in un tuffo nel vuo­to da trat­to Spino per atter­rare poi nelle acque anti­s­tan­ti al por­to di Mal­ce­sine nel ten­ta­ti­vo di cen­trare una pic­co­la pisci­na di plas­ti­ca posizion­a­ta fuori dal molo. Già dal­la pri­ma edi­zione (nel ’91) quest’evento ha riscos­so un notev­ole suc­ces­so; l’abbinamento volo libero con atter­rag­gio in acqua sem­bra infat­ti trovare il con­sen­so e l’entusiasmo del pub­bli­co, che ogni anno si fa sem­pre più numeroso. La piaz­za ed il molo di Mal­ce­sine era­no infat­ti gremi­ti di gente, che con ansia atten­de­vano di vedere le acrobazie e gli atter­rag­gi dei temer­ari piloti. «Le con­dizioni atmos­feriche», spie­ga Clau­dio, era­no otti­mali per volare, pro­prio quelle ide­ali. In decol­lo il ven­to sof­fi­a­va a 15 Km/h, men­tre in atter­rag­gio non ve n’era affat­to, inoltre l’acqua era cal­da». Sono decol­lati in ven­ti, alle otto di sera, dal­l’am­pio pra­to che il monte offre agli appas­sion­ati di volo libero, in gran parte piloti iscrit­ti al club melsi­neo. Nes­suno però è rius­ci­to a cen­trare l’o­bi­et­ti­vo, diver­tendo ospi­ti e tur­isti: i piloti uno dopo l’al­tro sono, infat­ti, tut­ti fini­ti in acqua. «È sta­to dif­fi­cile cen­trare la zat­tera», con­clude Clau­dio, «per­ché non essendo­ci ven­to (in quelle con­dizioni atmos­feriche il volo viene defini­to «plana­ta») si atter­ra più velo­ce­mente. Non vi era infat­ti una cor­rente ascen­sion­ale, né ter­mi­ca, né dinam­i­ca, che ci tene­va in volo, e che ci dava per cui il tem­po di ind­i­riz­zarci ver­so l’ob­bi­et­ti­vo. Questo sport non è peri­coloso se si adot­tano gli adeguati sis­te­mi di sicurez­za, e se si vola in con­dizioni atmos­feriche favorevoli». A garan­tire il recu­pero dei para­pendisti vi era­no due gom­moni del­la Fraglia Vela e tre imbar­cazioni che l’or­ga­niz­zazione ave­va con­tat­ta­to. In palio niente, solo la voglia di volare, che sem­pre di più con­ta­gia tur­isti e res­i­den­ti. Il 10 set­tem­bre ad atten­dere i piloti di Mal­ce­sine saran­no i tur­isti di Limone; è infat­ti pre­vista una tra­ver­sa­ta in volo del lago, sem­pre con parten­za da trat­to Spino. L’or­mai famosa man­i­fes­tazione conosci­u­ta come «Naf­ta Wacht», che atti­ra cir­ca 200 piloti da ogni parte del mon­do, e che si svolge soli­ta­mente i pri­mi di otto­bre, quest’an­no potrebbe non aver luo­go, a causa di prob­le­mi organizzativi.

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