Dal Sovrintendente del Lazio un parere sulle vetrate contese

I portici di piazza, caso nazionale

23/05/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Il brac­cio di fer­ro fra comune di Riva e provin­cia di Tren­to a propos­i­to delle chiusure con vetrate dei por­ti­ci di piaz­za Tre Novem­bre, è diven­ta­to ques­tione di por­ta­ta nazionale da quan­do il Tar di Tren­to, un paio di set­ti­mane addi­etro, ha deciso di fare ricor­so al Sovrin­ten­ten­dente ai beni cul­tur­ali del Lazio, architet­to Costan­ti­no Cen­troni, per un parere che sia davvero super partes. Il comune di Riva da parte sua accetta la sfi­da e rilan­cia con Michelan­ge­lo Lupo.La dia­tri­ba nasce quan­do il comune avvia l’e­lim­i­nazione delle scon­cezze cresciute in anni d’a­n­ar­chia in piaz­za. Per ottenere lo sman­tel­la­men­to del­l’e­sistente in via paci­fi­ca e sen­za forza­ture (sem­pre prob­lem­atiche quan­do ad eserci­tar­le sia un comune con­tro un pri­va­to riot­toso e garan­ti­to) il comune promette il per­me­s­so di chi­ud­ere i por­ti­ci cinque­cen­teschi, uti­liz­za­ti dai ris­tora­tori come plateati­co inver­nale aper­to e pro­tet­to ad un tem­po. Il prog­et­to dei nuovi cristal­li reca la fir­ma di Bernard Win­kler: ma alla provin­cia non piace. Un alber­ga­tore, fidan­dosi del comune, accor­cia un po’ i tem­pi e real­iz­za esat­ta­mente quan­to ha con­corda­to col munici­pio. Non l’avesse mai fat­to: gli piovono sul capo gli strali provin­ciali, qua­si fos­se un vol­gare mal­fat­tore. Il comune non può digerire l’af­fron­to e ricorre al Tar con­tro la provin­cia. I giu­di­ci ammin­is­tra­tivi in pri­ma istan­za deci­dono che per delib­er­are han­no bisog­no d’un parere d’es­per­to, tale da indi­care oltre ogni legit­ti­mo sospet­to se l’opera con­sen­ti­ta dal comune con­trasti con l’ar­mo­nia del com­p­lesso architet­ton­i­co. Il Tar nom­i­na quin­di un con­sulente l’uf­fi­cio, e lo prende impor­tante, un luminare: nien­te­meno che il Sovrin­ten­dente ai beni cul­tur­ali del Lazio, un’ autorità di liv­el­lo nazionale. Riva, da parte sua, non mol­la, e con­ferisce all’ar­chitet­to Michelan­ge­lo Lupo l’in­car­i­co di con­trod­e­durre. E’ prob­a­bile che i Beni cul­tur­ali del­la provin­cia sceglier­an­no un per­i­to di parte. Ma quel Moli­nari che regge le sor­ti del­l’asses­so­ra­to trenti­no non lo stes­so che come sin­da­co di Riva approvò pro­prio quel tipo di chiusura dei portici?