Degli Albertini, Pedron e Zeni riconfermati al vertice amministrativo. Il Consorzio di tutela del vino ha modernizzato la categoria

I produttori puntano sulla tipicità

19/03/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Giuseppe Degli Alber­ti­ni, Emilio Pedron e Gae­tano Zeni sono sta­ti con­fer­mati al ver­tice del Con­siglio di ammin­is­trazione del Con­sorzio tutela , rispet­ti­va­mente come pres­i­dente e vicepres­i­den­ti. Una rielezione che pre­mia il lavoro svolto dai rap­p­re­sen­tan­ti delle tre cat­e­gorie di viti­coltori, vini­fi­ca­tori e imbot­tiglia­tori, com­p­lessi­va­mente poco meno di 900 soci che cos­ti­tu­is­cono un’associazione inter­pro­fes­sion­ale di cat­e­go­ria sen­za scopo di lucro, per la tutela, la val­oriz­zazione e la cura gen­erale degli inter­es­si rel­a­tivi alla denom­i­nazione del vino Bar­dolino. Il con­sorzio è sta­to cos­ti­tu­ito per la pri­ma vol­ta nel 1926 per la dife­sa del vino tipi­co Bar­dolino, vino che poi 1968 ha ottenu­to il riconosci­men­to del­la denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta. Ma è negli anni ’90 che affio­ra all’interno del Con­sorzio quel nuo­vo, sig­ni­fica­ti­vo impul­so di rin­no­va­men­to per ottenere il riconosci­men­to del­la docg (denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta e garan­ti­ta). Di fronte alla riduzione del con­sumo di vino e alla con­tem­po­ranea evoluzione del­la doman­da in ter­mi­ni qual­i­ta­tivi, si rende indis­pens­abile un tem­pes­ti­vo rin­no­va­men­to dei cri­teri di pro­duzione viti­co­la. In che modo? Presto det­to. Sec­on­do gli esper­ti più avve­du­ti, ottimiz­zan­do il rap­por­to tra vit­ig­no e ambi­ente, local­iz­zan­do la viti­coltura in aree di sicu­ra vocazione. In breve, nel pro­muo­vere la qual­ità difend­en­do la tipic­ità: obi­et­ti­vo che il Con­sorzio ha rag­giun­to nel 2001 con il riconosci­men­to del­la Denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta e garan­ti­ta del vino Bar­dolino Supe­ri­ore. Una nor­ma­ti­va quel­la attuale, come met­tono del resto in risalto Luciano Bonuzzi e Giulio Liut nel­la nota intro­dut­ti­va al vol­ume «Il Bar­dolino dai vit­ig­ni di qual­ità», che pur con­fer­man­do uno spazio più largo a quei vit­ig­ni del­la tradizione che garan­tis­cono la tipic­ità del bar­dolino, offre un ven­taglio di pos­si­bil­ità oper­a­tive «più mor­bide, più flessibili, più adeguate ai tem­pi». Un bar­dolino, in sin­te­si, a doppio bina­rio: un vino leg­gero, brioso, ido­neo al con­sumo quo­tid­i­ano, da una parte, e dall’altra un bar­dolino dai sapori più sicuri, dal­la riconosci­bil­ità più evi­dente. L’impegno del Con­sorzio è per­tan­to riv­olto a val­oriz­zare un prodot­to tan­to pres­ti­gioso, anco­ran­do­lo al ter­ri­to­rio di produzione.

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