Il consiglio Unicef parla in sei lingue. «Rispettate il diritto all’uguaglianza»

I ragazzi e l’integrazione

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Han­no salu­ta­to in ital­iano, arabo, polac­co, tedesco, bosni­a­co, inglese, i bam­bi­ni di quin­ta ele­mentare che han­no espos­to ai con­siglieri comu­nali le loro osser­vazioni sui dirit­ti dei più pic­coli nell’ambito dell’iniziativa Unicef del sin­da­co «difen­sore ide­ale dei bam­bi­ni». Lo han­no fat­to per sot­to­lin­eare la pre­sen­za di varie cul­ture in una scuo­la sem­pre più mul­tiet­ni­ca. «La scuo­la sta affrontan­do la sfi­da dell’integrazione», ha dichiara­to Mau­r­izio Tencheni, diri­gente sco­las­ti­co dell’istituto com­pren­si­vo, «con la con­sapev­olez­za, emer­sa anche dalle ricerche degli alun­ni, che sta cam­bian­do il mon­do fuori: sono 481 gli stranieri res­i­den­ti qui ed apparten­gono a 38 diverse nazion­al­ità». Pro­prio per illus­trare il dirit­to all’uguaglianza una classe ha scrit­to la sto­ria di Jean Pierre, un bam­bi­no di orig­ine francese la cui erre mos­cia e la cui prove­nien­za geografi­ca, pri­ma viste come un difet­to, diven­tano alla fine un pre­gio. «I ragazzi han­no scel­to il rac­con­to e il fil­ma­to, cura­to dal fotografo Gior­gio Rov­ina», ha affer­ma­to Luisa Oliosi, l’insegnante che ha segui­to le fasi dell’iniziativa, «per par­lare anche di dirit­to a pro­teggere l’ambiente, alla salute, al gio­co». I bam­bi­ni han­no poi pos­to domande e invi­ta­to l’Amministrazione ad oper­are conc­re­ta­mente, come orga­niz­zare e sorveg­liare meglio gli spazi ded­i­cati al gio­co dei bam­bi­ni, per evitare le sopraf­fazioni dei più gran­di, come pure quel­la di creare un per­cor­so vita per chi vuole ten­er­si in for­ma. Sul­la stes­sa fal­sari­ga anche l’esigenza di dis­porre di una pisci­na. «Vi accon­tenter­e­mo a metà», ha rispos­to il sin­da­co Faus­to Sachet­to, «per­ché un per­cor­so del­la salute sarà a breve real­iz­za­to lun­go il Min­cio, men­tre la pisci­na non è alla nos­tra por­ta­ta. Comunque esistono nel nos­tro ter­ri­to­rio i parchi acquati­ci». Altre sto­rie sot­to­lin­eano come la natu­ra appa­ia un ele­men­to indis­pens­abile per queste gio­vani penne che aus­pi­cano di vedere il palazzet­to del­lo sport immer­so nel verde e la pista lun­go il Min­cio pri­va di mac­chine, oltre a chiedere al Comune di inter­venire per ten­er bene i cas­sonet­ti e svuo­tar­li tem­pes­ti­va­mente. «Ogni anno ne com­pri­amo un centi­naio», ha sostenu­to Gior­gio Vicen­ti­ni, l’assessore all’ecologia, il quale ha ricorda­to come sia pos­i­ti­vo che il 40/50 per cen­to delle aziende agri­cole uti­lizzi la lot­ta inte­gra­ta, riducen­do così il con­sumo di pes­ti­ci­di. È sta­ta infine ripro­pos­ta da Tencheni la pit­tura dei cas­sonet­ti come abbel­li­men­to e come occa­sione di cre­ativ­ità per i vari liv­el­li di scuola.

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