Gli scavi fanno pensare a un sito industriale del sedicesimo secolo Il sito archeologico potrebbe coniugarsi col Museo della carta che aprirà a fine mese

I resti di una cartiera di 500 anni fa emergono fra arcate e ceramiche

25/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Toscolano Maderno

Archi, mate­ri­ale da costruzione, ceramiche. Tut­to induce ad attribuire al sito arche­o­logi­co almeno mez­zo mil­len­nio di vita. La local­ità nel­la quale si è sca­v­a­to in queste set­ti­mane si chia­ma «Gat­to» e si tro­va poco pri­ma di Luseti, nel­la , alle spalle di Toscolano Mader­no. E ciò che va riemer­gen­do è, appun­to, una cartiera. I lavori (del­la dura­ta di 3 set­ti­mane) si sono svolti sot­to la direzione sci­en­tifi­ca di Giampiero Bro­gi­o­lo, Car­lo Simoni e del­la Soprint­en­den­za per i beni Ambi­en­tali e Architet­toni­ci. «Prob­a­bil­mente ci tro­vi­amo di fronte ad un edi­fi­cio abban­do­na­to già tre sec­oli fa e che, in segui­to, ha accusato alcu­ni crol­li». Dopo l’indis­pens­abile fase pre­lim­inare di rip­uli­tu­ra, avvenu­ta con l’u­ti­liz­zo di qualche rus­pa, una deci­na di stu­den­ti uni­ver­si­tari del­l’ di Pado­va è all’­opera, sot­to la direzione di Lisa Cervi­ni, lonatese, assis­tente del­lo stes­so Bro­gi­o­lo. L’in­ter­ven­to in ques­tione è sta­to pro­pos­to da Mire­lia Scud­el­lari, Pres­i­dente del­l’Asar (Asso­ci­azione Stori­co Arche­o­log­i­ca del­la Riv­iera) al Comune di Toscolano Mader­no. Ma la com­p­lessa e sig­ni­fica­ti­va oper­azione coin­volge anche gli «Ami­ci di Luseti» e la Comu­nità mon­tana del Par­co del­l’Al­to Gar­da Bres­ciano. Questo pri­mo inter­ven­to, spie­gano Bro­gi­o­lo e Simoni, sarà segui­to da un’al­tra cam­pagna di scavi, pro­gram­ma­ta per il prossi­mo anno. Per­ché pro­prio su questo sito? Si presta­va più di altri e, in queste tre set­ti­mane, sono state ripor­tate alla luce trac­ce del pas­sato di notev­ole inter­esse. Il tut­to attra­ver­so un’­op­er­azione dai costi con­tenu­ti, con man­od­opera presta­ta a tito­lo volon­tario: oltre agli stu­den­ti sono all’­opera anche alcune Guardie Eco­logiche. «I lavori iniziali — con­tin­ua Bro­gi­o­lo — riguardano la pulizia dei piani d’u­so, lo svuo­ta­men­to delle canalette, e un con­sol­i­da­men­to gen­erale. A lavoro ulti­ma­to sarà inter­es­sante col­lo­care alcu­ni pan­nel­li didas­cali­ci, in modo che chi­unque pos­sa indi­vid­uare e riconoscere ciò che gli sta di fronte». Dopo i pri­mi scavi sono emer­si ele­men­ti di sicuro inter­esse, com­pre­sa una strut­tura semi­cir­co­lare, col­le­ga­ta ad un ambi­ente a vol­ta, in direzione Est-Ovest. Ci si tro­va di fronte a gran­di aper­ture, a una seri­o­la alta par­al­lela ad un’al­tra che corre più in bas­so, a strat­i­fi­cazioni. Ci si tro­va di fronte sono tre ambi­en­ti, oltre ad uno aggiun­to suc­ces­si­va­mente (prob­a­bil­mente nel 1600–1700), sca­v­a­to per buona parte nel­la roc­cia. Un que­si­to riguar­da un cop­er­chio in pietra, del diametro di un metro e mez­zo. A cosa pote­va servire? Altre domande, sul­l’u­ti­liz­zo del­l’in­tero edi­fi­cio, atten­dono rispos­ta: era adibito solo alla pro­duzione car­taria? In defin­i­ti­va, comunque, si sta cam­mi­nan­do ver­so la val­oriz­zazione del­la Valle delle Cartiere e questi lavori seguono l’alles­ti­men­to del «» real­iz­za­to dal­l’As­so­ci­azione lavo­ra­tori anziani del­la Cartiera di Toscolano, affi­an­cati dal Comune, dal­la Provin­cia e dal­la Cartiera Marchi. Il Museo ver­rà inau­gu­ra­to il prossi­mo 28 set­tem­bre. Quan­to all’in­tero prog­et­to di recu­pero del­la Valle delle Cartiere (vi si sta lavo­ran­do dal 2001), si mostra com­p­lesso e riprende il prog­et­to di recu­pero e val­oriz­zazione del­la Valle di Luciano Lus­sig­no­li e Car­lo Simoni, ste­so tem­po fa per con­to del­la Comu­nità Par­co. L’at­tuale inter­ven­to è pro­mosso dal Comune di Toscolano Mader­no, con parte­ci­pazione eco­nom­i­ca di Provin­cia, Comu­nità Mon­tana, fon­di Region­ali ed europei. Car­lo Simoni: «Per la pri­ma vol­ta nel­la nos­tra provin­cia, si inter­viene con questo meto­do su un’area di arche­olo­gia indus­tri­ale. Si sta anche inizian­do l’in­ter­ven­to di mes­sa in sicurez­za del­la parte iniziale del­la valle. Ora si pen­sa alla real­iz­zazione di un sis­tema di infor­mazione dif­fu­so, attra­ver­so dis­sem­i­nazione di pan­nel­li illus­tra­tivi dei siti, con chi­avi di let­tura del ter­ri­to­rio: flo­ra, fau­na, mor­folo­gia, storia».