Una sessantina in tutto le tesserine magnetiche predisposte dall'Apm ritirate dai residenti aventi diritto allo sconto L'albergatore vorrebbe utilizzarla per i clienti, se fosse consentito

I rivani snobbano la sosta a pagamento

23/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La strate­gia del­l’Al­to Gar­da parcheg­gi prevede l’ap­pli­cazione d’u­na tar­if­fa scon­ta­ta (mez­zo euro anzichè 1 intero) per ogni ora di sos­ta nelle zone a paga­men­to. Solo che i rivani non han­no la min­i­ma inten­zione di pagare per parcheg­gia­re l’au­to, e pun­tano decisi sul cos­to zero.Il dato risul­ta dal dis­in­ter­es­so sovra­no con cui è segui­ta l’op­er­azione tesser­ine. L’Apm, per attuare lo scon­to, ha pre­vis­to la dis­tribuzione gra­tui­ta ai res­i­den­ti nel comune di Riva d’u­na tesse­ri­na mag­net­i­ca in dis­tribuzione pres­so i vig­ili per chi abi­ta in cen­tro stori­co e pres­so l’ana­grafe per chi risiede all’ester­no delle vec­chie mura. Con la tesse­ri­na l’au­to­mo­bilista rag­giunge uno qualunque dei par­cometri per la sos­ta, la inserisce nel­l’ap­posi­ta fes­sura, aggiunge quan­ti sol­di vuole (fino al mas­si­mo d’u­na cinquan­ti­na di euro) schi­ac­cia il bot­tone e riti­ra la tessera «car­i­ca­ta» con cui paga, esat­ta­mente come con una sche­da tele­fon­i­ca, le soste a Riva, Arco, Rovere­to e Bren­zone per ora: in futuro può dar­si che altri comu­ni aderiscano all’inizia­ti­va. I con­tat­ti sono in cor­so da mesi con tut­ta l’area del Gar­da). Può avere la tesse­ri­na solo il tito­lare del­la car­ta di cir­co­lazione. Sui cir­ca 4000 poten­ziali inter­es­sati, se ne sono pre­sen­tati fino­ra una cinquan­ti­na di esterni e meno di 10 res­i­den­ti in cen­tro stori­co, un ago nel pagli­aio. Cesari­no Mut­ti, pres­i­dente del­la Sat e res­i­dente nel cen­tro, non ha la tesse­ri­na nè ritiene di andarsela a riti­rare: «Io las­cio l’au­to in un parcheg­gio pri­va­to, da sem­pre. E’ un prob­le­ma che non mi riguar­da. Non sape­vo nem­meno del­l’inizia­ti­va in cor­so». Più arti­co­la­ta la posizione di Clau­dio Bas­set­ti, con­ti­to­lare del­l’ho­tel Cer­vo: nem­meno lui possiede la tesse­ri­na esat­ta­mente come tut­ti i suoi famil­iari, madre padre fratel­lo e cog­na­ta. Nes­suno gli ha mai comu­ni­ca­to l’inizia­ti­va vara­ta dal­la soci­età mista, e se ne avesse l’oc­ca­sione avrebbe un po’ di infor­mazioni da chiedere. La pri­ma: è pos­si­bile che il tito­lare del­l’al­ber­go com­peri la tesse­ri­na e poi la dia in uso ai suoi cli­en­ti? Adesso suc­cede che accetti di pagare la mul­ta: col tesseri­no forse rispamerebbe. La sec­on­da: gli arcensi (o tor­bolani, ten­nesi o sdro­gi) che lavo­ra­no a Riva e sono legati all’au­to, pos­sono avere la tesse­ri­na da res­i­den­ti? e nel caso che non sia pre­vis­to, non sarebbe il caso di riconoscere a queste cat­e­gorie di uten­ti un trat­ta­men­to di favore? Ter­zo que­si­to, che però riguar­da meno l’Apm che la giun­ta comu­nale cui spet­tano le scelte d’un cer­to tipo: per­chè il per­me­s­so di tran­si­to (e sos­ta) nel­la zona a traf­fi­co lim­i­ta­to viene rilas­ci­a­to alla tar­ga e non alla per­sona? L’al­ber­ga­tore che deve pot­er­si muo­vere col pullmi­no per accom­pa­gnare i cli­en­ti, non può usare lo stes­so mez­zo per andare a procu­rar­si un chi­lo di bur­ro: anche se il per­me­s­so fos­se alla per­sona, più di una macchi­na alla vol­ta non potrebbe comunque utilizzare.